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Esteri

Ebola in Congo, UNICEF: 743 casi tra i bambini e 330 decessi

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Credits: © UNICEF/UN0897697/Benekire

L’epidemia di Ebola in RDC colpisce duramente i bambini e mette sotto pressione il sistema sanitario della provincia di Ituri

Crollano vaccinazioni e accesso alle cure

L’UNICEF ha lanciato un nuovo allarme sulle conseguenze dell’epidemia di Ebola nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, dove il timore del contagio e le interruzioni dei servizi sanitari stanno allontanando migliaia di famiglie dalle cure essenziali.

Tra aprile e giugno 2026, nelle aree maggiormente colpite dall’epidemia, il ricorso ai servizi sanitari è diminuito del 42%, mentre a livello provinciale il calo stimato è del 13%.

Secondo l’organizzazione, il fenomeno sta interessando soprattutto le vaccinazioni infantili, l’assistenza prenatale e i parti in strutture sanitarie.

UNICEF: la paura del contagio tiene lontane le famiglie

«I dati suggeriscono che la paura del contagio, unita alle interruzioni dei servizi, sta dissuadendo molti bambini e le loro famiglie dal ricorrere alle cure», ha dichiarato John Agbor, rappresentante dell’UNICEF nella Repubblica Democratica del Congo.

«Un medico ha riferito al nostro team che, prima dell’attuale epidemia, la sua struttura accoglieva in media 500 pazienti al mese, ma che ora il numero è sceso quasi a zero».

Vaccinazioni in forte diminuzione

I dati diffusi dall’UNICEF mostrano un drastico calo delle vaccinazioni pediatriche nelle aree più colpite. A Mongbwalu, considerata l’epicentro dell’epidemia, la prima dose del vaccino contro il morbillo ha registrato una diminuzione del 69%.

Anche a livello provinciale si osserva una riduzione delle vaccinazioni di richiamo, con la terza dose del vaccino pentavalente in calo del 22% e la seconda dose contro il morbillo diminuita del 18%.

Colpite anche le donne in gravidanza

L’emergenza sanitaria sta avendo conseguenze significative anche sulla salute materna. I parti assistiti in strutture sanitarie sono diminuiti del 13% nell’intera provincia di Ituri, con riduzioni particolarmente marcate nelle aree più colpite dall’epidemia.

Anche le prime visite prenatali hanno subito una significativa contrazione rispetto ai livelli precedenti.

Oltre 700 casi tra i minori

Secondo i dati aggiornati al 2 agosto 2026, sono stati registrati 743 casi confermati di Ebola tra bambini e adolescenti da 0 a 17 anni, con 330 decessi.

L’UNICEF evidenzia che i minori rappresentano quasi un quarto dei casi confermati ma circa un terzo delle vittime. Particolarmente vulnerabili risultano i bambini sotto i cinque anni, per i quali il tasso di mortalità supera il 60%, oltre il doppio rispetto a quello registrato tra gli adulti.

La più grave epidemia mai registrata nel Paese

L’organizzazione definisce l’attuale emergenza come la peggiore epidemia di Ebola mai registrata nella Repubblica Democratica del Congo e quella caratterizzata dalla crescita più rapida mai documentata.

Per contrastare la diffusione del virus, UNICEF, Ministero della Salute, OMS e Africa CDC hanno mobilitato circa 13mila operatori comunitari, raggiungendo oltre 2,4 milioni di persone con attività informative sulla prevenzione e sull’identificazione precoce dei casi.

L’appello per nuovi finanziamenti

Per ampliare gli interventi nelle aree colpite, l’UNICEF ha rivisto il proprio piano di risposta portando il fabbisogno finanziario a 113,45 milioni di dollari.

Ad oggi sono stati raccolti 23,5 milioni di dollari, lasciando un deficit di quasi 90 milioni.

«L’epidemia di Ebola sta mettendo gravemente a dura prova l’intero sistema sanitario», ha aggiunto Agbor. «Garantire che i centri sanitari rimangano aperti, sicuri e affidabili è essenziale per salvare vite oggi e prevenire future epidemie domani».

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