Quantcast
Connettiti con noi

Entertainment

Zaino in spalla verso Heidelberg: “Gran Riserva” di Sapere, tra studio e ricreazione

Pubblicato

il

Heidelberg copertina - Dominga Ciccarelli

Alla scoperta della romantica città del Baden-Württemberg, sede della più antica Università di Germania.

Prima che vengano lavati via tutti i ricordi dell’estate, per il nostro zaino, sopravvissuto a un’altra stagione trascorsa in treno sulle cappelliere o compresso sotto i sedili in aereo, è ancora tempo di partire.

Se mai gli servisse un alibi, si può definire la partenza per Heidelberg quasi un viaggio di istruzione, visto che la città è sede della più antica università di Germania che quest’anno compie 640 anni.

Heidelberg – Aula magna Università – Dominga Ciccarelli

Stretta tra le verdi colline e il placido fiume Neckar, a Heidelberg è da sempre conosciuta per i suoi scorci romantici; la sua coinvolgente atmosfera, giovane e frizzante, straborda dalle Gasthof, avvolge le Terrasse dei caffè all’aperto, invade perfino le stradine laterali della Hauptstraße, inebriandone la folla.

Heidelberg – Ponte Vecchio con la Karlstor – Dominga Ciccarelli

 Il Ponte Vecchio e le sue nove arcate in pietra arenaria uniscono le due sponde della cittadina: da un lato, ci sono le iconiche e candide torri della Karlstor, il monumentale varco sorvegliato da una beffarda bronzea scimmia, che invita i passanti a riflettersi nel suo specchio, prima che si addentrino nella vivace Marktplatz.

Castello di Heidelberg – Dominga Ciccarelli

Sullo sfondo verde della collina dei mirtilli – questa la traduzione letterale di Heidelberg – spicca il rosso barocco del Castello, un complesso di edifici e giardini, disegnati, distrutti e ricostruiti solo in parte, che illustrano diverse tappe della storia della città. Alcune sale all’interno sono dedicate agli strumenti e agli alambicchi del Museo delle Scienze Farmaceutiche, mentre nei sotterranei trova incredibilmente spazio un’esclusiva testimone della grande tradizione vinicola della regione.

La botte gigante e il custode nano.

La botte gigante e il nano Perkeo – Heidelberg – Dominga Ciccarelli

All’invito a bere un bicchiere di vino rispondeva “perché no?” Da lì Perkeo, il nomignolo del leggendario personaggio – dalle origini italiane- affetto da nanismo, già buffone di corte presso i principi del Palatinato, al quale nel 1720  fu dato il compito di custodire la Großes Fass, l’enorme botte di legno di rovere, datata 1591, in grado di contenere circa 220.000 litri di vino. Il gigantesco barile, conservato intatto nelle cantine del castello, è ormai vuoto, ma la sagoma e lo spirito di Perkeo le fanno ancora da guardia.  

L’Università: il percorso del Sapere, tra il “Bacio” e la “pena”.

“Tutti i grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina”, soprattutto se si passeggia sul sentiero, immerso tra i boschi, che risale la collina opposta all’Altstadt, il centro storico.

Heidelberg – il Philosophenweg il sentiero dei filosofi tra il verde delle colline – Dominga Cicccarelli

I 2000 metri del Philosophenweg sono stati percorsi nei secoli da grandi pensatori, insegnanti di filosofia, studenti in cerca di concentrazione o di privacy per approfonditi concetti umanistici o per fugaci incontri di “studi anatomici”.  

Il percorso accademico comprendeva giorni di lezione nelle aule e serate di ricreazione nelle tipiche Kneipe – le rustiche locande che, oggi come allora, servono vino e allegria – che spesso proseguivano in scorribande notturne e incontri di Mensur, duelli rituali tra confraternite: queste prove di coraggio finivano spesso con i volti segnati dal post-sbornia, da evidenti cicatrici e severe punizioni delle autorità accademiche.

Per gli studenti responsabili dei bagordi, colpevoli di eccesso di alcol e partecipazione a duelli clandestini, era prevista la detenzione presso lo Studentkarzer attivo fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Una cella dello Studentkarzer di Heidelberg – Dominga Ciccarelli

I muri anneriti dal fumo, ricoperti di scritte e disegni raccontano ancora oggi quei giorni di sospensione.

Tra desideri d’amore e  sogni d’ambizione, tra goliardie e punizioni, molti degli studenti reclusi nel carcere studentesco di Heidelberg, ritenendo irraggiungibile il ”bacio accademico”, si consolavano col Bacio al cioccolato gianduia dello storico Cafè Knösel, innocente dolce messaggero segreto di proposte audaci destinate a studentesse inavvicinabili.

Il Bacio dello Studente e la Foresta Nera dello storico Cafè Knosel

Oggi, invece a catturarci è il profilo ammorbidito delle sue colline al tramonto, la dolcezza delle barche che promettono  diverse prospettive della città, smuovendo i riflessi dorati delle luci sul Neckar d’argento; a conquistarci del tutto è l’allegra convivialità, festosa e quotidiana al tempo stesso, vissuta in semplicità sorseggiando caffè, birra o vino allo stesso tavolo con nuovi amici che parlano tutte le lingue del mondo.

 Heidelberg è una grande riserva di incanto, possiede il fascino dell’equilibrio tra cultura e divertimento.

Veduta di Heidelberg – Dominga Ciccarelli

Ormai pieno di nuove esperienze e grandi emozioni, lo zaino sulle nostre spalle sembra essere perfino più leggero; finita la vacanza, smetterà la sua identità da bagaglio di viaggio per tornare al suo uso più giornaliero anche se, svuotandolo, potremmo accorgerci che manca qualcosa: come dice una popolare canzone tedesca degli anni ’20 – inno non ufficiale della città -,  “Ho perduto il cuore a Heidelberg, in una mite notte d’estate”.

Pubblicità
Pubblicità