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Ad ogni età il suo Manga, cominciamo dal Kodomo
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4 anni fail

Manga è il termine con il quale il Giappone definisce i suoi fumetti; a differenza dei fumetti occidentali si leggono da destra verso sinistra, sono tascabili e in bianco e nero. Vediamo oggi i Kodomo
Manga Kodomo. Capita sovente che, quando ci si incontra tra amici, si parli di vecchi ricordi ed esce fuori l’argomento cartoni animati che guardavamo da piccoli e poi si finisce a canticchiarne la sigla.
Tanti di questi cartoni animati (anime) non sono altro che la trasposizione sullo schermo di un manga giapponese di grande successo.
Le radici del termine Manga
Il termine Manga è quello con il quale il Giappone definisce i suoi fumetti. Rispetto a quelli occidentali, si differenziano per almeno tre motivi: i manga sono di formato tascabile, in bianco e nero e si leggono da destra verso sinistra.
Questa forma di intrattenimento, che tanto successo ha riscosso in Giappone, attira l’attenzione del pubblico sia maschile che femminile di tutte le fasce d’età. Infatti, non a caso, il manga comprende vari generi che in base al target demografico, legato all’età e al sesso, assume un nome e caratteristiche diverse. Ovviamente, si tratta di una categorizzazione non rigida ma che vuole semplicemente dare un’indicazione circa i toni e le tematiche trattate.
Il successo dei Manga
Il successo e la diffusione in Giappone di questa forma di svago sono legati soprattutto al periodo del secondo dopoguerra. Quando, in seguito alla forte depressione economica, si cominciò a stampare su carta riciclata. Questo permise di vendere le riviste ad un prezzo bassissimo aumentandone le vendite.
Uno dei più famosi mangaka (autore di manga) è stato Osamu Tezuka che nel 1947, prendendo spunto da un romanzo di Stevenson, pubblicò “La nuova isola del tesoro” ponendo, così, le basi del manga moderno.



Tra le sue creature più note ricordiamo “Astroboy” che rappresenta una pietra miliare nella categoria dei manga kodomo (bambino) cioè quelli rivolti ad un pubblico tra i 6 e gli 11 anni.
Alcune curiosità sui Manga Kodomo
Tenendo conto della giovane età dei lettori, i protagonisti di questo genere di manga, di solito bambini o animali parlanti, sono disegnati in modo essenziale con forme geometriche elementari e senza troppi particolari. Le trame sono piuttosto semplici e spesso hanno uno scopo educativo. Non è un caso, infatti, che in questi manga ci siano quasi sempre alcuni caratteri tipici dell’educazione giapponese. Come il bambino che va a scuola da solo o che pulisce la propria aula e i corridoi dopo la fine delle lezioni, ecc.
Il Giappone usciva ferito dalla seconda guerra mondiale. E grande era l’esigenza di formare le nuove generazioni e di tenere alti i principi della propria cultura. Pertanto, questa forma di svago era un’occasione per ravvivare quei valori. Come l’avere un obiettivo nella vita, il senso di responsabilità e comunità, l’indipendenza e altri sentimenti simili che con la guerra si erano affievoliti.


La storia di Astroboy
Questi valori li troviamo in Astroboy che racconta la storia di Atom, un bambino robot creato dal dottor Tenma con le sembianze del figlio morto. Nonostante conduca una vita di un normale bambino giapponese in una famiglia robot costruita appositamente per lui e frequenti la scuola, Atom possiede dei poteri sovraumani. Poteri che usa per combattere contro la criminalità e i mali del mondo diventando un vero e proprio paladino della giustizia. Questa esperienza di vita terrestre, fatta anche di sofferenze, gli permette di sviluppare una forte sensibilità. Grazie alla quale riesce a comprendere i sentimenti degli altri diventando, così, un essere umano a tutti gli effetti.

Il leggendario Doraemon
Un altro kodomo, il più famoso, è Doraemon scritto e disegnato dagli artisti Fujiko F. Fujio a partire dal 1969 e trasformato in anime (cartone animato) nel 1979.
Doraemon è un gatto robot venuto dal futuro la cui missione è aiutare il giovane e goffo Nobita ad affrontare le difficolta della vita di tutti i giorni aiutandolo a prendere delle sagge decisioni affinché il suo futuro, piuttosto rocambolesco, prenda una piega diversa.
Per questa missione, Doraemon si avvale dell’aiuto di alcuni gadget futuristi che tiene in una tasca magica, i ciuski che se usati correttamente sono fonte di grande aiuto ma se usati in modo sconsiderato, cosa che il pigro Nobita fa spesso, possono causare ulteriori guai.

Rivolto soprattutto alle nuove generazioni, alta è la valenza formativa di questo manga. Manga che mira a trasmettere ai più giovani importanti messaggi educativi presentando in modo positivo sentimenti come amicizia, perseveranza, responsabilità, coraggio.
Data la sua vasta popolarità, Doraemon, definito “Ambasciatore degli anime nel mondo”. Ha esportato la cultura nipponica in tutto il mondo facendo avvicinare milioni di persone a questo genere di intrattenimento.
Altri kodomo molto famosi sono: “Guru Guru”, “Kurochan”, “Lo strano mondo di Minù” e l’intramontabile “Carletto il principe dei mostri”.

I fumetti Aniparo
Un’altra tipologia di fumetti giapponesi che attrae molto i bambini è l’aniparo (sottocategoria del genere kodomo) che non è altro che una parodia degli anime/manga. Creati con uno stile caricaturale di disegno, i personaggi, infatti, sono piuttosto bizzarri, super deformati con delle strane caratteristiche molto accattivanti per i bambini. Una delle opere più rappresentative di questo sottogenere è “Il pazzo mondo di Go Nagai”.
Superata la fase dell’infanzia, la lettura dei manga continua ma di solito si passa a manga di altro genere. Manga shonen per adolescenti di sesso maschile e manga shojo per adolescenti di sesso femminile… ad ogni età il suo manga!
Non perdere: I Manga maturi e “La questione fisica”

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