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Travel Etiquette, il galateo del viaggiare per una vacanza perfetta
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Dalla puntualità al rispetto delle usanze locali: le regole della Travel Etiquette per viaggiare con educazione, consapevolezza e rispetto.
Ripassare le regole non scritte della cortesia e, prima della partenza, imparare qualche piccola dritta sugli usi locali si rivela indispensabile per una vacanza di buon costume.
Una breve corsa a scatti, un po’di immancabile sforzo e … click!
Le cerniere si chiudono. Le cinghie dello zaino sono state ben regolate e le rotelle del trolley, due o quattro che siano, scorrono bene. Il rituale di preparazione di ogni viaggio può dirsi concluso però, solo dopo l’ultimo sguardo alla check-list: spazzolino e dentifricio? Biglietti e voucher? No, niente di tutto questo ormai è veramente indispensabile alla partenza.
Seppur estremizzando, il bagaglio del moderno viaggiatore potrebbe davvero ridursi al solo cellulare che ormai contiene praticamente tutto: codici di prenotazione, navigatore con mappe e guide della destinazione, la fotocamera e, ovviamente, gli strumenti di pagamento, con i quali potremmo comprare sul posto ciò che manca.
Non è sulla lista, eppure c’è un elemento da non dimenticare: è la “Travel Etiquette”.
Una sorta di galateo del viaggiare, che comprende la classica “buona educazione”, da completare con qualche dato in più sulle usanze tipiche della nostra destinazione: un’insieme di regole non scritte per conoscere, evitare e, soprattutto, evitare di essere un viaggiatore molesto.

Potrebbe sembrare retorico star qui a ripetere norme di buona creanza, ma, in estate diventa davvero necessario. Non solo perché il numero di viaggiatori raggiunge il suo picco e ci si trova a condividere gli spazi pubblici, siano essi ampi come le spiagge libere o ridotti come la cabina di un aereo, ma anche perché l’essere più liberi dalle rigidità della routine o dai contesti più formali, si traduce, quasi in automatico, in un eccesso di libertà, che porta facilmente a valicare i confini del buon gusto e dell’educazione. Il rischio del fastidio è dietro l’angolo e può rovinare il sacrosanto tempo della nostra vacanza.
Le regole fondamentali.
Essere puntuali, rispettare la fila, tenere il volume basso (di conversazioni e cellulari), non consumare pasti o alcolici dove capita senza tener conto del contesto, vestire adeguatamente soprattutto per quanto riguarda gli ingressi ai luoghi di culto, dove non sono ammesse deroghe nemmeno per temperature infernali. L’estetica degli “outfit” parte dal “dress code” sempre, non solo in viaggio!

Nei musei e nei parchi archeologici, attenersi ai percorsi autorizzati e non ignorare i limiti imposti, avendo cura di gestire anche la normale curiosità dei bambini ( e non solo!) per evitare di far scattare allarmi, o peggio, arrecare danno agli oggetti in esposizione e ai reperti.
Discrezione nell’utilizzo della fotocamera: non monopolizzare i luoghi per prolungati servizi fotografici non autorizzati e chiedere sempre il permesso alle persone, perché per cultura, usanze o privacy personale, non è detto che tutti amino sentirsi come dei VIP durante uno scoop!
Quando si è costretti a condividere lo stesso mezzo di trasporto pubblico, è invece utile ribadire che sarebbe preferibile non consumare cibi dall’aroma forte; dato il tempo prolungato della condivisione, anche l’uso eccessivo di profumi potrebbe risultare insopportabile. Sui cattivi odori non ci si dovrebbe nemmeno soffermare… A tal proposito, le scarpe andrebbero tenute ai piedi (non come portachiavi appesi agli zaini), sottoposte all’olfatto indifeso dell’utente che segue l’ordine della fila!

In hotel e al ristorante, evitare gli assalti al buffet e al contempo lo spreco di cibo, riempiendo oltremodo i piatti. Rispettare il personale di servizio e il loro lavoro, ricordandosi che, spesso, la mancia da lasciare è parte integrante del loro salario.
“Paese che vai, usanza che trovi”.
La proverbiale saggezza ci ricorda che, quando si viaggia, si è Ospiti di altri Paesi e, prima della partenza, sarebbe opportuno informarsi degli usi locali per non incorrere in passi falsi e imbarazzi facilmente evitabili, magari consultando guide di viaggio, siti on line o seguendo i consigli dei “Travel Blogger” che ci hanno preceduto nella nostra prossima destinazione. In generale, il garbo è un passaporto senza limitazioni e le sue regole si applicano ovunque.

- Imparare a salutare e ringraziare in lingua locale, anche se con una pronuncia imperfetta, sarà sicuramente molto apprezzato. Aggiungere “per favore”, renderà la nostra domanda una richiesta gentile con più probabilità di essere accordata con altrettanta cortesia.
- Evitare le effusioni in pubblico: in molti paesi non è tollerato nemmeno il tenersi per mano!
- Gesticolare, per noi Italiani, è parte integrante del nostro modo di comunicare; all’estero, però potrebbe essere facilmente causa di equivoci. Meglio limitarsi.
- Non lasciare tracce moleste del nostro passaggio, rifiuti o danni.
- Essere pazienti, affrontando eventuali imprevisti, difficoltà e relativi reclami conservando un opportuno garbo.
Con la “Travel Etiquette”, dunque, il nostro bagaglio può dirsi completo. Non resta quindi che partire, augurandoci che sia davvero una buona vacanza.


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