Cronaca
Napoli, maxi sequestro SIM: 192 schede intestate fittiziamente
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4 mesi fail

Scoperto presunto fornitore all’ingrosso di schede telefoniche fraudolente: sequestrate 3.500 SIM, migliaia di passaporti scannerizzati e contanti
Nuova operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino contro il commercio illecito di schede telefoniche intestate fittiziamente. Con il supporto dei reparti territorialmente competenti, i militari hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura di Avellino nei confronti di un 50enne originario del Bangladesh, residente a Napoli e titolare di un esercizio commerciale nel settore della telefonia mobile. L’uomo è indagato per ricettazione. A diffondere la notizia una comunicazione del Comando Provinciale Carabinieri di Avellino
L’indagine: scoperto un canale illecito di SIM intestate a identità inesistenti
Il provvedimento arriva dopo mesi di approfondimenti investigativi dei Carabinieri irpini, che avevano già individuato un canale illegale per la vendita online di SIM intestate a soggetti inesistenti.
Le nuove acquisizioni identificano il 50enne come presunto fornitore all’ingrosso delle schede, spesso destinate a suoi connazionali.
Perquisizioni e sequestri: trovati 3.500 SIM e migliaia di passaporti scannerizzati
Durante le perquisizioni eseguite nel negozio di Napoli e nella sua abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto:
- migliaia di passaporti del Bangladesh scannerizzati, conservati in memorie digitali;
- circa 3.500 carte SIM, di cui 192 già attive e intestate fittiziamente;
- denaro contante per un totale di 18.600 euro, 180 dollari e 9.500 taka, ritenuti provento dell’attività illecita.
Tutto il materiale è stato sequestrato.
Un fenomeno ad alto rischio criminale
Le indagini si inseriscono nel più ampio contesto delle attività dell’Arma per contrastare i reati legati all’uso illecito delle comunicazioni elettroniche.
Le SIM intestate a persone inesistenti, infatti, rappresentano uno strumento strategico per chi intende commettere reati ad alto allarme sociale, rendendo difficili gli accertamenti successivi.
Accertamenti ancora in corso
La Procura di Avellino coordina ora la fase successiva delle indagini, con l’obiettivo di ricostruire l’intera rete di approvvigionamento e individuare eventuali ulteriori responsabilità.
La posizione dell’indagato resta al vaglio dell’Autorità giudiziaria. Come previsto dalla legge, è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.


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