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Gas Radon, aggiornata la normativa
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6 anni fail

Con la sospensione decisa dalla Regione Campania slittano i tempi per la rilevazione del Gas Radon del Piano Regionale rispetto al Piano Nazionale Radon.
Aggiornamento in tempo reale sulla normativa inerente Gas Radon. Bisognerà attendere l’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla legge delega nazionale.
Con la sospensione decisa dalla Regione Campania nei giorni scorsi slittano i tempi del Piano Regionale Radon rispetto a quelli già definiti dal Piano Nazionale Radon per la rilevazione di Gas Radon nelle scuole e nei negozi e nelle attività aperte al pubblico.
Questo non significa stop alle rilevazioni di Gas Radon nei luoghi che si trovano al piano terra, interrate o seminterrate, ma solo un allungamento dei tempi che è stato accolto favorevolmente della associazioni di categoria che avevano chiesto alla Regione Campania di rinviare
l’entrata in vigore della legge perchè c’erano alcuni aspetti poco chiari e si era scatenato un mercato dei prezzi dei dispositivi.
Il Gas Radon è presente in piccole quantità in materiali da costruzione, nel suolo e nelle rocce. Una volta sprigionato, il gas si propaga e disperde nell’aria: ma, negli edifici come scuole, negozi, o anche nella abitazioni private, soprattutto se situate in posizione molto bassa o addirittura sotto il livello del suolo, il Gas Radon può essere molto pericoloso, anche per la difficoltà ad individuarne la presenza.
Essendo inodore ed insapore, ma comporta l’aumento delle patologie respiratorie.
Chiariamo di nuovo che il Radon è un gas radioattivo immesso nell’aria ambiente e proveniente dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione.
Il suolo è responsabile dell’80% del Radon presente nell’atmosfera, l’acqua del 19% e le altre fonti solo dell’1%.
Essendo circa 8 volte più pesante dell’aria, tende ad accumularsi negli ambienti confinati, dove in alcuni casi può raggiungere concentrazioni tali da rappresentare un rischio significativo per la salute.
Il Radon in quanto tale è, da un punto di vista chimico, poco reattivo. Inoltre, essendo un gas, oltre che inalabile è facilmente eliminabile per via respiratoria.
Il problema è che il radon “decade” in altri elementi anch’essi radioattivi (detti “prodotti di decadimento del radon” o “figli del radon”), per cui nell’aria che inaliamo si trovano sia radon che prodotti di decadimento.
I sottoprodotti, da un punto di vista sia chimico che elettrico, sono molto più reattivi e una volta formatisi vengono veicolati all’interno del corpo umano grazie a particelle di fumo, vapore acqueo, polveri etc.
I figli del radon una volta giunti a livello polmonare si fissano ai tessuti e continuano ad emettere particelle in grado di danneggiare le cellule dell’apparato polmonare in modo irreversibile.
Sulla base di numerosi studi epidemiologici Il Radon è stato classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che è parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, come cancerogeno per l’uomo.
Ecco perché c’è tanta Attenzione, Vi terremo aggiornati
In caso di chiarimenti restiamo a disposizione alla mail: e2tefeso@yahoo.it
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