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Bologna: Sit- in extintion rebellion e Ultima Generazione in Piazza Maggiore
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I corpi in protesta contro le false soluzioni del Comune alla crisi climatica
Bologna, 30 luglio 2025. Oggi alle ore 19.10 in Piazza Maggiore, 7 attivisti di Extinction Rebellion (XR) e di Ultima Generazione si sono seduti in silenzio in Piazza del Nettuno vicino gli alberi posti dal Comune di Bologna, reggendo dei cartelli e dimostrando come, dopo la prima azione di XR di due settimane fa, non ci sia stata alcuna risposta concreta da parte degli amministratori di questa città alle domande degli attivisti sulla gestione del verde urbano.
Gli attivisti hanno ricordato che i cartelli e le poesie posizionati il 17 luglio sono stati immediatamente rimossi: per questo oggi hanno deciso di mettere a disposizione i loro corpi in denuncia.
Marco di Ultima Generazione, ha dichiarato: “Siamo qui oggi con XR per mostrare il nostro dissenso alle scelte del sindaco Lepore, che ha messo degli alberelli in vaso in centro città per contrastare le ondate di calore di queste settimane. Gli alberi devono essere piantati. Mettere degli alberi in vaso per abbassare le temperature non serve a nulla se non a farli morire.
Chiediamo al contrario al sindaco di promuovere politiche ambientali che prevedano la piantumazione di aree verdi permanenti perché non è possibile spendere 128.000€ per degli alberi che verranno trapiantati nelle scuole pubbliche, e pertanto saranno dei soldi buttati per contrastare le elevate temperature nel centro della città”.
Federico di XR, ha dichiarato: “Siamo in piazza assieme ad Ultima Generazione. Dopo aver fatto parlare gli alberelli, adesso parliamo noi. La nostra prima azione simbolica sottolineava che gli alberi sono esseri viventi e non soprammobili da spostare a piacimento.
In risposta alle critiche degli esperti e nostre, la vicesindaca ha assicurato che i ‘vasi sono stati progettati con accorgimenti tecnici’, ma né a latere dell’ordinanza di adozione e nemmeno sulle pagine del Comune abbiamo trovato alcun riscontro alle sue parole, dal momento che non è presente alcun allegato tecnico. Com’è possibile fidarsi della parola di amministratori che rinfocolano polemiche per evitare di rispondere alle nostre preoccupazioni?”
SI MUORE DI CALDO MA LA GIUNTA LEPORE PREFERISCE IL GREENWASHING
Tra giugno e inizio luglio solamente tra le città di Roma e Milano si sono registrate 550 morti per le ondate di calore. Di fronte a questo scenario, quella della giunta Lepore riteniamo sia solo una triste operazione di greenwashing, ideata per nascondere il fatto che nella realtà Bologna è una delle città che più consuma e ha consumato suolo in Italia, anche in zone in dissesto idrogeologico e in cui sta avvenendo una strage di alberi ad alto fusto sani per esigenze immobiliari. L’azione di XR del 17 luglio, voleva sottolineare che gli alberi sono esseri viventi che necessitano di cura costante e non soprammobili da spostare a piacimento per fare autopromozione politica a costi esorbitanti.
Se l’ordinanza di posa degli alberelli è stata adottata in risposta all’ondata di calore, riconoscendo agli alberi un potere refrigerante, perché continuiamo ad assistere a tagli di enormi quantità di alberi in ogni nuovo progetto approvato in città, soprattutto nelle periferie? Perché l’amministrazione comunale non mette davvero al centro del proprio mandato la preservazione di questo bene collettivo? Come possono le scarse misure di piantumazione di nuove alberature e desigillazione del suolo previste dal piano “Bologna Verde” compensare la cementificazione di decine di ettari e l’abbattimento di alberi storici e maestosi in nuovi progetti di “riqualificazione”? Per questo pretendiamo che il bilancio arboreo – attualmente fermo al 2021 – venga aggiornato alla data attuale, mettendo in evidenza il numero di alberi abbattuti e quelli di nuova piantumazione, e che venga tutelato ciò che rimane della fascia boscata che separa la città dall’asse tangenziale/autostradale piuttosto che continuare a distruggerla con il progetto del Passante.
BOICOTTIAMO QUESTO GOVERNO CHE COMPRA ARMI ATTRAVERSO UNA AZIONE COLLETTIVA
Il governo Meloni destinerà le risorse pubbliche, prese dalle tasche dei cittadini, per il piano di riarmo europeo. Anziché sostenere le famiglie sempre più in difficoltà nel far fronte alle spese essenziali, e i produttori agricoli impoveriti dalla crisi ecoclimatica e strozzati dalla GDO, verranno acquistati armamenti, cedendo così anche al ricatto sui dazi imposto da Trump.
La campagna lanciata è semplice: se entro l’autunno raccoglieremo 100.000 adesioni, da ottobre partirà un boicottaggio organizzato contro i supermercati, per chiedere al governo il taglio dell’IVA sui beni essenziali, finanziato con un prelievo sugli extraprofitti delle grandi aziende responsabili della crisi climatica.
Il boicottaggio è una tattica di pressione collettiva che può funzionare: in Croazia ha portato il governo a calmierare i prezzi. Colpendo economicamente e mediaticamente la GDO, possiamo spingerla a sostenere la nostra richiesta.
Non toglie responsabilità alla grande distribuzione, che è uno dei settori più potenti e meno trasparenti del Paese: mentre milioni di famiglie e agricoltori subiscono l’inflazione climatica, i colossi del commercio aumentano profitti e potere, scaricando i costi su chi è più fragile. Il boicottaggio sarà complementare alle altre forme di disobbedienza civile già praticate da Ultima Generazione: non è una rinuncia, ma un passo in avanti verso una partecipazione di massa, accessibile, determinata ed efficace

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