Esteri
Venezuela, Maduro arrestato: Rodríguez presidente ad interim. Trump minaccia nuovi attacchi
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2 settimane fail

Dopo l’arresto di Maduro, Delcy Rodríguez guida il Venezuela ad interim e invita Trump al dialogo, mentre il tycoon minaccia nuovi attacchi e la comunità internazionale chiede prudenza e rispetto del diritto internazionale.
Caracas / New York – Nicolás Maduro è stato arrestato durante un’operazione militare statunitense a Caracas e oggi comparirà davanti a un giudice federale a New York per le accuse formali a suo carico. Delcy Rodríguez è stata nominata presidente ad interim del Venezuela, e nel suo primo messaggio ufficiale ha invitato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a lavorare insieme per “pace e dialogo” tra i due Paesi.
“Il nostro popolo e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra”, ha dichiarato Rodríguez, sottolineando che il Venezuela aspira a una cooperazione internazionale rispettosa del diritto internazionale.
Le dichiarazioni di Trump
Donald Trump ha reagito all’arresto di Maduro affermando: “Siamo noi a controllare il Venezuela” e minacciando un secondo attacco se Caracas non collaborerà. Il tycoon ha esteso le minacce anche a Colombia e Messico, e ha parlato della Groenlandia come elemento strategico per la sicurezza statunitense. Inoltre, ha avvertito che l’Iran subirà un “colpo durissimo” se reprimerà i manifestanti, e oggi è previsto un colloquio con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.
Reazioni internazionali
Italia – Il governo italiano ha seguito con attenzione gli sviluppi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che si sta lavorando per la liberazione di Alberto Trentini e degli altri prigionieri politici italiani in Venezuela. “Stiamo tentando il possibile e l’impossibile”, ha detto, auspicando un dialogo più facile con la nuova leadership di Rodríguez.
Tajani ha inoltre definito l’intervento militare statunitense “legittimo” in base alla minaccia percepita dagli USA, pur sottolineando che ora occorre lavorare per una transizione democratica e per il rispetto dello stato di diritto.
Spagna – Il premier Pedro Sánchez ha ribadito la necessità di risolvere la crisi “esclusivamente per vie pacifiche”, respingendo qualsiasi ingerenza esterna e condannando le azioni militari unilaterali degli USA. Sánchez ha ricordato che anche i governi di Brasile, Cile, Colombia, Uruguay e Messico hanno espresso preoccupazione e condanna per le violazioni del diritto internazionale.
Cina – Pechino ha dichiarato che i propri interessi in Venezuela saranno tutelati dalla legge e ha ribadito il sostegno alla riunione del Consiglio di Sicurezza ONU dedicata al Paese. Il portavoce Lin Jian ha condannato l’uso della forza da parte degli USA, definendolo un rischio per la pace in America Latina.
Colombia – Il presidente Gustavo Petro ha respinto le accuse di Trump di essere un narcotrafficante, definendole “false” e condannando l’aggressione alla sovranità venezuelana. Petro ha sottolineato che i conflitti interni devono essere risolti pacificamente dai popoli stessi.
Appelli alla diplomazia
Dal lato venezuelano, Rodríguez ha lanciato un messaggio di apertura: “Invitiamo il governo degli Stati Uniti a collaborare su un programma di cooperazione orientato allo sviluppo condiviso”, ha detto, auspicando una pace duratura per il Venezuela e per la regione.
In Italia, Palazzo Chigi ha sottolineato come la fine della presidenza di Maduro possa aprire “una nuova pagina di speranza per la popolazione”. Anche la leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace, Manuela Machado, ha partecipato a un colloquio con la premier Giorgia Meloni sulle prospettive di una transizione pacifica.
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