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Napoli, inizio da incubo.

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7 punti in 5 partite sono pochi, serve reagire subito.

Il centenario del Napoli, non è nato sotto una buona stella e la sosta, forse, capita a pennello.

Il Napoli, dopo 5 partite, ha raccolto appena 7 punti, un inizio da incubo ed una situazione che sembra già fuori controllo. Qualcuno, parla di un Allegri deluso dall’atteggiamento della società poichè si è sentito abbandonato in queste prime giornate.

In effetti, il presidente, non ha acora assisito ad una partita del Napoli in casa, non si è fatto sentire con Lang, messo fuori rosa contro l’Arsenal ma perdonato subito dopo un litigio in allenamento ed al momento non si sa cosa sarà del futuro della Ssc Napoli.

Già ad inizio stagione, calendario alla mano, in tanti si aspettavano delle difficoltà ma al netto degli avversari, Inter, Como non sono avversari facili, a questa squadra sembra manchi proprio la voglia.

Allegri, dopo la partita contro la Fiorentina, terminata in pareggio, ha parlato di mancanza di veleno ma siamo sicuri che il problema sia solo in campo? L’atteggiamento di alcuni giocatori sembra davvero irritante.

Anguissa, troppo spesso infortunato, è lontano parente di quel giocatore ammirato appena due anni fa. Lucca, ha evidenti limiti tecnici oltre che caratteriali e lo stesso De Bryune spesso sembra del tutto fuori dal gioco.

I problemi in campo sono evidenti, quelli che invece non riusciamo a vedere, forse, sono i problemi che ci sono tra giocatori e società che coinvolgono anche il tecnico, inevitabilmente. Il mercato del Napoli praticamente non è stato fatto.

Tanti giocatori da piazzare e solo due acquisti. Quello che però preoccupa, ancora una volta. è la gestione dei rinnovi. Quelli di Anguissa e McTominany spaventano i tifosi poichè si tratta di due giocatori fondamentali, soprattutto lo scozzese.

Tra le parti, sembra esserci tanta distanza e questo non aiuta ad un ambiente che non si è ancora ripreso dall’addio improvviso di Kvara. Purtroppo, il Napoli, a determinate somme non riesce ad arrivare.

Quest’aspetto del modus operandi della società è noto ma a questo punto, siamo arrivati ad una situazione di non ritorno. Aurelio De Laurentiis, se davvero ama Napoli ed il Napoli, deve fare un passo indietro o almeno di lato.

Nelle condizioni attuali, la gestione a “carattere familiare” della società non basta più. Il Napoli, quest’anno, rischia seriamente di rimanere fuori dall’europa che conta. La percezione è questa al momento e quindi le sirene americane si fanno ancora più forti.

Gli addetti ai lavori, sanno di una trattativa tra il Napoli ed un consorzio americano Underdog Global Partners, guidato da Matt Rizzetta. L’offerta presentata al Napoli è di 2,2 miliardi di euro ma Adl ha rispedito al mittente l’offerta.

Il rifiuto da parte di Adl, non ha scoraggiato gli americani e nei giorni scorsi, pare che le parti si sono aggiornate per capire se ci siano margini di trattativa. Il Patron del Napoli, settantasettenne, avrebbe individuato nei figli, Edo e Luigi i suoi successori ma è evidente che si tratta di personalità completamente diverse.

Aurelio, il vulcanico presidente, in questi anni, si è sempre fatto scivolare tutto addosso, mostrando un carattere d’accaio mentre si ha la sensazione che i due figli non hanno lo stesso carisma del padre.

Questa situazione, sta spingendo Adl ha pensare all’offerta americana. Nulla di ufficiale, nulla di certo ma sicuramente il Presidente nel Napoli non è così chiuso ad offerte come lo era ad inizio anno.

A tutto questo, si aggiunge la spinosa questione del Centro Sportivo. La società, è alla ricerca di un posto dove poter creare il proprio centro sportivo e la settimana scorsa c’è stato un nuovo sopralluogo a Qualiano, che sembra essere tornato in lista assieme ad altri paesi.

La creazione di un centro sportivo renderebbe la Società ancora più appetibile. Insomma, il Napoli è un cantiere aperto sotto tutti i punti di vista. Sportivo e soprattutto societario. I tifosi guardano con attenzione all’evolversi della situazione.

La pausa dunque, potrebbe essere fondamentale per ricaricare batterie per quanto riguarda la squadra ed idee per quanto riguarda la società. Dopo anni trascorsi ai vertici in Italia con tante qualificazioni in Europa, adesso è arrivato il momento di fare delle serie riflessioni.

Ogni anno, mantenere tutto l’apparato societario, è diventato sempre più difficile per una società che praticamente si auto finanzia e quindi, se si vuole contiuare a lottare per il vertice, servono scelte radicali e coraggiose.

Allegri, allentatore di esperienza, ha l’arduo compito di compattare un gruppo che sembra senza voglia, la società, invece, quello di capire che forse c’è bisogno di altro, servono forze fresche per evitare di ritrovarci in pochi anni a non lottare più per nulla.

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