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Trentini e Burlò finalmente liberi: l’arrivo a Ciampino tra abbracci e commozione
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3 mesi fail

Dopo 14 mesi di detenzione in Venezuela, Trentini e Burlò tornano in Italia tra abbracci, sorrisi e commozione
Dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela, Alberto Trentini e Mario Burlò sono tornati in Italia, accolti a Ciampino dalle loro famiglie, dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’arrivo dell’aereo di Stato ha regalato momenti di grande emozione: il sorriso dei figli di Burlò e l’abbraccio della madre di Trentini al figlio hanno sottolineato il lato umano di una vicenda che ha avuto anche importanti risvolti diplomatici.
“Bentornati a casa!”, ha scritto su X la presidente del Consiglio, condividendo le immagini dei saluti con le famiglie e dei momenti di commozione. Tajani ha confermato che Trentini e Burlò sono in ottime condizioni di salute, anche psicologiche, e ha sottolineato la “grande soddisfazione umana” per la loro liberazione. “Burlò ha detto di non essersi mai sentito solo perché sapeva che il governo italiano e la sua famiglia lo sostenevano”, ha aggiunto il ministro, ricordando come il lavoro diplomatico continui per liberare altri connazionali detenuti in Venezuela. Attualmente, 42 italiani sono ancora detenuti nel Paese sudamericano, di cui 24 politici.
Trentini ha dichiarato: “Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni. Ora vogliamo vivere giornate serene per cercare di superare i brutti ricordi e le sofferenze di questi 14 mesi”.
All’aeroporto, i due uomini hanno potuto riabbracciare i familiari: Trentini la madre Armanda, Burlò i figli Gianna e Corrado. “Hai abbracciato la mamma, è stata tanto in pensiero”, ha detto Meloni a Trentini, scambiando un momento di vicinanza personale prima di salutare Burlò e i suoi figli.
L’avvocato di Burlò, Maurizio Basile, ha confermato la durezza della detenzione, spiegando che l’imprenditore era accusato di terrorismo senza aver mai avuto ruoli politici. “Ora sta bene e sembra non debba essere convocato in procura. Un enorme ringraziamento va al console Jacopo Martino e alla rete diplomatica a Caracas, così come al ministero degli Esteri”, ha concluso Basile.
L’atterraggio a Ciampino segna così la fine di un lungo periodo di sofferenza per Trentini e Burlò, e apre la strada al rientro alla vita familiare e alla quotidianità in Italia.

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