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Cronaca

Targhe polacche a Napoli, cos’è la “Przekręt neapolski” e le indagini in Polonia

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La stampa polacca parla di “Przekręt neapolski”: il sistema delle targhe polacche sotto la lente delle autorità italiane e polacche.

Cos’è la “Przekręt neapolski”

Negli ultimi mesi il fenomeno delle targhe polacche utilizzate da automobilisti dell’area di Napoli è tornato al centro dell’attenzione anche oltre i confini italiani. In Polonia la vicenda è stata ribattezzata “Przekręt neapolski”, espressione traducibile come “truffa napoletana”, con cui diversi organi di stampa descrivono un articolato sistema di immatricolazioni ritenuto finalizzato, in alcuni casi, ad abbattere i costi delle polizze assicurative e ad aggirare gli obblighi previsti dalla normativa italiana.

Secondo le ricostruzioni pubblicate da testate giornalistiche italiane e polacche, il meccanismo prevederebbe l’immatricolazione di veicoli in Polonia attraverso società o intermediari, mentre le automobili continuerebbero a circolare stabilmente in Italia, soprattutto nell’area metropolitana di Napoli. Il principale vantaggio economico deriverebbe dal costo sensibilmente inferiore delle polizze RC Auto rispetto a quello applicato in alcune province del Sud Italia, dove i premi assicurativi risultano tra i più elevati d’Europa.

Quando le targhe polacche sono perfettamente legali

È opportuno precisare che non tutte le auto con targa polacca sono irregolari. L’utilizzo di veicoli immatricolati all’estero può infatti essere perfettamente legittimo in presenza dei requisiti previsti dalla legge, come nel caso di leasing internazionali, noleggi o conducenti residenti fuori dall’Italia. Le contestazioni riguardano esclusivamente le ipotesi in cui le immatricolazioni estere siano utilizzate in modo fittizio o in violazione della normativa vigente.

L’indagine della Guardia di Finanza in Italia

In Italia uno dei principali filoni investigativi è stato sviluppato dalla Guardia di Finanza di Frattamaggiore, che nell’ottobre 2024 sequestrò un plico proveniente dalla Polonia contenente targhe, carte di circolazione e altra documentazione riconducibile a pratiche di immatricolazione. L’attività investigativa portò alla denuncia del titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche. Secondo l’ipotesi formulata dagli investigatori, alcuni veicoli sarebbero stati formalmente registrati in Polonia pur non avendo mai lasciato il territorio italiano, con il presunto obiettivo di conseguire indebiti vantaggi economici. Le accuse formulate dovranno naturalmente essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. La vicenda fu riportata anche dall’ANSA.

Gli arresti eseguiti dalla polizia polacca

Parallelamente, anche le autorità polacche hanno avviato un’indagine sul fenomeno. Secondo quanto riferito dal quotidiano polacco Zero.pl, la polizia ha eseguito arresti nei confronti di commercianti di automobili, intermediari e addetti ai centri di revisione. L’inchiesta riguarda l’ipotesi che numerosi veicoli destinati a circolare stabilmente in Italia abbiano ottenuto o mantenuto immatricolazioni polacche attraverso procedure ritenute irregolari, comprese revisioni tecniche che, secondo gli investigatori, sarebbero state certificate senza la presenza fisica dei mezzi in Polonia.

Nessuna conferma ufficiale su arresti di cittadini italiani

Al momento, non risultano comunicati ufficiali delle autorità polacche che indichino l’arresto di cittadini italiani nell’ambito dell’operazione descritta dalla stampa. Le notizie disponibili fanno riferimento principalmente a soggetti operanti in Polonia, mentre le indagini italiane e quelle polacche procedono su binari distinti, pur interessando il medesimo fenomeno.

Un fenomeno sotto osservazione in due Paesi

Il caso delle targhe polacche continua ad alimentare il dibattito anche nel settore assicurativo. Diverse ricostruzioni giornalistiche evidenziano come la diffusione di immatricolazioni estere riconducibili a veicoli utilizzati stabilmente in Italia possa incidere sui costi sostenuti dalle compagnie e, indirettamente, sul mercato assicurativo. Si tratta tuttavia di valutazioni formulate dagli osservatori del settore e non di conclusioni definitive delle autorità giudiziarie.

La vicenda della cosiddetta “Przekręt neapolski” rappresenta oggi un caso di interesse internazionale perché coinvolge due ordinamenti nazionali e richiama l’attenzione sulle possibili criticità derivanti dall’utilizzo transfrontaliero delle immatricolazioni dei veicoli. Le indagini sono ancora in corso sia in Italia sia in Polonia e gli eventuali profili di responsabilità saranno accertati esclusivamente nelle competenti sedi giudiziarie.

Fonti: Zero.pl e Business Insider Polska

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