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COP30, l’allarme dell’UNICEF: metà dei bambini del mondo vive a rischio caos climatico
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La Direttrice Generale dell’Unicef Catherine Russell chiede azioni urgenti: “La crisi climatica è una crisi dei diritti dei bambini”
7 novembre 2025 – Belém (Brasile) – Durante la plenaria dei leader alla COP30, la Direttrice Generale dell’UNICEF, Catherine Russell, ha lanciato un forte appello ai governi di tutto il mondo: “La crisi climatica è, in sostanza, una crisi dei diritti dei bambini.”
Secondo i dati presentati dall’UNICEF, la metà dei bambini del pianeta vive in Paesi a rischio estremo di caos climatico, e il loro livello di esposizione ai disastri ambientali è destinato ad aumentare drasticamente nei prossimi anni.
L’impatto della crisi climatica sui bambini
Russell ha ricordato che entro il 2050 l’esposizione dei minori alle ondate di calore aumenterà di otto volte rispetto a oggi.
Già ora, un bambino su cinque vive almeno il doppio dei giorni di caldo estremo ogni anno rispetto ai propri nonni.
L’inquinamento atmosferico, ha sottolineato, è responsabile del 15% di tutti i decessi dei bambini sotto i cinque anni. Inoltre, il cambiamento climatico colpisce anche la salute materna: per ogni aumento di un grado Celsius della temperatura, cresce del 5% il rischio di parto prematuro o di morte in utero.
“Serve una transizione energetica equa e investimenti nei servizi essenziali”
La Direttrice UNICEF ha ribadito la necessità di ridurre urgentemente le emissioni e promuovere una transizione energetica equa, che porti benefici diretti ai più piccoli.
“Una transizione giusta – ha spiegato Russell – ridurrà l’inquinamento e creerà nuove opportunità per i giovani nell’economia verde.”
L’UNICEF sollecita inoltre un aumento degli investimenti nell’adattamento climatico e nei servizi essenziali: salute, istruzione, acqua, alimentazione e protezione sociale, fondamentali per la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini nei contesti più vulnerabili.
Impegni internazionali e appello finale
Russell ha espresso soddisfazione per il crescente riconoscimento dei diritti dei bambini nei piani nazionali: oggi il 70% dei Contributi Determinati a livello nazionale (NDC) include obiettivi sensibili alle esigenze dei minori, e 70 governi hanno già firmato la Dichiarazione sui bambini, i giovani e l’azione per il clima.
Nel suo intervento conclusivo, la Direttrice UNICEF ha lanciato un monito ai leader mondiali: “I bambini hanno bisogno e meritano un pianeta più pulito e più sicuro. La domanda che dobbiamo porci è: saremo all’altezza della sfida?”

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