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Alessandro Cutrona: Questione di sguardi. Il punto di vista e la narrazione

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Edito da Palindromo, in Questione di sguardi, Cutrona offre un gradevole volo dall’alto sulla narrazione.

Questione di sguardi è un percorso critico dedicato ai punti di vista all’interno delle narrazioni, in cui Cutrona raccoglie scrittori e lettori, nella consapevolezza che «leggere vuol dire incontrare l’altro, conoscerlo, sentirlo» (p. 16), perché «un libro che giace su un tavolo non è un ornamento, ma un oggetto vivo che aspetta di essere tastato, sfogliato, fagocitato da un lettore consapevole» (p.17).

Lo abbiamo contattato per porgli alcune domande.

1. Partiamo dal punto nevralgico del suo lavoro: che cosa significa per Lei narrare?

AC: Dare forma “concreta” a una storia e riuscire a condividerla con gli altri in modo efficace. Come scrive Nabokov: un bravo narratore è un affabulatore, un maestro e un incantatore. Una narrazione deve coinvolgere a livello intellettivo ed emotivo.

2. Said diceva che, di un autore, fosse importante cogliere la sua visione: è d’accordo?

AC: Sì, un’opera è quella terra di mezzo fra il lettore e l’autore, comprenderne la sua visione vuol dire scoprire le verità più autentiche dell’opera.

3. Come ogni lavoro che abbia l’ambizione di essere “panoramico” e tracciare linee dall’alto, il Suo lavoro trascina nelle pagine libri, storie, saggi, autori: quale, al di là del taglio critico secondo cui per la ricerca tutto trova coerenza in un sistema, ha influenzato la sua indagine?

AC: Leggere le storie attraverso gli occhi dei personaggi; ho provato a impossessarmi delle visioni scaturite dalle parole, una volta compreso il grado di visualità delle narrazioni ho concepito un’organizzazione testuale mediante un approccio critico.

4. Nel Suo lavoro, quanto hanno contato e contano i maestri?

AC: Moltissimo. Il vero maestro ti ispira e forma trasmettendo la passione per la ricerca in modo spontaneo. Certe affinità legano e si intrecciano come Il castello dei destini incrociati. Maestro e allievo si scelgono vicendevolmente.

5. Come mai ha pensato di scrivere un libro così impegnativo?

AC: Con questo saggio ho voluto strutturare e mettere a fuoco alcuni autori per me indispensabili: Giorgio Bassani, Italo Calvino, Carlo Collodi, Franz Kafka, Luigi Pirandello, Mario Soldati, Federigo Tozzi, attraverso due argomenti cruciali della teoria e critica letteraria: il punto di vista e narrazione.

6. A un giovane ricercatore, cosa si sente di consigliare?

AC: Di seguire sempre la propria vocazione.

7. Un libro cui nessun amante delle narrazioni può rinunciare?

AC: Pinocchio di Collodi per la narrativa; Sei passeggiate nei boschi narrativi di Eco per la saggistica.

Alessandro Cutrona, classe ’92, di Agrigento, dottorando di ricerca presso l’Università  Kore Enna

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