Esteri
Darfur, nuovo allarme UNICEF: bambini intrappolati in una crisi catastrofica vent’anni dopo il conflitto
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Nel nuovo Child Alert, l’UNICEF denuncia violenze, sfollamenti e carenza di aiuti internazionali: i minori del Darfur tornano al centro di una delle peggiori emergenze umanitarie del Sudan.
A vent’anni da quando il Darfur ha catturato l’attenzione mondiale a causa della violenza che ha devastato le comunità e causato lo sfollamento di milioni di persone in Sudan, i bambini della regione sono nuovamente intrappolati in una crisi catastrofica, ma con minore attenzione e aiuti internazionali, ha avvertito l’UNICEF in un nuovo Child Alert pubblicato oggi.
Il rapporto, “Darfur: 20 anni dopo, i bambini sono ancora in pericolo” (Darfur: 20 Years On, Children Under Threat), evidenzia come il conflitto in corso in Sudan ha riacceso violenze su larga scala, sfollamenti di massa, fame acuta e gravi violazioni contro i bambini in tutto il Darfur. Come nel 2005, le case sono state bruciate, i mercati attaccati, le scuole e le strutture sanitarie danneggiate o distrutte e le famiglie costrette a fuggire – ma oggi l’entità dei bisogni è maggiore e le reazioni di indignazione a livello globale sono molto più contenute.
Dall’inizio della guerra, le Nazioni Unite hanno verificato più di 5.700 gravi violazioni commesse dalle parti in conflitto contro i bambini in tutto il Sudan, che hanno colpito almeno 5.100 bambini, con oltre 4.300 uccisi o mutilati. La tendenza sta peggiorando. Solo nei primi tre mesi del 2026, secondo le notizie, almeno 160 bambini sono stati uccisi e 85 feriti, segnando un aumento significativo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
I bambini stanno affrontando un’escalation allarmante di violenza estrema. In nessun altro luogo l’impatto è stato più grave che ad Al Fasher. Da aprile 2024, ad Al Fasher sono state verificate più di 1.500 gravi violazioni contro i bambini* attribuite alle parti in conflitto, tra cui l’uccisione e la mutilazione di oltre 1.300 bambini, molte delle quali causate da armi esplosive e droni, nonché violenze sessuali, rapimenti, reclutamento e impiego da parte di gruppi armati. Eppure, queste cifre strazianti quasi certamente sottostimano la reale portata degli abusi, con situazioni simili in altre parti del paese.
In tutto il Darfur, i bambini stanno sopportando il peso maggiore del conflitto. Molti hanno perso l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, mentre un numero crescente di loro deve affrontare malnutrizione grave, malattie e violenze perpetrate da forze o gruppi armati. Milioni di bambini sono stati sradicati, con sfollamenti significativi anche oltre confine, in particolare nel Ciad orientale, dove i servizi, già al limite delle loro capacità, faticano a far fronte ai nuovi arrivi.
Il «Child Alert» sottolinea evidenti parallelismi tra la situazione attuale e il primo «Child Alert» sul Darfur pubblicato dall’UNICEF nel 2005, quando l’indignazione mondiale aveva dato il via alla risposta umanitaria. A vent’anni di distanza, i bisogni dei bambini sono aumentati in termini di portata e complessità, ma la carenza di fondi, le restrizioni di accesso, l’evoluzione delle forme di conflitto e la scarsa attenzione internazionale stanno limitando fortemente la portata degli aiuti salvavita.
“Vent’anni fa, il mondo si è unito nell’indignazione per le sofferenze dei bambini nel Darfur. Oggi, una nuova generazione di bambini sta vivendo violenze orribili, fame e terrore”, ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF. “Non possiamo permettere che la storia si ripeta. I bambini nel Darfur hanno bisogno di protezione e di un accesso umanitario continuo. Le parti in conflitto devono porre fine a questa guerra brutale”.
Ad Al Fasher e in altre località del Darfur settentrionale, il conflitto prolungato e gli assedi hanno lasciato le famiglie senza cibo, acqua sicura e assistenza sanitaria, costringendo molte a fuggire verso aree già sovraffollate. In tutto il Darfur, il conflitto ha danneggiato o distrutto infrastrutture essenziali, accelerando il diffondersi di carestia, fame e malattie in alcune zone a causa del crollo dei mezzi di sussistenza.
Nonostante le sfide straordinarie, l’UNICEF e i suoi partner continuano a fornire assistenza salvavita in tutto il Darfur e nei paesi vicini, garantendo istruzione, acqua sicura e servizi igienico-sanitari, curando i bambini colpiti da malnutrizione acuta grave, sostenendo i servizi sanitari mobili, offrendo sostegno psicosociale e creando spazi sicuri per i bambini.
Tuttavia, il rapporto «Child Alert» avverte che gli sforzi umanitari continuano a essere fortemente ostacolati dall’insicurezza, dagli ostacoli burocratici e dalla carenza di fondi, lasciando molti bambini privi di assistenza proprio nei momenti di maggiore rischio.
L’UNICEF invita le parti in conflitto a rispettare il diritto internazionale e a proteggere i civili, compresi i bambini; a garantire un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli; e a porre fine e prevenire gravi violazioni contro i bambini. L’organizzazione esorta inoltre i donatori a fornire finanziamenti flessibili e pluriennali per sostenere programmi salvavita e aiutare i bambini colpiti dagli sfollamenti oltre confine.

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