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Covid-19, sicurezza sul lavoro: ecco cosa devono fare i datori di lavoro

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Mascherina Coronavirus sicurezza sul Lavoro

Il datore di lavoro, infatti, è responsabile in prima persona della salute e della sicurezza dei lavoratori

Riportiamo purtroppo alcune notizie per aggiornarvi in merito all’Emergenza Nazionale per fronteggiare la diffusione del COVID-19 ( Coronavirus). Come sappiamo è cura di ogni datore di lavoro la valutazione dei rischi e la tutela dei propri lavoratori da “Bonus Pater Familias”; il Buon Padre di Famiglia che tutela anche la salute . A chiarimento della situazione:

Per prevenire la diffusione del Coronavirus il Ministero della Salute ha emesso delle linee guida con una serie di misure comportamentali da adottare nel normale svolgimento delle attività lavorative ma anche per coloro che a vario titolo potrebbero trovarsi a contatto con potenziali soggetti contagiati.

Relativamente ai luoghi di lavoro, la responsabilità è sempre in carico al datore di lavoro che ha l’onere di diffondere le informazioni e mettere in atto quanto previsto per la gestione del pericolo derivante da un’eventuale esposizione all’agente biologico.

Il datore di lavoro, infatti, è responsabile in prima persona della salute e della sicurezza dei lavoratori!

Fatta eccezione per gli operatori sanitari o comunque per coloro che hanno funzioni di controllo rispetto alla diffusione del virus, il contagio da COVID-19 non rappresenta un rischio di natura professionale.

Tutti siamo potenzialmente esposti al rischio di contagio a prescindere dall’attività lavorativa svolta.

Rispetto ad un infermiere o ad un medico, recandoci in ufficio o al supermercato abbiamo potenzialmente la medesima probabilità di ammalarci.

Tutti i Datori di Lavoro hanno, però, l’obbligo di diffondere le indicazioni fornite dal Ministero della Sanità circa le misure comportamentali da adottare, in particolare:

  • lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone;
  • non toccare occhi, naso e bocca se non si è lavato le mani;
  • coprire con il gomito flesso o con fazzoletti di carta la bocca ed il naso quando si starnutisce o si tossisce;
  • porre attenzione all’igiene delle superfici;
  • evitare i contratti stretti e prolungati con persone con sintomi influenzali;
  • usare la mascherina solo se malati o mentre si assistono persone malate.

Sarebbe auspicabile, invece un maggiore controllo degli accessi esterni, fornitori e/o appaltatori, in modo da limitare i contatti con i propri lavoratori.

Resta, infine, obbligo del datore di lavoro preservare la salute dei lavoratori riducendo quanto più possibile la probabilità di contagio evitando o limitando tutte quelle attività di front office con utenti esterni/agglomerati di persone come, ad esempio, eventi fieristici e manifestazioni di ogni genere.

Tutte le misure intraprese dal datore di lavoro, ulteriori rispetto alle indicazioni del Ministero, possono essere diffuse al personale mediante la predisposizione di una procedura di sicurezza elaborata ad hoc per gestire lo stato di emergenza.

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Covid-19, costi della sicurezza: nuovo aggiornamento

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cantiere edile sicurezza sul lavoro
Foto di LEEROY Agency da Pixabay

Un nuovo aggiornamento sui costi per la sicurezza da tenere presente dopo il la pandemia da Covid-19

Dopo l’articolo sulla sicurezza e i costi dovuti al Covid-19 necessitiamo ora di un nuovo aggiornamento. Le misure previste relative al contagio del virus SARS-CoV-2, comportano infatti, “in generale, la revisione delle procedure lavorative e gestionali normalmente impiegate in un cantiere edile, richiedendo l’attuazione di nuovi e aggiuntivi apprestamenti e/o dispositivi di protezione individuale e collettiva, ma anche la messa in atto di nuove/diverse modalità di gestione dei tempi lavorativi, con conseguente variazione del crono-programma dei lavori per tutta la durata del periodo emergenziale e comunque tenendo conto dell’evolversi della situazione emergenziale. Occorre considerare i maggiori costi a carico delle imprese dovuti all’apprestamento delle specifiche misure di sicurezza finalizzate, tra l’altro, al corretto adempimento di quanto previsto nell’ambito dei Protocolli di regolamentazione. Alcune Regioni, come la Toscana hanno emanato delibere della Giunta Regionale, di alcune riportiamo parti di testo, che con riferimento alle norme Nazionali e varie regolamentazioni, con riferimento ai cantieri Pubblici.

Documenti di gara ed emergenza Covid-19

Al fine di aggiornare i documenti di gara e/o progettuali all’emergenza sanitaria in corso necessari per la riapertura dei cantieri pubblici e per la consegna dei nuovi cantieri fino al termine della crisi emergenziale da valutarsi in relazione all’evolversi della situazione epidemiologica, ogni regione ha approvato un elenco delle misure anti covid-19 ed una guida all’utilizzo delle stesse. In particolare per la determinazione dell’importo delle procedure di affidamento per gli appalti di forniture e servizi, comprensivo delle spese generali e da incrementare con la percentuale del 10% dell’utile, necessarie per far fronte alla crisi emergenziale a e fino al termine della crisi emergenziale stessa da valutarsi in relazione all’evolversi della situazione epidemiologica dando mandato “all’Osservatorio regionale dei Contratti pubblici:

  • a. di provvedere alla manutenzione, all’implementazione e alla modifica dell’elenco delle misure anti covid-19 e della ‘guida per l’utilizzo dell’elenco delle misure anti covid-19’ al fine di garantirne il corretto aggiornamento alla legislazione, alla normativa tecnica in materia e all’evolversi della situazione epidemiologica;
  • b. di porre in essere tutti gli atti amministrativi necessari alla promozione e alla diffusione della conoscenza del l’elenco delle misure anti covid-19 e della guida per l’utilizzo dello stesso”.

In particolare che per i cantieri che dovranno riprendere l’attività, “vi è l’obbligo del datore di lavoro di provvedere, con le rappresentanze sindacali, all’adozione/integrazione del protocollo aziendale per la sicurezza dei lavoratori ai sensi dell’Allegato 12 del DPCM 17 maggio 2020 e alla definizione del comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione di cui sopra, prevedendo, altresì, ai sensi del paragrafo 10 dell’ Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020 la costituzione dei comitati territoriali, laddove non possibile la costituzione di comitati aziendali”. Inoltre il Protocollo “dovrà essere trasmesso dal datore di lavoro al RUP che lo trasmetterà al CSE e al DL, anche ai fini dell’integrazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)”.

Il CSE e il PSC

Il CSE “provvederà ad adeguare il PSC che, dopo gli opportuni adempimenti amministrativi, trasmetterà al datore di lavoro per il conseguentemente adeguamento del POS. Il CSE, in attuazione dei propri compiti di cui al D.Lgs. 81/2008, integra il PSC così come definito all’Allegato XV del D.Lgs. 81/08 e attua scelte progettuali e organizzative conformi al Protocollo di cui all’Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020”.

Datore di Lavoro e POS

Inoltre il datore di lavoro “redige il POS in conformità al proprio protocollo aziendale, ai sensi dell’Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020, ed ai contenuti del PSC. Successivamente all’approvazione dei POS, il datore di lavoro provvederà ad avviare l’attività informativa nei confronti dei lavoratori operanti nel cantiere”.

Si indica poi che in relazione all’attuazione del punto 9 dell’Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020, “ il medico competente (MC) collabora con il datore di lavoro e i RLS/RLST, nonché con il direttore di cantiere e il CSE ove nominato nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19.

In particolare, il medico competente segnala al datore di lavoro eventuali situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti, nel rispetto della privacy, al fine di tutelare maggiormente il lavoratore, applicando le indicazioni delle Autorità Sanitarie”.

Il ruolo del Medico Competente

Il medico competente, in considerazione del suo ruolo, potrà poi “suggerire l’adozione di ulteriori provvedimenti qualora ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori (a riguardo si richiama la Circolare Ministero della Salute n.14915/2020)”.
Si segnala inoltre “che, anche laddove non sia presente il PSC, la stima dei costi della sicurezza dovrà comunque essere aggiornata ai sensi dell’allegato xv punto 4.1.2 a cura del responsabile dei lavori” (D.Lgs. 81/2008).

In generale “potranno individuarsi maggiori costi cosiddetti ‘connessi’, ossia direttamente riconducibili a misure di sicurezza (cosiddette misure ‘antiCOVID-19’) dell’ambiente lavorativo ‘cantiere’, sia nei confronti dei lavoratori delle imprese (appaltatrici, subappaltatrici…), sia dei visitatori, sia dei fornitori”.

Le maggiori quote economiche “potranno dunque ricondursi, richiamando quanto definito dalle norme vigenti in materia, alla fattispecie di:

  • a) costi della sicurezza: ossia quantificazione economica analitica e dettagliata di tutte le specifiche misure di sicurezza definite dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP)/esecuzione (CSE) all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC). Tali costi non sono soggetti al ribasso d’asta.
  • b) Oneri aziendali per la sicurezza: afferenti all’esercizio dell’attività svolta da ciascun operatore economico nella sua veste di “datore di lavoro” e dovuti esclusivamente alle misure per la gestione del rischio proprio connesso all’attività svolta e alle misure operative gestionali. Tali oneri sono ricompresi nell’ambito delle spese generali riconosciute all’operatore e corrispondenti a procedure contenute normalmente nei Piani Operativi di sicurezza redatti dalle singole imprese esecutrici (POS)”.

Seguirà ulteriore aggiornamento. Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci menzionando l’articolo di interesse alla mail: etconsulting2003@gmail.com

Dott.G. Esposito
Eng.&Safety Manager

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Palestre e Covid-19, l’elenco di tutte misure da attuare per la sicurezza

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Palestra

Le palestre hanno riaperto da poco dopo la pandemia da Covid-19 e il relativo lockdown. Riassumiamo le azioni da intraprendere per garantire la sicurezza di tutti

Palestre e Covid-19 dopo il lockdown. Riportiamo la parte integrale del Testo Finale Condiviso dalle parti Sociali, Sindacati e di Categoria, in particolare riguardanti le Palestre. Questo per evitare che si faccia ancora confusione sulle azioni da intraprendere.

Palestre e Covid-19: le indicazioni principali

Le presenti indicazioni si applicano a enti locali e soggetti pubblici e privati titolari di palestre, comprese le attività fisiche con modalità a corsi (senza contatto fisico interpersonale).

  • Predisporre una adeguata informazione sulle tutte le misure di prevenzione da adottare.
  • Redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
  • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura =/> 37,5 °C.
  • Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando l’accesso agli stessi.
  • Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: o almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, o almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa).
  • Dotare l’impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani all’ingresso e in uscita.
  • Dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura assicura la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati.
  • Gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati non devono essere usati.
  • Garantire la frequente pulizia e disinfezione dell’ambiente, di attrezzi e macchine (anche più volte al giorno ad esempio atra un turno di accesso e l’altro), e comunque la disinfezione di spogliatoi (compresi armadietti) a fine giornata.
  • Non condividere borracce, bicchieri e bottiglie e non scambiare con altri utenti oggetti quali asciugamani, accappatoi o altro.
  • Utilizzare in palestra apposite calzature previste esclusivamente a questo scopo.
  • Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.

Le disposizioni per il microclima

Per quanto riguarda il microclima, è fondamentale verificare le caratteristiche di aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor. Per un idoneo microclima è necessario:

  • garantire periodicamente l’aerazione naturale nell’arco della giornata in tutti gli ambienti dotati di aperture verso l’esterno, dove sono presenti postazioni di lavoro, personale interno o utenti esterni (comprese le aule di udienza ed i locali openspace), evitando correnti d’aria o freddo/caldo eccessivo durante il ricambio naturale dell’aria;
  • aumentare la frequenza della manutenzione / sostituzione dei pacchi filtranti dell’aria in ingresso (eventualmente anche adottando pacchi filtranti più efficienti);
  • in relazione al punto esterno di espulsione dell’aria, assicurarsi che permangano condizioni impiantistiche tali da non determinare l’insorgere di inconvenienti igienico sanitari nella distanza fra i punti di espulsione ed i punti di aspirazione;
  • attivare l’ingresso e l’estrazione dell’aria almeno un’ora prima e fino ad una dopo l’accesso da parte del pubblico;
  • nel caso di locali di servizio privi di finestre quali archivi, spogliatoi, servizi igienici, ecc., ma dotati di ventilatori/estrattori meccanici, questi devono essere mantenuti in funzione almeno per l’intero orario di lavoro;
  • per quanto riguarda gli ambienti di collegamento fra i vari locali dell’edificio (ad esempio corridoi, zone di transito o attesa), normalmente dotati di minore ventilazione o privi di ventilazione dedicata, andrà posta particolare attenzione al fine di evitare lo stazionamento e l’assembramento di persone, adottando misure organizzative affinché gli stessi ambienti siano impegnati solo per il transito o pause di breve durata;
  • negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione con apporto di aria esterna, tramite ventilazione meccanica controllata, eliminare totalmente la funzione di ricircolo dell’aria;
  • Relativamente agli impianti di riscaldamento/raffrescamento che fanno uso di pompe di calore, fancoil, o termoconvettori, qualora non sia possibile garantire la corretta climatizzazione degli ambienti tenendo fermi gli impianti, pulire in base alle indicazioni fornite dal produttore, ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati.
  • le prese e le griglie di ventilazione devono essere pulite con panni puliti in microfibra inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75%;
  • evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sui filtri per non inalare sostanze inquinanti, durante il funzionamento.
  • Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.

Non dimentichiamo i particolari della 81/08

Abbiamo discusso così di palestre e covid-19 ma ricordiamo che restano sempre propedeutiche tutte le documentazioni osservanti la Sicurezza sul Lavoro D.Lgs.81/08 e s.m.i. , quindi i dipendenti formati, visite mediche, medico competente, DVR, DVR covid, Piano di emergenza e Sicurezza, Impianti efficienti e verificati ai sensi DPR 462/2001,etc.

Occhio alla privacy

Inoltre a tutela della Privacy di tutti, la temperatura al di sotto del limite imposto di allarme dei 37,5 °C, non va registrata. Essa va solo annotata l’esecuzione e la firma di colui a cui è stata misurata. In caso di temperatura dai 37,5 C° in poi va registrata. Isolato il soggetto ( che nel frattempo contatta il suo MMG), il titolare dell’attività informa le autorità competenti; non si contatta il 118 se non in caso di effettiva necessità, ad esempio difficoltà respiratorie del soggetto. Tutte le procedure vanno inserite nel DVR anti Covid-19 ed affisse al pubblico. Consegnare un opuscolo con tutte le indicazioni e procedure; inoltre stiamo facendo firmare come per i dipendenti anche per chi accede ai locali, autodichiarazione in cui si elencano alcune note. A tale riguardo vi consiglio di leggere il mio pezzo precedente.

Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci menzionando l’articolo di interesse alla mail: etconsulting2003@gmail.com

dott. Giovanni Esposito
Safety & Energy Manager

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Luce e architettura, le nozioni e i nuovi strumenti tecnologici

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luce architettura lampadina architettura tecnologia.jpg
Foto di Colin Behrens da Pixabay

Continua la nostra carrellata sull’utilizzo della luce in architettura in particolare parliamo delle nozioni di base e delle nuove tecnologie a nostra disposizione

Dopo la nostra introduzione riguardo luce e architettura passiamo ora al dettaglio le nozioni di base e i nuovi strumenti tecnologici nel settore. La scelta è notevolmente vasta. Tantissimi prodotti ma anche diverse forme di illuminazione. I led e la fibra ottica sono oggi le maggiormente diffuse ma ulteriori progressi si stanno facendo con inserimento di tessuti fotoilluminati.

Che dire illuminare la vostra casa non è mai stato così entusiasmante!

Il Lux, l’unità di misura dell’illuminazione

Cominciamo a capire di cosa stiamo parlando e di quanta ne abbiamo bisogno. Tecnicamente la luce si misura In “LUX” corrispondente alla quantità di luce che arriva su una determinata superficie e non alla quantità emessa dalla fonte luminosa. Un’intensa giornata di sole può generare circa 10.000 lux all’esterno, che si riduce anche di 10 volte vicino alla finestra, ma spazi, arredi e finiture potrebbero ridurla anche a meno di 100 lux nelle parti più nascoste nella vostra casa. Un parametro da considerare è l’età degli utenti, più si è avanti più si necessita di luce. Per esempio ad un quarantenne occorre tre volte quella di un bambino di 10 anni mentre a un sessantenne ben 15 volte. Di seguito riporto una tabella esemplificativa dei prodotti dalla luce naturale.

LIVELLI LUX PER ESTERNO

CREUPUSCOLO 10 LUX
GIORNATA MOLTO BUOIA 110 LUX
GIORNATA NUVOLOSA 1075 LUX
LUCE DIURNA 10750 LUX
LUCE DIURNA MOLTO INTENSA 107500 LUX

LIVELLI LUX PER INTERNO

MINIMO DI SICUREZZA DI MOVIMENTO 50 LUX
TEATRO A LUCI ABBASSATE 100 LUX
AREA DI SOGGIORNO 200 LUX
AREA DI LAVORO (ES. CUCINA) 300-500 LUX
LETTURA E LAVORO ALLA SCRIVANIA 500-750 LUX
DISEGNO E LAVORO DI DETTAGLIO 1000-1500 LUX

Livelli di illuminamento e consumi energetici

I livelli di illuminamento e i consumi energetici sono strettamente legati. Come già accennato le superfici riflettono la luce, in realtà ne trattengo una parte, questo dipende molto dal tipo di superficie, superfici opache ruvide e assorbono di più rispetto a quelle lucide e chiare. Ciò determina che se avete ambienti più chiari vi occorrerà un livello inferiore di lux per raggiungere il corretto livello di illuminamento. Tutto questo ovviamente si traduce anche in termini di consumo. Dovete sapere che in una famiglia media circa il 10% dell’energia elettrica consumata è dovuta all’uso della luce artificiale e alla tipologia di fonte luminosa. Esempio una vecchia lampadina ad incandescenza produce solo il 5% di luce il resto dell’energia consumata si trasforma in calore. Mentre già le lampadine fluorescenti ne producono il 75%. Oggi però abbiamo a disposizione una vasta gamma di punti luminosi che oltre ad avere un ridotto consumo di energia hanno la possibilità diverse temperature e quindi di colorazione, nonché la possibilità di controllare l’intensità attraverso un dimmer. Di seguito riporterò alcune buone abitudini che vi consentiranno di ridurre quella quota del 10/15% di consumo energetico portandola tra il 2 e il 4 percento.

– Sostituite lampade di vecchia generazione con quelle a led;
– Mantenete sempre pulite le fonti luminose egli eventuali paralume;
– Nelle aree esterne e di servizio utilizzare e installate sensori di presenza;
– Dirigete la voce lì dove occorre;
– Sfruttate al massimo la luce naturale;
– Spegnete sempre le luci nelle stanze vuote;
– Scegliete la potenza di illuminazione adeguata;

La misurazione dei LUX è elemento fondamentale per la buona progettazione e per trovare soluzioni uniche per i vostri spazi. Rivolgetevi sempre un buon architetto che soddisfi appieno le vostre esigenze.

La prossima volta parleremo di come sfruttare al meglio la luce naturale e quanti aspetti da tenere in considerazione per la buona illuminazione. Poi ci dedicheremo ai tipi du illuminazione e infine qualche consiglio per illuminare ogni singolo spazio.

Vi auguro un buon fine settimana!

Arch. Aniello Tirelli
In collaborazione con lo studio NoiArchitetti

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