Esteri
UNICEF: “I bambini pagano il prezzo più alto nel riaccendersi delle ostilità tra Afghanistan e Pakistan”
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6 mesi fail

L’UNICEF esprime forte allarme: bambini uccisi, sfollamenti forzati, scuole chiuse e servizi interrotti nelle aree di confine. Wijesekera: “Proteggerli è un obbligo internazionale”
L’allarme dell’UNICEF: “I bambini stanno pagando un prezzo altissimo”
3 marzo 2026 – L’UNICEF lancia un appello urgente dopo le notizie di bambini uccisi e feriti nel nuovo inasprimento delle ostilità tra Afghanistan e Pakistan.
«Siamo allarmati dalle notizie secondo cui alcuni bambini sono stati uccisi e feriti nel recente inasprimento delle ostilità», dichiara Sanjay Wijesekera, Direttore regionale dell’UNICEF per l’Asia meridionale.
L’Agenzia ONU sta verificando gli eventi insieme alla Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) e ai partner sul territorio, ma un dato è già evidente: i bambini sono le prime vittime del conflitto.
Nuovi sfollamenti tra i sopravvissuti al terremoto
Gli scontri hanno aggravato la situazione di migliaia di famiglie dell’Afghanistan orientale, già sopravvissute al devastante terremoto dello scorso anno: a molte di loro è ora richiesto di evacuare i campi profughi vicino al confine.
Questi campi, colpiti dai combattimenti, ospitavano 17.000 persone, circa la metà bambini, garantendo loro:
- alloggi temporanei,
- cibo e assistenza sanitaria,
- acqua potabile e servizi igienici,
- spazi protetti per l’infanzia,
- istruzione di emergenza.
Ora, tutto questo viene nuovamente messo a rischio. «Per famiglie che hanno già perso così tanto, questo nuovo sfollamento aggrava le loro sofferenze», afferma Wijesekera. «Ancora una volta, i bambini vengono sradicati e sono esposti a malattie, malnutrizione, violenza e sfruttamento».
In Pakistan chiuse 138 scuole: migliaia di bambini senza istruzione
L’escalation sta colpendo anche le comunità nel Khyber Pakhtunkhwa, in Pakistan. A seguito di attacchi contro edifici scolastici – tra cui un attacco con droni a Ghalanai – le autorità hanno chiuso 138 scuole pubbliche come misura precauzionale.
Le conseguenze sono immediate:
- migliaia di bambini senza accesso all’istruzione,
- interruzioni delle vaccinazioni di routine,
- incremento dei rischi causati dall’insicurezza e dagli ordigni inesplosi.
La protezione dei minori, già complessa in aree di conflitto, diventa così ancora più critica.
L’appello dell’UNICEF: “Proteggete i civili, rispettate il diritto internazionale”
Di fronte alla gravità della situazione, l’UNICEF ribadisce un appello fermo e diretto:
«L’UNICEF invita tutte le parti a dar prova della massima moderazione, a proteggere la vita dei civili e a rispettare gli obblighi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. I bambini devono essere protetti in ogni momento».
Una crisi che colpisce i più vulnerabili
La dichiarazione dell’UNICEF sottolinea come, tra evacuazioni, scuole chiuse, cure interrotte e violenze, i bambini siano al centro di una crisi che continua a peggiorare.
L’Agenzia ONU e i suoi partner restano impegnati nel monitoraggio della situazione e nella risposta umanitaria, ma chiedono alla comunità internazionale e alle parti coinvolte di tutelare i minori e garantire loro sicurezza, protezione e continuità dei servizi essenziali.

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