Cronaca
Napoli: Chiara Jaconis, uccisa da una statuetta lanciata da un 13enne. Indagati i genitori
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1 anno fail

Il ragazzo non è imputabile dalla legge. Indagano i procuratori attraverso i genitori per omicidio colposo e omessa vigilanza
Napoli – È stato individuato il responsabile materiale della morte di Chiara Jaconis, la giovane donna di 30 anni originaria di Padova, colpita mortalmente da una statuetta lanciata da un balcone mentre passeggiava nei Quartieri Spagnoli di Napoli. A compiere il gesto è stato un ragazzino di 13 anni, come emerso dalle indagini condotte dalla Procura minorile di Napoli.
Nonostante l’accertamento della responsabilità, il minore non è imputabile secondo la legge italiana, che stabilisce l’età minima di imputabilità a 14 anni. La Procura minorile ha quindi disposto l’archiviazione del fascicolo a suo carico.
Resta invece aperta l’inchiesta della Procura ordinaria, che sta approfondendo le responsabilità genitoriali. I genitori del minore sono infatti indagati per omicidio colposo in concorso e omessa vigilanza. Nell’ambito delle indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, sono stati sequestrati dispositivi elettronici e raccolte numerose testimonianze, inclusi vicini di casa e collaboratori domestici.
Dagli atti trasmessi ai legali della famiglia Jaconis, emerge che le statuette lanciate sarebbero state due, per un peso complessivo superiore a dieci chilogrammi. Un impatto violentissimo, che non ha lasciato scampo alla giovane donna, morta poco dopo l’aggressione.
Particolarmente inquietante il fatto che il tredicenne fosse già noto per comportamenti simili: secondo le testimonianze, avrebbe più volte lanciato oggetti dal balcone, tra cui un tablet e cuscini. Tuttavia, quegli episodi non avrebbero ricevuto l’attenzione dovuta, né da parte delle autorità né da parte dei genitori.
I legali della famiglia Jaconis parlano di una tragedia che poteva e doveva essere evitata. «Siamo di fronte a un caso in cui – dichiarano gli avvocati – la mancata vigilanza e l’inerzia delle istituzioni hanno contribuito a un epilogo drammatico. I segnali c’erano. Nessuno ha fatto nulla».
Nel frattempo, la città di Napoli è sotto shock. L’episodio ha riacceso il dibattito su sicurezza urbana, responsabilità educativa e ruolo delle istituzioni nella prevenzione di comportamenti pericolosi, soprattutto da parte di minori. Intanto, la famiglia di Chiara – una giovane donna descritta come solare, appassionata di viaggi e arte – chiede verità e giustizia, per lei e per tutte le vittime dell’indifferenza.

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