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L’interessante saggio di Giovanni Luigi Bordone “L’Italia non ha futuro. Ultima chiamata per gli italiani?”
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“Un appello accorato a risvegliarsi dal torpore: diagnosi spietata e proposte concrete per un’Italia che vuole ancora sperare”
«Questo libricino è un’interurbana che viene da Londra, ed è frutto di una vita di pensieri, di letture, scritture, di esperienze e soprattutto di errori. Lo chiamo libricino perché è piccolo tanto nel formato quanto nelle aspettative. Pubblicando ciò che penso, non ho la pretesa di cambiare il mondo, solo che a un certo punto ho capito che non potevo non schierarmi.
Me l’ha detto anche Gramsci: “Odio gli indifferenti. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, vigliaccheria, non è vita”»: Giovanni Luigi Bordone presenta il saggio “L’Italia non ha futuro. Ultima chiamata per gli italiani?”, in cui afferma la sua volontà di provare a risvegliare le coscienze prima che sia troppo tardi.
Già dal titolo dell’opera risulta chiaro il suo discorso: l’Italia è cristallizzata in un presente che non si proietta in nessun futuro, la situazione è drammatica ed è giunta probabilmente a un punto di non ritorno; l’intento dell’autore è quindi quello di offrire il contributo di chi il mondo l’ha girato in lungo e in largo, e ha compreso quali sono le azioni utili a far progredire una società, e come è giusto che si mettano in atto.
Giovanni Luigi Bordone vive a Londra da diversi anni ma ha sempre uno sguardo puntato verso la sua Italia; nel testo, quindi, isola i problemi più gravi che affliggono il nostro Paese: si parla della fuga dei cervelli, del fatto che non sappiamo attirare con delle proposte interessanti dei professionisti qualificati dall’estero, dell’economia che non cresce da vent’anni, delle università che sono fuori dalle classifiche internazionali, delle aziende che non hanno i sostentamenti necessari per sopravvivere, dell’inefficienza e delle lungaggini della burocrazia, della mancata spinta al cambiamento e al dialogo con l’esterno.
L’autore, però, non punta solo a lamentarsi; in questo saggio, infatti, si propongono riflessioni su come sia ancora possibile superare l’impasse in cui si trova l’Italia: è importante trovare un modo produttivo di celebrare e comunicare la nostra unicità, e soprattutto è giunto il momento di svecchiare la mentalità italiana, iniziando a pensare in modo etico e collaborativo. Giovanni Luigi Bordone è convinto che una maggiore apertura verso gli altri Paesi, e verso le soluzioni che i più virtuosi di loro hanno adottato per evolversi, sia una delle chiavi per salvarci: «Apriamoci al mondo. Invece di assistere alla fuga dei cervelli, apriamo le porte ai nomadi digitali, ai pensionati, ai capitali altrui. Mettiamo a reddito il nostro territorio, non solo col turismo, ma dando il benvenuto ai redditi del resto del mondo».
Contatti
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