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I Manga maturi e “La questione fisica”
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4 anni fail

Per assecondare nuovi “gusti letterari”, furono creati altri due generi detti anche maturi: il Seinen per i ragazzi dai 18 anni in su e il corrispettivo femminile Josei.
Il manga è una forma di intrattenimento che accompagna il lettore dalla tenera età fino a quella adulta.
A partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, l’industria del fumetto giapponese stava riscuotendo sempre più successo ma nel frattempo, la cosiddetta “generazione manga” era cresciuta, aveva nuove abitudini e altre esigenze.
Per assecondare questi nuovi “gusti letterari,” furono creati altri due generi detti anche maturi: il Seinen per i ragazzi dai 18 anni in su e il corrispettivo femminile Josei.
Le trame, spesso complesse, infatti, sono incentrate soprattutto su tematiche “da grandi” e sull’aspetto psicologico dei personaggi.


A questo maggior impegno intellettuale corrisponde anche una grafica meno morbida, più netta, cruda e realistica con una maggiore attenzione ai dettagli.
Con il genere seinen (maggiorenne in italiano) si passa dall’azione dello shonen a questioni più impegnative che spaziano dalla politica alla società, alla religione fino a riflessioni sulla vita e condizioni dell’uomo. Quella definizione netta tra bene e male a cui da piccoli eravamo abituati non vi è più e, talvolta, può addirittura succedere che il protagonista non è più il solito eroe buono.
Il genere seinen diventa, così, un’occasione per parlare di un problema ascoltandone i vari punti di vista in modo tale da stimolare nel lettore una riflessione, uno scossone intellettuale e di coscienza. Un esempio a tal riguardo è il famoso manga seinen “Akira” che, ambientato in un futuro apocalittico dove bande di motociclisti e teppisti si scontrano, diventa uno stimolo per affrontare, da vari punti di vista, temi sociali di grande importanza come la corruzione, l’isolamento sociale e il potere.
La stessa attenzione psicologica dei personaggi con particolare attenzione alle loro emozioni la troviamo nel genere Josei (letteralmente donna) che racconta la vita quotidiana delle donne adulte giapponesi.

Le problematiche sociali, che si intrecciano a relazioni interpersonali, rendono le trame verosimili grazie anche all’uso di un linguaggio e rappresentazioni più espliciti.
Queste donne, di solito, inseguono, tra mille difficoltà, un sogno lavorativo; oppure, nonostante la loro carriera vada a gonfie vele, soffrono per questioni sentimentali e sono impigliate in relazioni difficili fatte di tradimenti e delusioni.
La realtà, quindi, entra in modo prepotente nella storia a discapito dell’idealizzazione dei sentimenti che, facendo posto alla realtà quotidiana, hanno perso il vigore tipico del genere più adolescenziale shojo.
Tra i josei più famosi ricordiamo “Paradise Kiss” pubblicato nel 1999 in Giappone. È la storia di una ragazza che è all’ultimo anno delle superiori e deve decidere il suo futuro: intraprendere la carriera universitaria, cosa voluta fortemente dalla sua famiglia oppure, grazie al suo fisico di modella, intraprendere una carriera nel mondo della moda che, seppur non le appartiene, è un ambiente da cui si sente fortemente attratta.
Da questa scelta difficile, fatta di pensieri e dubbi della protagonista, viene fuori un attento lavoro psicologico in cui, anche attraverso gli altri personaggi caratterialmente ben definiti, si rispecchiano le lettrici di un’intera generazione.
Questi personaggi, nonostante quasi sempre vivano in Giappone e rispecchino la cultura nippoica, non hanno i classici tratti giapponesi ma i tipici “occhi a mandorla” sono sostituiti dai tratti caucasici. Dietro questa scelta non vi è una motivazione estetica bensì economica. Secondo alcune ipotesi, infatti, essendo il manga destinato al mercato occidentale, era un modo per vendere di più. Un’altra ipotesi, invece, chiama in causa il più grande mangaka, Osamu Tezuka il quale, essendosi ispirato ai personaggi dei cartoni della Disney, ha stabilito dei canoni che sono stati poi seguiti dai successivi autori.
Al di là delle questioni fisiche, il manga, nato nel secolo scorso, non passa mai di moda grazie alla sua capacita di restare al passo coi tempi. Riesce così a soddisfare sempre pienamente i nuovi gusti e esigenze dei lettori di qualsia fascia d’età risultando attuale e moderno e, al pari di una fotografia, fissa un momento storico di una società in continua evoluzione. Andando, quindi, oltre alla sua valenza di passatempo, il manga diventa un valido strumento di lettura sociologica di una popolazione che porta su di sé tutti i segni del tempo che passa.
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