News
Manovra, Livolsi: rischio coperta corta, rigore conti ma no sviluppo
Pubblicato
7 mesi fail

Legge di Bilancio 2026: prudenza nei conti pubblici ma rischio stagnazione, secondo l’analisi di Ubaldo Livolsi
Roma. “In una visione d’insieme, la legge di Bilancio 2026, in fase di definizione, sembra confermare la regola della coperta corta: se la si tira da una parte, inevitabilmente si scopre l’altra. Copre il rigore dei conti, ma lascia scoperto il terreno dello sviluppo“. La Manovra al centro dell’analisi di Ubaldo Livolsi, professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi & Partners S.p.A..
“Senza entrare nei singoli capitoli più dibattuti – dal contributo delle banche alla maggiore tassazione sugli affitti brevi – emerge il quadro di una politica economica prudente, impegnata a mantenere l’equilibrio delle finanze pubbliche in una fase di economia rallentata. La manovra- spiega- per il prossimo anno vale 18,7 miliardi di euro, con margini ridotti per rispettare i nuovi vincoli del Patto di stabilità europeo.
Il nuovo quadro di regole, applicato a partire dai bilanci 2025, prevede piani di rientro pluriennali per i Paesi con debito superiore al 60 per cento del Pil. L’obiettivo è ridurre il deficit dal 4,3 per cento del Pil nel 2025 al 3 per cento nel 2026 (Ocse, Economic Outlook 2025), mentre il debito pubblico resta stabile intorno al 137 per cento del prodotto interno lordo (Ufficio parlamentare di bilancio, giugno 2025). È un traguardo necessario per la credibilità finanziaria, ma che rischia di trasformarsi in gabbia”.
“La crescita italiana– continua Livolsi– resta tendenzialmente bassa: secondo il Fondo Monetario Internazionale, il Pil aumenterà dello 0,5 per cento nel 2025 e dello 0,8 per cento nel 2026. La produttività del lavoro rimane stagnante e la macchina amministrativa continua a pesare più di quanto sostenga: norme che si sovrappongono, poteri che si intrecciano, livelli di governo che duplicano procedure. Ridurre il costo dello Stato non significa soltanto tagliare spesa, ma razionalizzare modelli organizzativi e competenze”.
“Sul fronte europeo, la revisione del Pnrr, approvata nel 2024 e ora in attuazione, ha riallocato parte delle risorse su capitoli ordinari di bilancio nazionale. La scelta, concordata con Bruxelles, migliora i conti pubblici, ma riduce gli stanziamenti destinati a nuovi investimenti produttivi.
Secondo il Centro Studi di Confindustria, il Piano ha sostenuto il Pil di circa +0,8% nel 2025 e +0,6% nel 2026, per un effetto cumulato di +1,4 punti in due anni. Con il venir meno di questo impulso, la crescita rischia di rallentare, tra alta pressione fiscale (42,6% del Pil nel 2024, Istat) e domanda interna debole. La vera sfida non è ‘tagliare’, ma liberare energie: capitali, imprese, competenze. Servono investimenti in formazione tecnica e digitale, istituzioni locali più forti e procedure snelle. La prudenza contabile resta un valore- conclude quindi Livolsi- ma senza una visione di sviluppo finisce per tradursi in inerzia”.

San Paolo a Puteoli: il racconto che unisce storia e identità

Torre del Greco, colonia felina dimenticata: 100 gatti senza aiuto

Maxi operazione antidroga: oltre 1300 arresti in tutta Italia

Monte di Procida dice no al Garante disabilità: polemica

Blitz Continuum Bellum, Castellammare: arresti e maxi controlli

Maxi operazione antidroga: oltre 1300 arresti in tutta Italia

Caivano: 70 tra rapine, furti e spaccate. i soldi ottenuti ostentati sui social

Caivano, blitz antidroga: 12 misure cautelari tra carcere e domiciliari

Traffico illecito di rifiuti tra Napoli e Caserta: 2 arresti

Afragola, blitz contro clan Moccia: 26 arresti tra droga e estorsioni

Maxi operazione antidroga: oltre 1300 arresti in tutta Italia

Caivano: 70 tra rapine, furti e spaccate. i soldi ottenuti ostentati sui social

Caivano, blitz antidroga: 12 misure cautelari tra carcere e domiciliari

Traffico illecito di rifiuti tra Napoli e Caserta: 2 arresti


