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Poste Italiane, Taranto: 170 ore di straordinario svolte e non pagate a lavoratore precario
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Il lavoratore di Poste Italiane, non aveva mai denunciato per timore di pregiudicare la stabilizzazione
Francesco – nome di fantasia – è stato assunto nel 2021 da Poste Italiane, con contratto a termine, per una durata totale di dieci mesi. Nell’esercizio delle sue mansioni, anticipava l’entrata e posticipava l’uscita da lavoro, svolgendo 170 ore di straordinari senza ricevere la dovuta retribuzione.
Per anni, non aveva denunciato quanto accaduto, temendo che ciò potesse pregiudicare la possibilità di vedersi stabilizzato. Ma «il posto fisso si è rivelato un miraggio – ci spiega –, perché la procedura di stabilizzazione non prevede lo scorrimento degli idonei in graduatoria».
Nel frattempo, l’azienda ha continuato ad assumere nuovi precari e queste graduatorie sono diventate sempre più lunghe. Così, stanco di aspettare per un posto che difficilmente sarebbe arrivato, lo scorso autunno, ricorreva alle vie legali per far valere i propri diritti.
L’iniziativa intrapresa da Francesco è stata promossa dal sodalizio “Precariato SOS”, formato da ex dipendenti di Poste Italiane del movimento “Lottiamo Insieme” e un team di avvocati della provincia di Avellino. «Taranto non è un caso isolato – precisano dall’associazione – ma segue una lunga scia di episodi simili riscontrati in numerose province italiane: Pistoia, Nuoro, Napoli, Venezia, Roma, Milano, Firenze, Trapani, Catanzaro, solo per citarne alcune». Nei casi più emblematici, i giovani precari hanno svolto oltre 250 ore di lavoro straordinario in meno di un anno, senza essere incredibilmente pagati! Si tratterebbe quindi di una vera e propria prassi, costantemente attuata da Poste Italiane, quella di non corrispondere il giusto salario ai precari. Un comportamento che poco di addice a un’azienda di cui lo Stato detiene circa il 65% del capitale e ne esercita il controllo.
Nota stampa – Carmine Pascale, Movimento Lottiamo Insieme – 15/02/25

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