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Igor Protti ci lascia a 58 anni.

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Pochi mesi fa ha accompagnato la figlia all’altare

Ha lottato, come se ha lottato. Igor Protti non si è mai arreso, pur sapendo che la malattia lo stava lentamente consumando. L’attaccante riminese, ex Napoli, si è spento questa mattina all’età di 58 anni.

Igor Protti lottava da anni da con una brutta malattia che però non gli aveva mai tolto il sorriso. L’anno scorso, in un video pubblico, annunciava l’inizio della sua battaglia. Il tumore al colon era apparso all’improssivo.

Un tumore fastidioso che costringe il bomber nato a Rimini ad un intervento urgente lo scorso agosto per inizare un ciclo di chemio subito dopo l’intervento.

Igor Protti cresce nel Rimini, in serie C ma ha la stoffa del campione ed a soli 16 anni passa al Livorno. L’esplosione calcistica avviene in Sicilia. Il Messina sogna con la coppia Protti-Schillaci e l’attaccante in tre stagioni realizza 31 reti.

A Bari, Protti si consacra. Diventa l’idolo della tifoserie barese realizzando nel 1995/96 ben 24 reti che gli valgono il titolo di capocannoniere nonostante la retroccesione del Bari.

Dal 1996 al 1999 gioca nella Lazio con la quale vince una supercoppa italiana. Successivamente veste le maglie di Sampdoria, Napoli in serie B e la Reggiana.

Dal 1999 al 2005 Protti fa la storia del Livorno. Il club toscano, milita in serie C e Protti, nonostante avesse offerte più vantaggiose, decide di accettare la sfida.

Trascina i toscani ad una storica doppia promozione dalla serie C alla serie A e guida, assieme a Lucarelli, il Livorno ad una storica qualificazione in Coppa Uefa.

Igor Protti si ritira il 22 maggio 2005, segnando l’ultimo goal nella partita di addio alla Juve.

Dopo il suo ritiro, il Livorno decide di ritirare la maglia numero 10 ma lo stesso campione chiede di riassegnare quel numero come stimolo per i più giovane.

Protti non ha mai perso la voglia di vivere e la foto di maggio scorso, quando accompagna all’altare la figlia, nonostante una sofferenza abbastanza evidente, è l’ultima uscita pubblica che ci ha regalato.

Resteranno indelebili le sue giocate, quel senso del goal che l’ha sempre caratterizzato e quella straordinaria determinazione che ha mostrato in tutti i campi che ha calcato.

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