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Mattarella ad Amatrice: «La scuola è il motore dell’integrazione»

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Amatrice, 21/09/2026 Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona di fiori, portata a spalla da due Corazzieri in alta uniforme, presso il monumento dedicato alle vittime del terremoto di Amatrice

Il Presidente della Repubblica ha inaugurato l’anno scolastico 2026-2027 richiamando il ruolo della scuola nella formazione, nell’inclusione e nella coesione sociale

Mattarella ad Amatrice: «La scuola è la leva dell’integrazione»

Il nuovo anno scolastico riparte da Amatrice, nel decimo anniversario del terremoto che ha colpito il Centro Italia. È stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a inaugurare ufficialmente l’anno scolastico 2026-2027, scegliendo l’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne” come luogo simbolico per rivolgere il proprio messaggio agli studenti, agli insegnanti e alle famiglie.

Prima di raggiungere la scuola, il Capo dello Stato ha deposto una corona di fiori al monumento dedicato alle vittime del sisma. Successivamente ha incontrato gli studenti della scuola dell’infanzia e della primaria insieme al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Nel corso della visita ha partecipato anche a un laboratorio sulle nuove tecnologie nella sala immersiva dell’istituto, insieme ad Alberto Angela.

La scuola prepara il futuro

Nel suo intervento, Mattarella ha descritto l’inizio dell’anno scolastico come un nuovo percorso da affrontare in un mondo che cambia rapidamente. La scuola, ha sottolineato il Presidente, deve preparare al futuro mettendo insieme conoscenza, creatività, cultura e dialogo.

Il Capo dello Stato ha collegato questa responsabilità alla necessità di investire sulla conoscenza. In una società attraversata da trasformazioni tecnologiche sempre più rapide, secondo Mattarella, un Paese diventa più forte e resiliente quando investe nella scuola e nella formazione.

Il riferimento all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie ha occupato una parte importante del discorso. Mattarella ha riconosciuto le opportunità offerte dagli strumenti digitali, ma ha richiamato anche la necessità di governarne i rischi, dalla manipolazione delle informazioni alla compressione della libertà personale e all’impoverimento della creatività.

Intelligenza artificiale e libertà di pensiero

Nel passaggio dedicato al digitale, il Presidente ha posto una questione centrale per le nuove generazioni: utilizzare la tecnologia senza lasciare che sia la tecnologia a determinare il modo di pensare.

Secondo Mattarella, la scuola deve aiutare ragazze e ragazzi a utilizzare anche gli strumenti tecnologici per sviluppare autonomia e capacità critica. L’obiettivo, ha spiegato, non consiste nel rifiutare il progresso, ma nell’orientarlo garantendo il primato della persona.

Il tema assume particolare rilevanza in una fase nella quale intelligenza artificiale, social network e algoritmi entrano sempre più nella quotidianità degli studenti. Per il Presidente, la formazione deve quindi accompagnare le competenze tecnologiche con responsabilità, solidarietà e consapevolezza.

«La scuola è la leva più efficace di integrazione»

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato l’integrazione. Mattarella ha indicato la scuola come «la leva più efficace di integrazione» per chi arriva da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati.

Il Presidente ha richiamato inoltre l’articolo 34 della Costituzione, ricordando che la scuola è aperta a tutti. Da qui il riferimento alla necessità di costruire legami, conquistare la fiducia delle famiglie e impedire la formazione di ghetti e barriere.

Nel discorso, l’integrazione viene quindi collegata direttamente alla funzione sociale dell’istruzione. La scuola, ha affermato Mattarella, deve contribuire a rendere più sicure le comunità, unire anziché dividere e superare diffidenza e incomunicabilità.

Bullismo, violenza e dispersione scolastica

Il messaggio del Presidente ha affrontato anche il tema della violenza dentro e intorno alla scuola. Mattarella ha richiamato gli episodi di aggressione contro gli insegnanti e ha sottolineato la necessità di rafforzare l’alleanza educativa tra docenti e famiglie.

Nel suo intervento ha citato anche il bullismo e le forme di sopraffazione rivolte ai più deboli. Ha chiesto alla scuola di sviluppare non soltanto regole di comportamento, ma un’etica condivisa fondata sul rispetto.

Il Presidente ha inoltre richiamato le istituzioni alla responsabilità nei contesti più difficili e ha sottolineato la necessità di un impegno rinnovato contro la dispersione scolastica.

Gli studenti protagonisti della scuola

Un altro elemento del discorso ha riguardato il ruolo degli studenti. Mattarella ha invitato ragazze e ragazzi a diventare protagonisti della vita scolastica e a far sentire la propria voce.

Il Presidente ha collegato studio e conoscenza alla responsabilità verso gli altri, sostenendo che la libertà individuale trova pieno significato quando viene garantita anche agli altri.

Il messaggio rivolto agli studenti ha quindi superato la dimensione strettamente didattica. La scuola, nella visione espressa dal Capo dello Stato, deve formare persone capaci di partecipare alla vita della comunità e di assumersi responsabilità verso gli altri.

Da Amatrice un messaggio rivolto al futuro

La scelta di Amatrice per l’apertura dell’anno scolastico ha aggiunto al messaggio un significato legato alla memoria e alla ricostruzione. Il Presidente ha ricordato le comunità colpite dal terremoto dieci anni fa e ha indicato Amatrice, Arquata del Tronto e Norcia come luoghi simbolici della ripartenza.

La scuola ricostruita rappresenta così anche fisicamente il percorso compiuto dalle comunità colpite dal sisma. Da questo luogo Mattarella ha rivolto lo sguardo al futuro, sottolineando che le nuove generazioni non devono limitarsi ad attendere il futuro, ma devono contribuire a costruirlo e viverlo.

Il discorso del Presidente ha unito quindi diversi temi: la ricostruzione, l’investimento nella conoscenza, la trasformazione digitale, l’intelligenza artificiale, l’integrazione, il contrasto alla violenza e la partecipazione degli studenti.

Al centro resta la scuola come luogo nel quale conoscenza e umanità devono procedere insieme. Un compito che, secondo Mattarella, diventa ancora più importante in una società sottoposta a trasformazioni rapide e profonde.

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