Cronaca
Caivano, blitz anticamorra contro il clan Angelino: 34 arresti
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Operazione dei Carabinieri tra Caivano e Casoria: 23 persone in carcere e 11 ai domiciliari. Sequestrati 3,2 milioni di euro e undici orologi
Operazione all’alba tra Caivano e Casoria
Un’operazione dei Carabinieri contro la criminalità organizzata è scattata all’alba di oggi, lunedì 21 settembre 2026, nei territori di Caivano e Casoria, nell’area metropolitana di Napoli. I militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e delle Sezioni Operative delle Compagnie di Caivano e Casoria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 34 persone.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Delle persone raggiunte dalla misura, 23 sono state condotte in carcere, mentre per altre 11 sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Al centro dell’inchiesta figura il clan Angelino, ritenuto dagli investigatori un gruppo di tipo camorristico armato attivo tra Caivano e Casoria. Le accuse formulate nell’ambito delle indagini comprendono, a vario titolo, associazione armata di tipo camorristico, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione di droga ai fini di spaccio. Per i reati contestati viene inoltre indicata l’aggravante del metodo mafioso.
L’ipotesi investigativa sul clan Angelino
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’organizzazione avrebbe mantenuto una struttura criminale in grado di operare nei territori di Caivano e Casoria, con attività legate al traffico di stupefacenti e alle estorsioni.
Le indagini avrebbero riguardato anche la presunta disponibilità di armi e il controllo di attività illecite sul territorio. Il quadro accusatorio dovrà essere sottoposto alle verifiche nelle successive fasi del procedimento, poiché le misure cautelari sono state adottate durante la fase delle indagini preliminari.
Il clan Angelino viene indicato dagli investigatori come operativo nell’area a nord di Napoli. Le informazioni diffuse sulla struttura e sui ruoli dei singoli indagati rappresentano, allo stato, l’impostazione accusatoria della Procura e non una responsabilità già accertata con sentenza definitiva.
Sequestrati 3,2 milioni di euro in contanti
Tra gli elementi emersi durante l’operazione c’è il sequestro di circa 3,2 milioni di euro in contanti, trovati all’interno di un’abitazione di Caivano. Secondo le informazioni diffuse dopo il blitz, il denaro era nascosto anche sotto il pavimento dell’appartamento.
Le banconote, prevalentemente da 50 euro e organizzate in mazzetti, sarebbero state portate via dai militari utilizzando contenitori di plastica. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato undici orologi di lusso.
Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha illustrato alcuni dettagli dell’operazione durante la conferenza stampa. Il denaro sequestrato, secondo quanto riferito, sarà destinato al Fondo unico di giustizia.
Le estorsioni e l’appello a denunciare
Durante la conferenza stampa, il procuratore Nicola Gratteri ha richiamato l’attenzione sulle presunte richieste estorsive rivolte agli operatori economici della zona. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, gli investigatori avrebbero rilevato richieste di denaro in occasione di ricorrenze come Natale, Pasqua e Ferragosto.
Il generale Biagio Storniolo, comandante provinciale dei Carabinieri, ha evidenziato la necessità di superare il clima di omertà e ha rivolto un appello agli imprenditori affinché denuncino le eventuali pressioni criminali. Le dichiarazioni si inseriscono nel quadro dell’inchiesta sulle presunte attività estorsive attribuite al gruppo criminale.
L’attività della Direzione Distrettuale Antimafia
L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, attraverso la Direzione Distrettuale Antimafia. L’esecuzione delle misure cautelari ha impegnato i reparti investigativi dell’Arma operativi nell’area di Caivano e Casoria.
Gli elementi dell’indagine e i risultati dell’intervento sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la Procura di Napoli. Il procedimento riguarda ipotesi di reato che comprendono l’associazione camorristica armata, il traffico di stupefacenti e le estorsioni aggravate dal metodo mafioso.
Le 34 persone raggiunte dalle misure cautelari sono indagate nell’ambito di un procedimento ancora in corso. Le accuse dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria durante le successive fasi processuali.
In base al principio di presunzione di innocenza, tutti gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva. Le misure cautelari possono inoltre essere impugnate secondo le procedure previste dalla legge.

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