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Inflazione al 2,8%: energia e cibo riaccendono i prezzi
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Aumenti su carburanti e alimentari spingono il costo della vita: rallentano i servizi ma cresce la pressione sulle famiglie
L’inflazione torna a correre. Ad aprile 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento del +2,8% su base annua, in netto rialzo rispetto al +1,7% di marzo. Su base mensile, l’incremento è del +1,2%, segnalando una nuova fase di accelerazione del costo della vita.
Energia: il vero motore dei rincari
A spingere l’inflazione è soprattutto il comparto energetico, che segna una brusca inversione di tendenza. I prezzi degli energetici non regolamentati passano da -2,0% a +9,9%, mentre quelli regolamentati salgono da -1,6% a +5,7%.
I rincari più forti
- Gasolio per riscaldamento: +38,2%
- Gasolio per trasporti: +27,8%
- Energia elettrica mercato libero: +9,5%
Un aumento che si riflette direttamente sui costi delle famiglie e indirettamente su tutta la filiera produttiva.
Alimentari: cresce il costo della spesa quotidiana
Parallelamente, tornano a salire i prezzi degli alimentari, soprattutto quelli non lavorati, che registrano un aumento del +6,0%.
I prodotti più colpiti
- Ortaggi e legumi: +6,5%
- Pesce: +3,4%
- Frutta: +2,9%
I prodotti ad alta frequenza d’acquisto crescono del +4,3%, incidendo direttamente sulla percezione del costo della vita.
Inflazione di fondo in calo: crescita non diffusa
Nonostante l’aumento generale, l’inflazione di fondo scende al +1,6%. Il dato indica che la crescita dei prezzi è concentrata in pochi settori, principalmente energia e alimentari.
Beni più cari dei servizi: cambia lo scenario
I prezzi dei beni accelerano al +3,2%, mentre i servizi rallentano al +2,4%. Il differenziale diventa negativo, segnalando un cambiamento nella struttura dell’inflazione.
Cosa significa per le famiglie
L’aumento dei beni essenziali ha un impatto più diretto sulla vita quotidiana rispetto ai servizi, aumentando la pressione sui bilanci familiari.
Trasporti in frenata
I servizi di trasporto rallentano al +0,5%. Il trasporto aereo registra addirittura un calo del -12,8%.
Inflazione concentrata: il vero problema
Oltre metà dell’inflazione è determinata da energia e alimentari freschi. Una dinamica che colpisce soprattutto i beni essenziali.
Le conseguenze
- Maggiore impatto sulle famiglie a basso reddito
- Riduzione del potere d’acquisto
- Aumento della percezione dell’inflazione
Inflazione acquisita: 2026 già al 2,4%
L’inflazione acquisita per il 2026 si attesta al +2,4%, indicando che anche senza ulteriori aumenti l’anno si chiuderebbe su livelli elevati.
L’inflazione di aprile 2026 segna un cambio di fase: meno diffusa ma più incisiva. A crescere sono soprattutto i prezzi dei beni essenziali, rendendo il caro vita più percepibile e impattante per le famiglie.

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