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Ultima Generazione: rinviato al 21 febbraio 2025 il processo per l’azione al senato del maggio 2023
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2 anni fail

Due udienze presso il tribunale di Roma. Continuano i processi di Ultima Generazione, tenute due udienze
Roma: continuano i processi ad Ultima Generazione. Questa settimana si sono tenute due udienze riferite ad altrettante azioni compiute negli ultimi due anni:
· giovedì 17 ottobre, le persone di Ultima Generazione erano chiamate a rispondere per l’azione presso il Senato della Repubblica del 23 maggio 2023. Si è trattato di un’udienza predibattimentale, che è stata rinviata al 21.02.2025 per un difetto di notifica.
“Invece di ricattare chi sta implorando da mesi il Governo di interrompere i sussidi pubblici ai combustibili fossili, il presidente del Senato potrebbe invitare le istituzioni ad agire subito per garantire un futuro ai suoi concittadini. Quello che abbiamo visto diventerà la normalità nei prossimi anni. Cosa sono gli imbrattamenti e i blocchi stradali in confronto al disastro umano che affronteremo? Quale livello di violenza saremo disposti ad accettare, quando le alluvioni e la siccità devasteranno campi e raccolti, quando il cibo costerà troppo?”, ha dichiarato Carlotta.
· lunedì il 14 ottobre si è svolto il processo per decidere se assegnare la sorveglianza speciale a Giacomo Baggio Zilio: Il Tribunale ha deciso di riservarsi per la decisione. Siamo rammaricati, perché Giacomo dovrà passare tempo nel limbo aspettando una sentenza che gli arriverà tramite pec.
Giacomo ha dichiarato: “Il Tribunale ha deciso di riservarsi per la decisione. In aula abbiamo fatto la stessa cosa che facciamo fuori, cioè dire che protestare non è violenza, vuol dire che agire in un sistema come questo, significa agire per il bene della collettività. Non può essere considerata pericolosa una persona come me, e come tutte noi, che semplicemente ci sediamo su una strada e diciamo ‘dobbiamo agire, dobbiamo fare qualcosa’. Le nostre proteste nonviolente non sono pericolose; pericoloso è il governo, e l’inerzia nel non fare nulla nei confronti della crisi ecoclimatica. Considerare pericoloso quello che facciamo rappresenta una minaccia per la collettività e la democrazia”.
CHIEDIAMO UN FONDO RIPARAZIONE
La nostra richiesta è di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari.
Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile nonviolenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi.
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