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Ricette estive facili e sfiziose: le migliori idee da copiare

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Foto di pixel1 da Pixabay

Il caldo dell’estate colpisce l’appetito allora cresce la voglia di vacanza e di piatti che profumino della stagione calda.

L’estate avanza e le temperature si alzano. Sale la voglia di vacanza e anche di piatti che profumino proprio di questa splendida stagione che, come ogni anno, arriva per far staccare un po’ la spina dalla routine quotidiana.

Durante l’estate, però, si ha anche voglia di idee e di ricette semplici e gustose, da preparare in poco tempo ma che siano piene di sapore. Se si è alla ricerca di qualche suggerimento si è nel posto giusto. Ecco una serie di ricette da copiare subito per stupire tutti e soddisfare la propria voglia di bontà e freschezza.

Un primo piatto tipicamente estivo, che riduce al minimo la necessità di piazzarsi dinanzi ai fornelli per spadellare è l’insalata di riso. Questo è uno dei piatti tipici dell’estate italiana e non c’è famiglia in cui non si mangi. C’è chi è fedele alla versione originale, chi spazia con la fantasia. Del resto, gli ingredienti che possono essere aggiunti a una insalata di riso sono pressoché infiniti e questo fa di suddetta ricetta un piatto unico da provare, sia a casa che in spiaggia, che in gita fuori porta. Esistono diverse versioni: c’è quella totalmente vegetariana, solo con ortaggi, c’è la versione che prevede l’aggiunta di filetti di tonno o, ad esempio, gamberetti e la versione che, invece, può essere fatta con il pollo grigliato a dadini. La fantasia può correre libera nella realizzazione di questo piatto.

Anche i tagliolini al limone sono un piatto che profuma d’estate. Semplice e veloce da preparare, questo è un primo piatto che fa un’ottima scena in pochissimo tempo e, soprattutto, non richiede di stare ore e ore ai fornelli per preparare pasticci e manicaretti che possono attendere la stagione più fredda per essere preparati. In poco tempo sarà come essere catapultati ad Amalfi grazie al profumo di limone, ma se si vuole dare quel tocco in più, si consiglia l’aggiunta di gamberetti: una vera delizia tutta estiva è servita.

Altra ricetta immancabile dell’estate italiana sono gli spaghetti con le vongole. A dire il vero, questo è un piatto che va bene in ogni stagione e che viene apprezzato in ogni parte del mondo. Si tratta di una ricetta semplice da praparare ma così gustosa che fa esplodere quelli che sono i sapori del mare e dell’estate. Anche in questo caso non servono ore di preparazione e questo è un vantaggio che rende il piatto unico e da preparare molto spesso. Agli spaghetti si possono sostituire anche altri tipi di pasta e, infatti, c’è chi utilizza le linguine. Quello che conta, naturalmente, è che si tratti di pasta lunga, nel rispetto della tradizione. 

E per chi, invece, non sa rinunciare al gusto di piatti un po’ più complessi, ma non per questo meno estivi, consigliamo la ricetta che si trova su Primo Chef (https://primochef.it/pasta-con-melanzane/ricette/primi-piatti/). La pasta con le melanzane è un grande classico della tradizione siciliana in particolare, ma non solo: in tutta Italia viene preparata questa gustosa ricetta che ha dei sapori così decisi da lasciare tutti estasiati. Un piatto semplice e allo stesso tempo gustoso, che può essere preparato in molteplici modi. C’è chi preferisce la versione al forno e chi, invece, quella decisamente più estiva che vede l’utilizzo di spaghetti, melanzane fritte, basilico e formaggio. Le melanzane possono essere fatte a rondelle, a cubetti: poco cambia, perché quello che si porta in tavola è sempre il gusto unico dell’estate. In un sol boccone si può essere catapultati in Sicilia. Una vera chicca tutta da gustare.

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Addio all’immenso maestro Ennio Morricone

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ennio morricone
Di Georges Biard, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21288724

A darne notizia, tra gli altri, l’ANSA per le conseguenze di una caduta

Ci ha lasciato il maestro Ennio Morricone. A 91 anni il premio Oscar purtroppo non ce l’ha fatta per l’aggravarsi delle conseguenze di una caduta come riportato dall’ANSA. Una carriera costellata da successi che ha scritto la storia della musica contemporanea. Amato in tutto in mondo ha dato lustro all’Italia scrivendo note che rimarranno nella memoria di tutti.

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Per Sant’Angelo il Paese delle Fiabe, il nuovo murale di Stefania Marchetto

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SteReal
Foto Nota Stampa

La Street Art è donna nel Paese delle Fiabe. Dal 29 giugno al 4 luglio 2020 a Sant’Angelo di Roccalvecce

Torna a Sant’Angelo di Roccalvecce, per il secondo anno consecutivo, la street artist Stefania Marchetto in arte SteReal, pronta ad animare, di nuovi personaggi fantastici, i muri del piccolo borgo della Tuscia conosciuto come il Paese delle Fiabe, rivitalizzato negli ultimi anni grazie all’omonimo progetto d’arte urbana dedicato al mondo fiabesco e alla letteratura fantastica.

Dopo il primo favoloso murale ispirato alla storia de La spada nella roccia, dipinto per l’edizione del 2019, SteReal ritorna quest’anno con una sognante Cenerentola che prenderà vita su un’enorme parete del centro e che la vedrà esibirsi, dal 29 giugno al 4 luglio, in qualità d’artista d’apertura della terza edizione del festival.

Inaugurato nel 2017 con il grande murale di Alice nel paese delle meraviglie, il progetto di Sant’Angelo il Paese delle Fiabe ha trasformato il paesino in provincia di Viterbo in un museo a cielo aperto, una vera e propria galleria d’arte ricca di opere e installazioni artistiche legate al racconto fantastico e leggendario.

A rendere ancor più caratteristico e speciale questo fatato posto, immerso tra le valli laziali, è la scelta di affidare la realizzazione dei lavori a un team di donne street artist, tra le più celebri della scena italiana.

Così, insieme ad Artù e Mago Merlino, e agli altri personaggi dipinti in questi anni dalle numerose artiste urbane che si sono succedute a Sant’Angelo, la Cenerentola di SteReal si fonderà col paese reale, in un gioco dove il vero e la fantasia si rincorrono e confondono continuamente.

Promosso dall’Associazione ACAS con l’organizzazione di Alessandro Chiovelli e Gianluca Chiovelli, Sant’Angelo il Paese delle Fiabe conta già 30 opere disseminate lungo le vie del borgo, a creare un itinerario magico e incantato, un percorso artistico aperto a tutti, grandi e piccini, turisti appassionati o semplici curiosi, che camminando per le strade del centro abitato potranno sorprendersi nell’incontrare Don Chisciotte o PinocchioIl piccolo Principe o Hansel e Gretel.

Una galleria tutta al femminile, dunque, a formare un ideale Paese delle Dame Artiste, un luogo immerso in un’atmosfera da sogno dipinta dalla mano di alcune tra le più importanti street artist del panorama nazionale.

Stefania Marchetto, Tina Loiodice, Alessandra Carloni, Daniela Lai, Lidia Scalzo, Isabella Modanese, Stefania Capati, Cecilia Tacconi, Lena Ortmann, Ginevra Giovannoni: ognuna, con la propria inconfondibile cifra stilistica, ha reso unico questo piccolissimo e prezioso borgo, contribuendo alla sua rinascita, in un moto di valorizzazione della Tuscia e del suo ricchissimo folclore locale.

Nota Stampa

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Hollywood, “cosa sarebbe successo se…”

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Mentre HBO ritira “Via col vento” dal catalogo, su Netflix si racconta la vera storia di Hollywoood

Gli autori di Hollywood, Ryan Murphy e Ian Brennan, raccontano le ambigue e oscure macchinazioni, non solo dello star system degli anni ’30 ’50, ma di tutta la menzogna del sogno americano.

E fanno di più: ricostruiscono e riparano, recuperano e premiamo chi non veniva premiato.

Si riprendono e offrono rivincite.

Hollywood è la storia di speranze, sogni e ferite che si allargano mettendo il dito nel desiderio, mentre gli occhi guardano lontano e il naso si occupa di non badare agli odori della realtà nascosta sotto al mento.

Gerarchizzazione narrativa, codice Hays, la segregazione e la caccia al comunista spingono le produzioni a raccontare la patina, la polvere dorata che nasconde il tappeto su cui un po’ tutti ripulivano le suole delle proprie scarpe.

Il divismo non è altro che il potere esercitato da un’immagine che non appartiene più al soggetto che l’ha generata.

Cristina Jandelli – Breve Storia del divismo cinematografico

La star strategy trasformava gli attori in manichini in cui fisico, carattere e stile erano di proprietà della compagnia, del cast, dell’intera produzione.

Edgar Morin, in Les Stars, scriveva “i divi del cinema sono i miti della modernità, cioè la rivisitazione del culto classico greco-latino” mentre, secondo Metz, lo spettatore si identifica con l’attore in quanto star invece che col ruolo.

Rock Hudson, pseudonimo di Roy Harold Fitzgerald, per esempio, ha dovuto nascondere per anni la sua omosessualità, invece nota nell’ambiente.

Rivelarla avrebbe distrutto l’immagine virile e vigorosa con cui lo spettatore si identificava.

E così, di fronte al pubblico, Roy Harold Fitzgerald moriva per lasciar vivere Rock Hudson.

In Hollywood – che mescola continuamente realtà e finzione – l’attore dichiara invece la sua omosessualità, si presenta alle premiazioni dell’Oscar tenendo la mano a Archie Coleman, omosessuale e – per giunta – afroamericano sceneggiatore del film Meg.

Film che non esiste, ma che trae spunto dalla vera storia di Peg Entwistle, giovane attrice che si suicidò gettandosi dalla scritta Hollywood, al tempo ancora Hollywoodland.

Che è un po’ come dire Dreamland, parola in codice usata in una pompa di benzina dietro cui si cela un giro di prostituzione, un ulteriore micromondo che spiega bene la landa sconsolata del mondo dello star system.

E allora ci sembra forse più chiaro che l’andare verso il sogno poteva significare due cose: che se non arrivavi a morire realmente come Peg, lo facevi ogni giorno, come Roy Harold Fitzgerald.

In entrambi i casi, la Serie TV riscrive i finali.

E Meg diventa un pretesto per mostrare un fiume carsico che avrebbe dovuto esplodere allora, per mostrare e riparare da subito soprusi e ingiustizie, come quelli ai danni di Anna May Wong, attrice asiatica cui venivano offerti solo ruoli stereotipati e che in Hollywood vince invece addirittura un Oscar come migliore attrice non protagonista.

E mentre HBO ritira Via col vento dal catalogo, per ripubblicarlo con un video contestualizzante, e la questione razziale continua a fare su e giù senza mai risolversi, su Netflix si racconta sul serio come sarebbe stato se lo star system avesse da subito lottato per ripulire le sue storie da stereotipi ed emarginazioni.

In “Hollywood”, Hattie McDaniel ha già vinto il suo Oscar come attrice non protagonista proprio per l’interpretazione in Via col vento; ma mentre ancora oggi si contesta il suo silenzio nei confronti degli studios che continuavano, proprio come avevano fatto con lei, a relegare i neri a ruoli di servi spesso pigri, ottusi e violenti, nella serie TV è redenta, spiega i suoi errori, l’assurdità del suo silenzio e spinge Camille Washington, attrice nera protagonista di Meg, a prendersi tutto ciò che le spetta.

Insomma, Hollywood fa Hollywood.
Ricostruisce i finali, mostra la luce in fondo al tunnel, di fianco alla rabbia, in mezzo alla morte, circondato dalle sue ambiguità e mostra come per far nascere una stella bisogna tenere accesso a lungo il buio.

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