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Greta Thunberg rientra in Svezia dopo la deportazione da Israele: “Siamo stati portati via illegalmente”

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L’attivista fermata in acque internazionali mentre cercava di raggiungere Gaza con la Freedom Flotilla. Preoccupazione per i compagni ancora trattenuti

STOCCOLMA – È atterrata nella notte all’aeroporto di Arlanda, a Stoccolma, l’attivista svedese Greta Thunberg, dopo essere stata deportata da Israele in seguito all’intercettazione della nave della Freedom Flotilla su cui viaggiava verso Gaza. La 22enne, nota in tutto il mondo per il suo impegno per il clima e i diritti umani, ha fatto scalo a Parigi prima di rientrare nel suo Paese.

Thunberg era a bordo dell’imbarcazione dell’ong Freedom Flotilla insieme ad altri attivisti internazionali quando è stata fermata in acque internazionali e scortata in Israele dalle forze militari. “Ho detto che volevo lasciare il Paese il prima possibile. Ma ho anche detto che siamo stati portati lì illegalmente contro la nostra volontà,” ha dichiarato ai giornalisti presenti in aeroporto, come riporta l’agenzia di stampa svedese TT.

“Preoccupata per le violazioni del diritto internazionale”

Thunberg ha espresso forte preoccupazione per la situazione a Gaza e per l’azione delle autorità israeliane. “Sono molto preoccupata per gli sviluppi futuri, per le violazioni del diritto internazionale e per i crimini di guerra di cui Israele si rende responsabile,” ha detto.

Alla domanda se avesse avuto paura durante l’abbordaggio della nave, ha risposto in modo secco: “Ciò di cui ho paura è che la gente rimanga in silenzio mentre si sta compiendo un genocidio.”

La deportazione e i compagni ancora trattenuti

Greta Thunberg e altri tre attivisti hanno firmato un documento per la deportazione volontaria, lasciando Israele nelle ore successive. Tuttavia, altri membri dell’equipaggio sono ancora trattenuti nel Paese, in attesa della decisione di un giudice sulla loro posizione. “Sono molto preoccupata per loro,” ha aggiunto Thunberg.

Freedom Flotilla, missione interrotta

La missione della Freedom Flotilla, che intendeva rompere simbolicamente il blocco su Gaza portando aiuti umanitari, è stata quindi interrotta bruscamente. L’operazione militare israeliana che ha portato al sequestro della nave ha sollevato critiche internazionali, anche alla luce del coinvolgimento di attivisti noti e della posizione della nave in acque internazionali al momento dell’intercettazione.

Con il suo rientro in patria, Greta Thunberg ha ribadito che continuerà a denunciare ciò che sta accadendo: “Il silenzio, oggi, è complicità. Non possiamo più permettercelo.”

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