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Terremoti in Campania, la terra trema tra Avellino e Campi Flegrei nel giro di poche ore

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Una serata di paura quella di ieri: prima l’Irpinia scossa da un sisma di magnitudo 4, poi nella notte un nuovo boato nei Campi Flegrei. Gente in strada, controlli e scuole chiuse in diversi comuni

Una serata da incubo quella di sabato 25 ottobre per la Campania, che nel giro di poche ore ha tremato due volte. Prima l’Irpinia, poi i Campi Flegrei. Due eventi distinti, ma capaci di riaccendere la paura di chi ancora ricorda bene cosa significa convivere con il rischio sismico.

Alle 21:49 la terra ha iniziato a muoversi in provincia di Avellino: epicentro a Montefredane, magnitudo 4.0, profondità di circa 14 chilometri. Una scossa forte, sentita nitidamente anche a Napoli, Benevento e Salerno. La gente è scesa in strada, molti sono rimasti in auto fino a tarda notte. Fortunatamente nessun danno grave né feriti, ma la paura sì, quella si è fatta sentire eccome.

“È stato un boato secco, la casa ha tremato per qualche secondo”, racconta un residente sui social. Pochi minuti dopo, l’Ingv ha registrato altre due repliche di minore intensità. I sindaci di diversi comuni irpini hanno disposto la chiusura delle scuole per lunedì 27 ottobre, in attesa delle verifiche di sicurezza sugli edifici pubblici.

Ma la notte non era ancora finita. Intorno alle 00:51, una nuova scossa — questa volta ai Campi Flegrei, magnitudo 3.1 a soli 2 chilometri di profondità — ha fatto sobbalzare mezza area flegrea. Pozzuoli, Bagnoli e Fuorigrotta hanno avvertito il sisma come un colpo improvviso, accompagnato da un boato.

Il fenomeno, spiegano gli esperti, non è collegato al sisma irpino ma rientra nell’attività sismica legata al bradisismo della caldera flegrea, che da mesi tiene alta l’attenzione della Protezione Civile. Nessun danno anche qui, ma tanta apprensione e numerose segnalazioni ai vigili del fuoco.

Dalla collina di Montevergine fino al cratere della Solfatara, la Campania ha vissuto una notte lunga e tesa. Due zone diverse, ma unite dallo stesso brivido: quello che arriva quando la terra decide di ricordarci che sotto i nostri piedi non c’è mai vera quiete.

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