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Esteri

UNICEF: oltre 2 milioni di afghani rientrati nel 2025, mezzo milione sono bambini

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L’agenzia ONU lancia l’allarme su istruzione femminile e protezione dei minori in Afghanistan

Secondo l’UNICEF, solo nel 2025 oltre 2 milioni di afghani sono tornati nel loro Paese da Iran e Pakistan, tra cui circa mezzo milione di bambini, insieme a numerosi rimpatriati provenienti dall’Asia centrale. A renderlo noto è Ted Chaiban, Vice Direttore generale dell’UNICEF per l’azione umanitaria e le operazioni di approvvigionamento, al termine della sua quarta missione in Afghanistan.

Durante la visita a Kunduz, Islam Qala e Herat, Chaiban ha evidenziato un miglioramento dell’accessibilità, che consente all’agenzia di raggiungere più comunità con assistenza umanitaria. Nei centri di accoglienza, migliaia di persone ricevono ogni giorno supporto grazie alla collaborazione tra autorità locali, Nazioni Unite e ONG. Il 4 luglio si è registrato il picco di arrivi: oltre 50.000 persone in un solo giorno.

Nonostante la speranza di molti rimpatriati di ricostruire la propria vita, permane una forte preoccupazione per l’istruzione, soprattutto per le ragazze adolescenti a cui è vietato frequentare la scuola oltre la sesta classe. Questo divieto, sottolinea l’UNICEF, priva le donne dell’accesso all’università e al mondo del lavoro, con un impatto negativo sull’intera società.

L’agenzia ribadisce la necessità di revocare le restrizioni, garantire continuità educativa e proteggere i minori, in particolare quelli non accompagnati. A fine luglio, l’UNICEF aveva già assistito oltre 6.000 bambini separati, ricongiungendoli alle famiglie.

L’UNICEF sollecita un approccio graduale e sicuro ai rimpatri, con accesso costante ai servizi essenziali e alla protezione, invitando Iran, Pakistan e Afghanistan a cooperare per gestire il rientro in modo sostenibile e chiedendo ai donatori un sostegno immediato all’azione umanitaria.

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