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Esteri

Gerusalemme, Ben-Gvir ad Al-Aqsa: chiede conquista di Gaza e “emigrazione volontaria” dei palestinesi

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gerusalemme - spianata delle moschee
Foto di Andrew / Wikipedia

Ministro israeliano guida coloni in piazza sacra a Gerusalemme: critiche internazionali mentre Gaza muore di fame

GERUSALEMME – Una dura escalation nelle tensioni israelo-palestinesi: il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha guidato migliaia di coloni lungo la Spianata delle Moschee ad Al-Aqsa, violando il status quo che vieta preghiere e rituali ebraici nell’area sacra.

Durante il suo intervento pubblico, ha rilanciato richieste esplicite: l’occupazione totale della Striscia di Gaza, la sovranità israeliana, il ritiro di Hamas e l’emigrazione “volontaria” dei palestinesi.

Sempre più chiara quindi l’idea di scacciare i palestinesi dalle loro case e dalla loro terra. Una sorta di “pulizia etnica” che lascerebbe tutto quello che un tempo era palestina ad Israele. La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo.

Preghiera provocatoria ad Al-Aqsa

Ben‑Gvir ha infranto un tabù politico-religioso recandosi ad Al‑Aqsa e guidando la preghiera Amida, una prima assoluta per un ministro in carica. L’azione ha suscitato irrigidimento diplomatico da parte della Giordania, dell’Arabia Saudita e di altre autorità regionali.

Dichiarazioni shock: Gaza “conquistare”, palestinesi “emigrare”

Nel video pubblicato sui suoi canali social, Ben‑Gvir ha affermato: “Conquistare tutta Gaza, dichiarare la sovranità sull’intera Striscia, eliminare ogni membro di Hamas e incoraggiare l’emigrazione volontaria… è l’unico modo per restituire gli ostaggi e vincere la guerra”

È ritornato a ribadire la sua visione definita “espulsione mascherata da migrazione” da critici internazionali, preoccupati per il rischio di pulizia etnica implicita in tale narrativa.

Reazioni internazionali e contesto umanitario

La visita ha coinciso con una nuova escalation: l’Autorità Palestinese, la Lega Araba e paesi musulmani hanno condannato l’ostensione politica del luogo sacro e denunciato l’esacerbarsi della crisi a Gaza.

Nel frattempo, la crisi umanitaria nella Striscia peggiora: solo il 10% degli aiuti UN è arrivato ai civili, mentre centinaia muoiono quotidianamente di fame o bombardamenti

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