Entertainment
La poesia durante la Grande Guerra
Pubblicato
3 mesi fail
Di
Gioia Nasti
Due visioni della Prima Guerra Mondiale a confronto: l’ideale eroico e patriottico di Rupert Brooke contro la crudele realtà vissuta da Wilfred Owen nelle trincee.
Durante la prima guerra mondiale, le opinioni sulla necessità di attaccare i paesi limitrofi era o totalmente appoggiata o totalmente avversata. L’uomo, da sempre, ha sentito la necessità di espandere i propri confini alla ricerca di una terra migliore e condizioni di vita più soddisfacenti e, scontrandosi con i popoli confinanti, ha dovuto mettere in atto strategie di attacco e di difesa non condivise da tutti. Allora, esattamente come oggi, c’era chi considerava la guerra come un’affermazione estrema di patriottismo e morire in battaglia come il più alto degli onori e chi, invece, considerava l’una una sciagura totale e l’altra un sacrificio inutile e perfido.
Durante la prima guerra mondiale, dunque, i poeti si distinsero in due gruppi netti: coloro che vedevano nell’arruolamento un modo onorevole di servire la patria e quelli che vedevano nella guerra soltanto i giovani morti in maniera orribile. Al primo gruppo apparteneva Rupert Brooke, un giovane nato in una famiglia benestante e formatosi a Cambridge.
Rupert decise di arruolarsi, ma, in realtà, combatté molto poco, perché, in seguito a un’infezione contratta in Grecia, morì ad aprile del 1915. La sua reputazione come poeta è soprattutto legata a cinque sonetti sulla guerra pubblicati nel 1915, in cui esprime una visione idealistica ed entusiastica della stessa. Probabilmente questa visione distorta fu dovuta al fatto che Brooke non ne ebbe grande esperienza, in quanto fu mandato in ospedale per l’infezione contratta. Ciò gli impedì di confrontarsi con gli aspetti peggiori e più terrificanti della guerra fino a considerarla un’esperienza purificante.
Ai suoi poemi mancano infatti gli elementi della tragedia e della perdita che invece caratterizzano le poesie di autori contrari. Per Brooke, l’unica cosa che soffre durante la guerra è il corpo e perfino la morte è vista come premio. La sua stessa morte prematura, avvenuta subito dopo la pubblicazione dei suoi sonetti, lo rende un nuovo eroe romantico, che ispira patriottismo ed incita i giovani ad arruolarsi per combattere.
La sua poesia più famosa, Il soldato, è l’esempio lampante della sua ideologia: la guerra non viene descritta in dettaglio, ma viene fortemente idealizzata. Da essa si evince un forte senso di patriottismo, condensato nelle parole in lode dell’Inghilterra, descritta come una terra benedetta e quasi come un paradiso terrestre, e di gloria ed onore perfino nella morte in battaglia. Nel poema, si riscontra una visione romantica del sacrificio e dell’eroismo, fondata sull’onore di morire per la propria nazione e non sui dettagli macabri e terrificanti della morte in combattimento.
Di tutt’altro tono la poesia Dulce et Decorum Est di Wilfred Owen. Anche egli decise di arruolarsi, ma la sua esperienza nelle trincee fu devastante e l’idea che ne derivò della guerra fu agli antipodi di quella presentata da Brooke. Le sue poesie sono piene di dettagli sulla vita dei soldati in trincea, durante le azioni di guerra, sulla morte e sul dolore sofferto, sottolineato dall’uso di figure retoriche e espedienti come allitterazioni e assonanze per rendere il ritmo più incalzante o più lento a seconda delle situazioni.
La sua poesia più famosa è Dulce et decorum est, che riprende, nel titolo, un’affermazione del poeta latino Orazio, sconfessandolo. Il poema è basato sulle sue esperienze personali nella trincea, nel quale vuole mostrare a tutti la realtà e le atrocità della guerra, così come era sucesso anche a Giuseppe Ungaretti. La sua visione è amara, brutale e pessimistica. Nella poesia, Owen fa ampio uso di allitterazioni, ripetizioni ed onomatopee, che sottolineano fonicamente la sofferenza fisica e psicologica dei soldati in trincea.
Anche l’uso di similitudini, appartenenti al mondo soprannaturale, e di metafore, soprattutto connesse con il campo delle malattie, danno la sensazione di passare dal mondo reale del campo di battaglia a quello irreale e allucinatorio. Fin dalla prima strofa, Owen catapulta il lettore tra le sofferenze della guerra: i soldati tornano alla trincea per riposare; non sono esaltati dal combattimento, ma stanchi e miseri, senza stivali e con i piedi sanguinanti, marciano addormentati, ubriachi di fatica, come zombie, non sentono più nemmeno i proiettili che sfrecciano intorno a loro.
Sono soldati giovani eppure non riescono a stare in piedi, camminano piegati, come sotto un peso. All’improvviso, un attacco nemica getta nello scompiglio la trincea: si evince la fretta e la confusione per indossare le maschere ed il terrore di non fare in tempo.
Segue la descrizione di un soldato che ritarda e che purtroppo muore ai piedi del poeta senza che lui possa aiutarlo. Alla fine del poema, Owen smentisce categoricamente ciò che Orazio aveva affermato millenni prima e che continuava ad essere propagandato dal governo, per arruolare i giovani; quella che egli stesso chiama la “vecchia bugia”: dulce et decorum est pro patria mori, cioè “è dolce e decoroso morire per la patria”. Perché la guerra non porta onore, ma solo morte e distruzione.

Docente taglia i capelli a due alunne in classe: il caso scuote la scuola

Napoli Lazio 0-2: crollo al Maradona, azzurri mai in partita

Qualiano, nuova viabilità in via Orazio: senso unico e modifiche alla circolazione dal 20 aprile 2026

Qualiano, ancora rifiuti abbandonati in via Falcone: nuove segnalazioni

Direttore dell’FBI, caso Patel: polemiche dopo notizie su possibile licenziamento

Clan Contini, droga con il delivery a Napoli: 13 arresti

Stesa al Parco Verde di Caivano: tre arresti, indagini sui nuovi assetti della camorra

Avellino, Pasqua sicura: oltre 1.000 persone controllate dai Carabinieri

Napoli, droni verso le carceri: droga e telefoni dal cielo alle celle

Barano d’Ischia: fenomeno “zoning violation”. La piaga dell’abusivismo edilizio si combatte anche con i droni

Clan Contini, droga con il delivery a Napoli: 13 arresti

Stesa al Parco Verde di Caivano: tre arresti, indagini sui nuovi assetti della camorra

Avellino, Pasqua sicura: oltre 1.000 persone controllate dai Carabinieri

Napoli, droni verso le carceri: droga e telefoni dal cielo alle celle



