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Esteri

Sudan, UNICEF: almeno 23 bambini uccisi nel Nord Kordofan in due mesi

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Foto: UNICEF/UN0894842/UNICEF

Nord Kordofan, l’allarme UNICEF: decine di bambini vittime dell’escalation del conflitto attorno ad Al Obeid

Almeno 48 minori coinvolti negli ultimi due mesi

L’UNICEF ha reso noto che almeno 23 bambini sono stati uccisi e altri 25 sono rimasti feriti nel Nord Kordofan nei due mesi successivi all’intensificazione del conflitto nell’area di Al Obeid, avvenuta alla fine di maggio.

Secondo le informazioni raccolte dall’organizzazione, il più recente episodio si è verificato il 24 luglio nella zona di Burbur, a sud di Al Obeid, dove hanno perso la vita quattro minori.

Quattro vittime nell’ultimo attacco

Tra le vittime dell’attacco del 24 luglio figurano due bambini e due bambine di età compresa tra gli 8 e i 16 anni.

Con questo episodio sale ad almeno otto il numero di bambini che, secondo le informazioni disponibili, sono stati uccisi o feriti nel solo mese di luglio.

Vittime in aumento da maggio

L’UNICEF evidenzia che la situazione è peggiorata progressivamente negli ultimi mesi.

Le segnalazioni raccolte parlano di almeno 10 bambini uccisi o feriti nel mese di maggio e di almeno 30 nel mese di giugno. Tra i minori coinvolti vi sarebbe stato anche un neonato di appena due mesi.

La dichiarazione dell’UNICEF

«Altri quattro bambini hanno perso la vita in un conflitto che continua a mettere i bambini e le loro famiglie in grave pericolo», ha dichiarato Sheldon Yett, rappresentante dell’UNICEF per il Sudan.

«Dietro ogni numero c’è un bambino la cui vita è stata stroncata e una famiglia il cui futuro è stato stravolto per sempre. I bambini continuano a essere le vittime di questo conflitto. La loro sicurezza, i loro diritti e i servizi da cui dipendono devono essere protetti».

Oltre tre anni di conflitto

L’organizzazione ricorda che i minori stanno subendo alcune delle conseguenze più gravi del conflitto che da oltre tre anni interessa il Sudan.

Nei primi sei mesi del 2026, secondo le informazioni disponibili, almeno 330 bambini sarebbero stati uccisi o feriti.

L’appello per la protezione dei civili

L’UNICEF ha rinnovato l’appello a tutte le parti coinvolte affinché vengano rispettati gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario.

L’organizzazione chiede inoltre che siano adottate tutte le misure necessarie per proteggere i bambini e le infrastrutture civili essenziali, comprese scuole, strutture sanitarie e reti idriche, dalle conseguenze delle ostilità.

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