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Politica

Sversamento nel Parco del Vesuvio: divieto di dimora. Costa (M5S) plaude alla misura

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Ministro dell'ambiente Sergio Costa

Operazione nel Parco del Vesuvio, Costa (M5S) plaude alla misura: stop agli sversamenti e richiesta di norme più severe sui reati ambientali

«Mi congratulo con la Procura di Torre Annunziata e i Carabinieri del Nucleo Parco Forestale di Boscoreale per l’operazione che ha portato a un’ordinanza di divieto di dimora nella provincia di Napoli nei confronti di un ventiseienne accusato di aver scaricato resine e vernici industriali dentro il Parco Nazionale del Vesuvio». Lo dichiara Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei Deputati.

«Va chiarito un punto, perché la lettura della notizia rischia di essere fuorviante. Il divieto di dimora non è la pena. È una misura cautelare che si affianca al procedimento penale e che resta in piedi fino alla condanna, alla quale eventualmente si aggiungeranno le sanzioni previste dal Testo Unico Ambientale. La sua funzione è duplice: tenere il soggetto lontano dai luoghi dove ha commesso il reato e consentirne il controllo, così da ridurre il rischio che torni a delinquere altrove. Sui reati ambientali questo aspetto pesa, perché chi sversa rifiuti pericolosi in un parco nazionale, se non sorvegliato, tende a riprovarci a venti chilometri di distanza».

«Lo strumento esiste già nel nostro ordinamento e tutte le Procure possono applicarlo. Mi fa piacere che a farlo, in questo caso, sia stata la Procura competente per un Parco Nazionale: è un segnale che gli uffici giudiziari hanno preso sul serio la specificità dei territori protetti. Nel DDL Terra Mia, quando ero ministro dell’Ambiente, avevamo strutturato un meccanismo più stringente, il cosiddetto DASPO ambientale, pensato proprio per i reati contro l’ambiente e calibrato sulle aree tutelate. Quel testo non è mai diventato legge, e questo resta un limite del nostro sistema. Ma il fatto che, anche con gli strumenti ordinari del codice di procedura penale, si arrivi a un divieto di dimora dimostra che la direzione era ed è quella corretta. Continuerò a lavorare perché venga rafforzata con una norma stabile», conclude Costa.

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