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Blitz anticamorra a Napoli: 9 misure cautelari contro il clan Contini

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Operazione della DDA di Napoli contro il clan Contini: sei arresti in carcere e tre divieti di dimora per associazione mafiosa e traffico di droga

Nuovo colpo alla camorra con base nel centro di Napoli. Nella giornata odierna la Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di nove soggetti pluripregiudicati ritenuti gravemente indiziati di appartenere al clan Contini, confederato con i clan Mallardo e Licciardi nella cosiddetta Alleanza di Secondigliano.

Sei arresti in carcere e tre divieti di dimora

Il provvedimento ha disposto la custodia cautelare in carcere per sei indagati e il divieto di dimora nella regione Campania per altri tre soggetti. A vario titolo, sono accusati di associazione camorristica, traffico di sostanze stupefacenti, rapina, truffa, furto, minaccia aggravata, lesioni, porto e detenzione di armi da fuoco e accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, con aggravanti legate al metodo mafioso e alla finalità di agevolare il clan.

Le indagini partite dall’aggressione in via dei Tribunali

La misura cautelare raccoglie gli esiti di una lunga attività investigativa della Squadra Mobile, coordinata dalla DDA di Napoli, avviata dopo la violenta aggressione del 15 maggio 2022 ai danni dei clienti e dei proprietari del ristorante “Cala La Pasta”, in via dei Tribunali.

Per quell’episodio, il 15 giugno 2022 erano già scattati quattro arresti per minaccia e lesioni gravi aggravate dal metodo mafioso e lesioni stradali gravissime con fuga. Su quei fatti è già intervenuta una sentenza di condanna definitiva per i principali responsabili.

Un gruppo giovane, armi e base nei “Porticati”

Le successive indagini hanno consentito di delineare l’esistenza di un sodalizio criminale ben strutturato, composto in gran parte da giovanissimi affiliati, con base logistica nell’area dei cosiddetti “Porticati”, tra San Giovanniello, Vasto-Arenaccia e San Carlo Arena.

In quell’area gli indagati avrebbero occultato armi, droga e indumenti per il travisamento, utilizzati per compiere reati predatori.

Rapine, truffe agli anziani e attività anche all’estero

Il gruppo, ritenuto pienamente intraneo al clan Contini, sarebbe guidato da un giovane considerato di elevata caratura criminale, legato da vincoli familiari a esponenti apicali del clan oggi detenuti in regime di 41-bis.

Secondo gli investigatori, il sodalizio avrebbe operato non solo a Napoli ma anche in altre regioni italiane e in Spagna, commettendo rapine, scippi e truffe agli anziani. I proventi sarebbero stati utilizzati per finanziare l’attività criminale, acquistare armi e garantire il mantenimento dei sodali detenuti.

Pericolosità elevata e armi da guerra

La pericolosità degli indagati, evidenzia la Procura, emerge dalle modalità spregiudicate delle azioni violente e dalla concreta disponibilità di armi da guerra, oltre alla costante ricerca di nuovi armamenti per affermare la propria egemonia criminale sul territorio, anche in contrapposizione ad altri gruppi.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le misure adottate sono impugnabili e gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

L’operazione conferma l’impegno costante della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e della Polizia di Stato nel contrasto alle organizzazioni camorristiche radicate nel tessuto urbano della città.

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