Esteri
UNICEF: in Sudan tre anni di guerra, bambini ancora sotto attacco
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Tra gennaio e marzo 2026 160 bambini uccisi e 85 mutilati. Cinque milioni di minori sfollati e 4,2 milioni a rischio malnutrizione acuta
Tre anni di conflitto: i bambini pagano il prezzo più alto
Dopo tre anni di guerra, i bambini in Sudan continuano a subire le conseguenze più gravi del conflitto. Tra gennaio e marzo 2026, secondo le notizie, almeno 160 bambini sono stati uccisi e 85 mutilati in tutto il Paese, con un aumento del 50% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le vittime si concentrano soprattutto negli Stati del Darfur e del Kordofan, dove la violenza ha spinto le comunità al limite.
Sfollamenti senza fine: oltre 5 milioni di bambini costretti a fuggire
In tre anni di conflitto incessante, la guerra ha costretto allo sfollamento oltre 5 milioni di bambini, spesso più volte, con lo spostarsi delle linee del fronte e il ripetersi delle violenze. Le famiglie vivono in condizioni di sovraffollamento e precarietà, mentre i servizi di base arrivano al limite della capacità.
UNICEF: “Nessuna giustificazione per la violenza contro i bambini”
«Da tre anni, in tutto il Sudan, i bambini vengono uccisi, feriti e sfollati in misura impressionante», ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF. «Le loro case, le scuole e gli ospedali continuano a subire attacchi. Non c’è alcuna giustificazione per la violenza contro i bambini. Ciò riflette un fallimento collettivo delle parti in conflitto nel proteggere i diritti essenziali dei bambini».
Droni sempre più letali: 78% delle vittime minorenni segnalate
Nelle aree più colpite, gli attacchi continuano a distruggere case, scuole, mercati e ospedali. L’UNICEF segnala anche l’impatto dei nuovi strumenti di guerra: il 78% delle vittime minorenni riportate deriva da attacchi con droni, sempre più letali.
Violazioni gravi: oltre 5.700 casi verificati dalle Nazioni Unite
Dall’inizio della guerra, le Nazioni Unite hanno verificato più di 5.700 gravi violazioni contro i bambini in tutto il Sudan, che hanno colpito almeno 5.100 minori. Di questi, oltre 4.300 sono stati uccisi o mutilati. Darfur e Kordofan registrano ancora una volta il numero più alto di vittime tra i bambini. L’UNICEF sottolinea che il bilancio reale è molto più alto, ma l’insicurezza e l’accesso limitato alle aree colpite impediscono un monitoraggio continuo.
(Le violazioni gravi includono: uccisioni e mutilazioni; rapimenti; reclutamento e impiego in combattimento; stupro e violenza sessuale; attacchi a scuole e ospedali; ostacolo agli aiuti umanitari.)
Fame, malattie e carestia: l’emergenza si allarga
La fame, le malattie e il rischio di carestia si diffondono, alimentati da violenza, sfollamenti ripetuti e gravi ostacoli all’accesso umanitario. La carestia è già stata confermata ad Al Fasher e Kadugli, con un rischio crescente di estensione a Um Baru e Kernoi. In molte zone, l’insicurezza, i danni alle infrastrutture e i vincoli amministrativi tagliano fuori intere comunità dagli aiuti, soprattutto in Darfur, Kordofan e in alcune aree del Nilo Azzurro.
Malnutrizione: 4,2 milioni di bambini colpiti nel 2026
Nel 2026, in Sudan si stima che 4,2 milioni di bambini soffriranno di malnutrizione acuta, inclusi oltre 825.000 casi gravi, potenzialmente letali senza un trattamento urgente.
Scuole chiuse o occupate: 8 milioni di bambini fuori dall’aula
La guerra compromette anche il diritto all’istruzione. Più di un terzo delle scuole risulta chiuso e un ulteriore 11% viene usato come rifugio o, secondo quanto riferito, occupato dalle parti in conflitto. In pratica, quasi metà degli edifici scolastici non funziona più come aula. Oggi almeno 8 milioni di bambini in Sudan non frequentano la scuola.
La risposta UNICEF e l’appello urgente ai finanziamenti
Nonostante insicurezza e difficoltà di accesso, l’UNICEF continua a fornire servizi salvavita in sanità, nutrizione, acqua, protezione dell’infanzia e istruzione. La pressione sulla risposta umanitaria cresce, mentre le risorse restano insufficienti.
Nel 2026 l’UNICEF chiede 962,9 milioni di dollari per raggiungere 7,9 milioni di bambini con assistenza salvavita, ma a marzo ha ricevuto solo il 16% dei fondi necessari. «Per proteggere i bambini è necessario che tutte le parti pongano immediatamente fine alle gravi violazioni e rispettino il diritto internazionale, garantendo accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli», ha dichiarato Russell. «I bisogni superano di gran lunga i finanziamenti disponibili: rivolgiamo un appello urgente alla comunità internazionale. Non possiamo chiudere gli occhi davanti alle sofferenze dei bambini in Sudan».

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