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Gas Radon, aggiornata la normativa

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kit per il test del radon

Con la sospensione decisa dalla Regione Campania slittano i tempi per la rilevazione del Gas Radon del Piano Regionale rispetto al Piano Nazionale Radon.

Aggiornamento in tempo reale sulla normativa inerente Gas Radon. Bisognerà attendere l’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla legge delega nazionale.

Con la sospensione decisa dalla Regione Campania nei giorni scorsi slittano i tempi del Piano Regionale Radon rispetto a quelli già definiti dal Piano Nazionale Radon per la rilevazione di Gas Radon nelle scuole e nei negozi e nelle attività aperte al pubblico.

Questo non significa stop alle rilevazioni di Gas Radon nei luoghi che si trovano al piano terra, interrate o seminterrate, ma solo un allungamento dei tempi che è stato accolto favorevolmente della associazioni di categoria che avevano chiesto alla Regione Campania di rinviare

l’entrata in vigore della legge perchè c’erano alcuni aspetti poco chiari e si era scatenato un mercato dei prezzi dei dispositivi.

Il Gas Radon è presente in piccole quantità in materiali da costruzione, nel suolo e nelle rocce. Una volta sprigionato, il gas si propaga e disperde nell’aria: ma, negli edifici come scuole, negozi, o anche nella abitazioni private, soprattutto se situate in posizione molto bassa o addirittura sotto il livello del suolo, il Gas Radon può essere molto pericoloso, anche per la difficoltà ad individuarne la presenza.

Essendo inodore ed insapore, ma comporta l’aumento delle patologie respiratorie.

Chiariamo di nuovo che il Radon è un gas radioattivo immesso nell’aria ambiente e proveniente dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione.

Il suolo è responsabile dell’80% del Radon presente nell’atmosfera, l’acqua del 19% e le altre fonti solo dell’1%.

Essendo circa 8 volte più pesante dell’aria, tende ad accumularsi negli ambienti confinati, dove in alcuni casi può raggiungere concentrazioni tali da rappresentare un rischio significativo per la salute.

Il Radon in quanto tale è, da un punto di vista chimico, poco reattivo. Inoltre, essendo un gas, oltre che inalabile è facilmente eliminabile per via respiratoria.

Il problema è che il radon “decade” in altri elementi anch’essi radioattivi (detti “prodotti di decadimento del radon” o “figli del radon”), per cui nell’aria che inaliamo si trovano sia radon che prodotti di decadimento.

I sottoprodotti, da un punto di vista sia chimico che elettrico, sono molto più reattivi e una volta formatisi vengono veicolati all’interno del corpo umano grazie a particelle di fumo, vapore acqueo, polveri etc.

I figli del radon una volta giunti a livello polmonare si fissano ai tessuti e continuano ad emettere particelle in grado di danneggiare le cellule dell’apparato polmonare in modo irreversibile.

Sulla base di numerosi studi epidemiologici Il Radon è stato classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che è parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, come cancerogeno per l’uomo.

Ecco perché c’è tanta Attenzione, Vi terremo aggiornati

In caso di chiarimenti restiamo a disposizione alla mail: e2tefeso@yahoo.it

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Sicurezza sul lavoro, tutte le figure coinvolte

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sicurezza sul lavoro scarpone chiodo
Foto di Capri23auto da Pixabay

Le figure che riguardano la sfera della sicurezza sul lavoro: facciamo chiarezza in un campo sempre più importante in Italia ma non solo in collaborazione con Thecno Studio Groupe

Parliamo di Sicurezza sul lavoro, partendo dai casi di sospensione dell’attività nei casi ordinari e gravi, in quanto per quelli più gravi si applica il massimo delle sanzioni: la chiusura dell’attività, etc.. Inizieremo inoltre ad analizzare le figure principali, attori, sullo scenario della Sicurezza.

Secondo le disposizioni del TU gli ispettori possono disporre, in caso di gravi violazioni delle norme antinfortunistiche, la sospensione dell’attività imprenditoriale (art. 14). In particolare questo provvedimento scatterà nei seguenti casi:

  • impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro;
  • reiterate violazioni della disciplina dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale di cui agli articoli 4, 7 e 9, considerando le specifiche gravità di esposizione al rischio infortunio;
  • gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza, individuate con DM del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, sentita la conferenza Stato Regione.

In attesa di decreto, le gravi violazioni che possono portare, in caso di reiterazione, alla sospensione dell’attività imprenditoriale, sono quelle indicate nell’allegato I al TU:

  • mancata elaborazione del Documento Unico di Valutazione dei Rischi;
  • assenza elaborazione del Piano di Emergenza;
  • assenza di formazione ed addestramento del personale dipendente e dei responsabili per la sicurezza e la prevenzione;
  • mancanza dell’elaborazione del Piano Operativo di Sicurezza (POS);
  • assenza dell’elaborazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento;
  • mancanza della nomina del Coordinatore per la progettazione e l’esecuzione.

Quali FIGURE

Il d.lgs.626/94 introduce per la prima volta, nuove figure e nuove responsabilità, da affiancare al Datore di Lavoro ed ai Lavoratori. Già da quel decreto, cambia l’atteggiamento verso il lavoratore, in quanto non è solo il soggetto passivo tutelato, al contrario diventa soggetto attivo, perché tutto il Sistema Sicurezza è sempre attivo ed in evoluzione.

Infatti con il Testo Unico ed il D.Lgs. 81/08 si rafforzano le responsabilità e si incrementano le sanzioni; con la formazione e l’informazione continua si rinforza l’intenzione del Legislatore di avere un sistema sempre attivo, vigile ed autoregolante ai fini del miglioramento, ben sapendo che il 100% della sicurezza non si raggiunge ma bisogna tendere ad esso, riducendo i rischi residui, tendendo a quelli accettabili. Le figure in gioco sono:

  1. Lavoratore
  2. Datore di Lavoro
  3. R.S.P.P.
  4. Medico Competente
  5. A.S.P.P.
  6. R.L.S.

Nei prossimi numeri analizzeremo ad una alla volta ogni figura, con responsabilità e sanzioni. Ricordiamo a tutti i nostri Lettori che restiamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento e/o quesito. Intanto se vi fa piacere vi invito a leggere anche questo altro pezzo che ci riserva non poche sorprese!

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PuTTY client: facile, potente e gratuito per ssh, telnet e ftp

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client PuTTY

PuTTY è un client ssh che viene utilizzato anche in ambienti professionali vista la sua versatilità e sicurezza

PuTTY client è un client SSH e telnet per la gestione da remoto di sistemi informatici ovvero server e computer in generale. La sua dote principale è che trattasi di un progetto open source molto potente utilizzato anche in ambiente professionali “spinti”. Ovviamente questo articolo è rivolto maggiormente a chi ha già dimestichezza con i temi trattati ma a breve avremo modo di parlare nel dettaglio per chi voglia approfondire e addentrarsi maggiormente in questo affascinante mondo. Intanto vi suggeriamo anche questo link sulla shell Linux per iniziare a conoscere i primi comandi e magari testare il nostro client con uno dei protocolli di cui parleremo.

PuTTY client diciamolo subito chiaro e tondo, non ha nulla da invidiare a prodotti che sono licenziati ed a pagamento. Negli anni, infatti, è divenuto di sicuro più stabile, risolvendo qualche bug iniziale che poteva creare originariamente qualche problema mentre ora è semplicemente robusto e funzionale. Probabilmente queste caratteristiche sono alla base del suo successo. Lo consigliamo a tutti sia neofiti che professionisti per la sua semplicità di esecuzione. Si può scaricare l’eseguibile direttamente dal sito ufficiale https://www.putty.org

L’abbiamo testato anche noi e francamene siamo rimasti veramente contenti sia dell’utilizzo che non disdegna anche qualche importante caratterista sia perché non ha bisogno di installazioni e quindi può essere facilmente utilizzato da più device portandolo magari su una pendrive. L’ambiente di lavoro è la piattaforma windows come ha voluto il suo ideatore e primo sviluppatore Simon Tatham.

Attraverso PuTTY client è possibile gestire diversi protocolli come ssh – ssh2 – telnet e ftp. La gestione come già evidenziato è semplice e intuitiva. Per scaricare il programma non c’è nemmeno bisogno di registrarsi e quindi loggarsi al sito ufficiale ma il download è completamente libero.

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Sicurezza in Rete 2020: un grido contro il bullismo

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Alla “Don Salvatore Vitale” celebrato il Safer Internet Day con video tutorial, canzoni, letture animate, drammatizzazioni teatrali e simulazioni di dibattito.

Martedì 18 Febbraio, presso la Don Salvatore Vitale, nell’auditorium scolastico della succursale, alcune classi si sono susseguite in rappresentazioni teatrali, dalle canzoni rap ai monologhi, passando per la lettura animata di lettere aperte di vittime di bullismo e cyberbullismo.

“La storia di Flavia” è la storia di una ragazza “presa in giro” per il suo aspetto fisico, dalle elementari fino alle superiori. Flavia, dopo aver cambiato classi su classi, dopo aver tanto sofferto, è riuscita a superare gli insulti e le lesioni.

La lettura animata ha messo in scena l’attacco dei bulli contro la vittima, che si ribella, cercando di abbassare l’autostima del bullo, senza usare violenza, ma con la voce di chi resiste a queste aggressioni.

Guarda il video:

Servizio dei Giovani Reporter

Aggressioni e mortificazioni amplificate dai social subite anche da Carolina Picchio, che purtroppo non ce l’ha fatta, e che scrisse prima di suicidarsi:

– Le parole fanno più male delle botte. Invitata ad una festa, per aver bevuto troppo, rimane stordita dall’alcol. I suoi “amici” per farle uno “scherzo” simulano atti sessuali con lei, pubblicando su facebook i video rubati. Da questa pubblicazione, purtroppo, la sua reputazione ne esce rovinata e viene presa di mira da tutti i like e i commenti contro la sua persona.

L’ultima notte scrive un biglietto “le parole fanno più male delle botte” e poi si è buttata di sotto: così finisce la breve vita di Carolina Picchio.

Messa in scena anche la simulazione di un dibattito sul libro “Bulli con un Click”, di Roberto Bratti, dove i ragazzi hanno disputato sulle ragioni dell’antagonista, Silvia, adolescente dal contesto familiare problematico, nel prendere di mira la protagonista, Chiara, colpevole di essere apparsa su facebook, a sua insaputa, in una foto con un post “Sono piatta come una tavola da surf!”.

Il problema più grande è stato anche tentare di non finire nelle offese personali, trappola insidiosa di tutti i confronti su opinioni diverse, soprattutto se sui social, dove tutti vogliono l’ultima parola.

Molto utili sono risultati i consigli dati nelle presentazioni e videotutorial proiettati, in italiano ma anche in inglese.

Le canzoni rap dei giovani cantautori hanno aggiunto ritmo alla giornata:

“Non credere alle bufale
Son peggio delle favole”.

Una raccomandazione che vale per tutti, giovani e meno giovani.

Giovani Reporter Don Salvatore Vitale
Classe 2ª Sezione L
Simone Cascella
Francesco Mallardo

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