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Esteri

Medio Oriente in guerra: escalation tra Israele e Iran, la regione sull’orlo del baratro

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Raid incrociati tra Israele e Iran, attacchi di Hezbollah dal Libano e tensioni nel Golfo: Teheran nomina Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema nel pieno dell’escalation militare.

Una vasta ondata di attacchi israeliani contro obiettivi strategici in Iran, esplosioni a Beirut, droni contro sedi diplomatiche statunitensi nel Golfo e l’elezione di una nuova Guida Suprema a Teheran: il Medio Oriente vive ore drammatiche nel quarto giorno di un conflitto che rischia di allargarsi ben oltre i confini dei Paesi coinvolti.

Una vasta ondata di attacchi israeliani contro obiettivi strategici in Iran, esplosioni a Beirut, droni contro sedi diplomatiche statunitensi nel Golfo e l’elezione di una nuova Guida Suprema a Teheran: il Medio Oriente vive ore drammatiche nel quarto giorno di un conflitto che rischia di allargarsi ben oltre i confini dei Paesi coinvolti.

La successione a Teheran

In un clima di massima tensione, l’Assemblea avrebbe eletto Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah Ali Khamenei, come nuova Guida Suprema. La notizia, rimbalzata sui media internazionali, segnerebbe un passaggio cruciale nella leadership iraniana nel pieno delle ostilità.

Da Washington, il presidente Donald Trump ha parlato di “azione rapida e decisiva”, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito l’obiettivo di impedire all’Iran di rafforzare le proprie capacità militari e nucleari, definendo il momento “cruciale per la sicurezza di Israele”.

Il fronte libanese e la minaccia di Hezbollah

Il conflitto si estende anche al Libano. A Beirut una forte esplosione è stata udita nella notte, mentre prosegue lo scambio di attacchi tra Israele e Hezbollah, il movimento sciita sostenuto da Teheran. Israele ha annunciato operazioni nel sud del Libano con l’obiettivo dichiarato di creare una “zona cuscinetto” a protezione delle comunità del nord del Paese.

Secondo le Nazioni Unite, decine di migliaia di persone avrebbero già lasciato le aree più esposte nel sud del Libano, mentre la missione Unifil ha evacuato parte del personale non essenziale.

Il Golfo nel mirino

L’Iran ha ampliato il raggio della propria risposta colpendo obiettivi legati agli Stati Uniti nella regione. Due droni avrebbero centrato l’ambasciata americana in Arabia Saudita, provocando un incendio limitato. Segnalato anche un attacco contro un’area adiacente al consolato Usa a Dubai.

L’Iran ha ampliato il raggio della propria risposta colpendo obiettivi legati agli Stati Uniti nella regione. Due droni avrebbero centrato l’ambasciata americana in Arabia Saudita, provocando un incendio limitato. Segnalato anche un attacco contro un’area adiacente al consolato Usa a Dubai.


L’Europa si muove

Anche l’Europa rafforza la propria presenza militare nella regione. Il Regno Unito ha abbattuto droni nei cieli tra Giordania e Iraq e ha inviato rinforzi a Cipro. La Francia ha disposto l’invio di mezzi navali e aerei, mentre Parigi e Londra monitorano l’evolversi della situazione temendo un ulteriore allargamento del conflitto.

Teheran ha avvertito che qualsiasi “azione difensiva” europea sarà considerata un atto di guerra, aumentando ulteriormente la pressione diplomatica.

Una regione sull’orlo dell’escalation

Il bilancio provvisorio parla di centinaia di vittime in Iran e di feriti in Israele. Le minacce di colpire infrastrutture economiche e di bloccare le rotte energetiche fanno temere uno shock globale.

Il Medio Oriente appare oggi come una rete di fuoco incrociato che dal Golfo Persico arriva al Mediterraneo. Mentre le cancellerie internazionali cercano spiragli diplomatici, sul terreno prevale la logica militare. E ogni nuova esplosione rende più difficile immaginare una via d’uscita rapida da una crisi che rischia di cambiare gli equilibri dell’intera regione










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