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Cronaca

Benevento, furti in distributore e negozi: 39enne finisce in carcere

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furti Benevento 39enne in carcere

Videosorveglianza e rilievi scientifici avrebbero collegato l’uomo a diversi episodi tra maggio e agosto. Il Gip dispone l’aggravamento della misura cautelare

Un 39enne residente a Benevento è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché gravemente indiziato, secondo quanto riferito nel comunicato delle autorità, di una serie di furti commessi negli ultimi mesi nel capoluogo sannita.

Il provvedimento è stato eseguito il 22 agosto 2026 dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Benevento ed è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento su richiesta della Procura.

Benevento, il 39enne era già sottoposto a una misura cautelare

L’uomo era già sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, misura che aveva sostituito i precedenti arresti domiciliari.

Secondo quanto ricostruito nel comunicato, il 39enne era già a processo per diversi furti che sarebbero stati commessi fino al dicembre 2024 tra Benevento e San Giorgio del Sannio.

Le indagini successive avrebbero però fatto emergere la presunta prosecuzione dell’attività illecita.

Furti tra maggio e agosto 2026

Gli accertamenti, condotti in sinergia da Carabinieri e Questura di Benevento, avrebbero consentito di attribuire all’indagato una nuova serie di episodi avvenuti tra maggio e agosto.

Tra questi viene indicato il furto ai danni di un distributore automatico all’interno del cimitero comunale, avvenuto il 20 maggio.

Altri episodi sarebbero invece stati commessi durante le ore notturne ai danni di diversi esercizi commerciali della città nelle giornate del 3 giugno, 5 agosto e 9 agosto.

Videosorveglianza e tracce biologiche nelle indagini

Un ruolo importante negli accertamenti sarebbe stato svolto dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Gli investigatori avrebbero inoltre effettuato rilievi scientifici sulle tracce biologiche repertate nel corso delle indagini.

Proprio l’incrocio tra le immagini e gli elementi raccolti attraverso gli accertamenti tecnici avrebbe consentito agli inquirenti di collegare il 39enne ai nuovi episodi contestati.

Il Gip dispone la custodia cautelare in carcere

Secondo quanto riferito nel comunicato, le prescrizioni precedentemente imposte non sarebbero state considerate sufficienti a impedire la reiterazione delle condotte contestate.

La Procura ha quindi chiesto l’aggravamento della misura cautelare, ottenendo la revoca del regime precedente e l’applicazione della custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento è stato quindi eseguito dai Carabinieri.

La misura cautelare non equivale a una condanna. Il 39enne deve essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva, mentre le responsabilità e la ricostruzione dei singoli episodi dovranno essere accertate nel prosieguo del procedimento.

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