Esteri
Teheran respinge il piano Usa, Donald Trump: “Risposta inappropriata”
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2 mesi fail

Il presidente Usa attacca Teheran dopo il rifiuto del memorandum di pace: “Risposta inappropriata”.
Il confronto tra Iran e Stati Uniti torna a irrigidirsi dopo il rifiuto di Teheran alla proposta americana per un memorandum di pace volto a chiudere il conflitto. A confermare la bocciatura del piano Usa sono stati i media iraniani, secondo cui il documento avrebbe comportato una “sottomissione alle richieste eccessive” avanzate dal presidente americano Donald Trump.
Il tycoon ha reagito con durezza. In una breve telefonata ad Axios, Trump ha definito la risposta iraniana “inappropriata”, evitando però di entrare nei dettagli del contenuto della lettera inviata da Teheran. “Non mi piace la loro risposta”, ha ribadito, lasciando intendere che i negoziati siano entrati in una fase particolarmente delicata.
Parallelamente, il presidente americano ha dichiarato che Washington continua a monitorare le scorte residue di uranio arricchito iraniano. In un’intervista al programma “Full Measure”, Trump ha sostenuto che gli Usa “a un certo punto” se ne impadroniranno, aggiungendo che eventuali tentativi di accesso ai siti nucleari verrebbero immediatamente intercettati e neutralizzati. Le dichiarazioni arrivano nonostante gli ispettori internazionali ritengano che parte del materiale possa trovarsi ancora sepolto nei siti colpiti durante i bombardamenti della scorsa estate.
Da Teheran, una fonte citata dall’agenzia semiufficiale Tasnim ha liquidato le parole del presidente americano sostenendo che “non ha alcuna importanza che a Trump non piaccia la proposta iraniana”. Secondo la stessa fonte, il team negoziale della Repubblica islamica starebbe lavorando esclusivamente “nell’interesse dei diritti della nazione iraniana”.
Nel piano alternativo avanzato dall’Iran, rilanciato dalla televisione di Stato Press TV, vengono indicate alcune condizioni considerate imprescindibili: la fine delle sanzioni economiche, il rilascio dei beni iraniani sequestrati all’estero e il pagamento di riparazioni di guerra da parte americana. Teheran ha inoltre ribadito la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz, passaggio strategico fondamentale per il commercio energetico mondiale.
Le tensioni diplomatiche hanno avuto immediate ripercussioni sui mercati: il prezzo del petrolio ha registrato un rialzo superiore al 3% dopo il mancato accordo tra le parti.
Nel frattempo, sul fronte interno iraniano, le autorità hanno concesso il rilascio su cauzione della premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, trasferita a Teheran per ricevere cure mediche.
Sul piano internazionale, oggi a Bruxelles si riuniscono i ministri degli Esteri dell’Unione europea, mentre Francia e Regno Unito presiederanno domani un vertice dei ministri della Difesa dedicato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz e agli sviluppi della crisi mediorientale.

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