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Politica

Diego D’Alterio è il nuovo sindaco di Giugliano in Campania: trionfo del centrosinistra, ma prevale l’astensionismo

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Diego D’Alterio eletto Sindaco di Giugliano, ma l’astensionismo domina la città, sarà una sfida riavvicinare i disillusi

Giugliano in Campania ha eletto il suo nuovo sindaco: Diego Nicola D’Alterio, candidato della coalizione di centrosinistra, ha conquistato la fascia tricolore al primo turno delle elezioni comunali del 25 maggio 2025, con una netta affermazione. Secondo i dati ufficiali dello scrutinio, D’Alterio ha ottenuto 22.426 voti, pari al 51,14% delle preferenze, superando la soglia necessaria per evitare il ballottaggio e assicurandosi la carica di primo cittadino.

La coalizione a sostegno di D’Alterio, guidata dal Partito Democratico, ha dimostrato una solida compattezza, totalizzando 21.932 voti (50,80%) e conquistando 20 seggi in consiglio comunale. Il Partito Democratico si è confermato la forza principale con 7.642 voti (17,70%) e 7 seggi, seguito da Giugliano Democratica con 4.426 voti (10,25%) e 4 seggi. Ottimi risultati anche per la Lista Guarino (3.079 voti, 7,13%, 3 seggi), Italia Viva (2.499 voti, 5,79%, 2 seggi), il Comitato Civico Costiero (2.171 voti, 5,03%, 2 seggi) e Azione con Calenda (2.115 voti, 4,90%, 2 seggi).

Il principale sfidante, Giovanni Pianese, candidato del centrodestra, si è fermato a 19.571 voti (44,63%), ottenendo il ruolo di consigliere comunale. La sua coalizione ha raccolto 19.654 voti (45,52%) e 11 seggi. Tra le liste a suo sostegno, spiccano Fratelli d’Italia con 5.226 voti (12,11%, 3 seggi) e Forza Italia – PPE con 4.437 voti (10,28%, 3 seggi). Seguono Noi con Giugliano (2.836 voti, 6,57%, 2 seggi), Liberali e Riformisti NPSI (2.149 voti, 4,98%, 1 seggio), Unione di Centro (2.020 voti, 4,68%, 1 seggio), Vivere Giugliano (1.687 voti, 3,91%, 1 seggio) e Insieme per Giugliano (1.299 voti, 3,01%, 0 seggi).

Lontano dai due principali contendenti, Salvatore Pezzella ha ottenuto 1.852 voti (4,22%), con la sua lista omonima che ha raccolto 1.586 voti (3,67%), senza però ottenere seggi in consiglio.

Il totale dei voti validi per i candidati sindaco è stato di 43.849, mentre le liste hanno totalizzato 43.172 voti, con un totale di 31 seggi assegnati in consiglio comunale. Tuttavia, il vero vincitore di queste elezioni sembra essere l’astensionismo: su un totale di 98.855 elettori, solo 45.028 si sono recati alle urne, pari al 45,55%. Il partito dell’astensione a Giugliano totalizza il 54,55%; le schede nulle ammontano a 994, mentre le schede bianche a 185, evidenziando una significativa disaffezione verso il voto.

Confronto con le elezioni comunali 2020

Le elezioni comunali del 2020 a Giugliano in Campania, tenutesi il 20 e 21 settembre con ballottaggio il 4 e 5 ottobre, hanno visto l’elezione di Nicola Pirozzi come sindaco, sostenuto da una coalizione di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Giugliano Bene Comune, I Riformisti, Nicola Pirozzi Sindaco, +Giugliano Autonomia Costiera, In Polis, Repubblicani Democratici). Pirozzi ha vinto al ballottaggio con 17.894 voti (53,10%) contro Antonio Poziello (46,90%, 15.806 voti), sostenuto da Italia Viva, Verdi e liste civiche. Al primo turno, Poziello aveva ottenuto 21.438 voti (37,58%), Pirozzi 18.962 voti (33,24%), mentre il candidato del centrodestra Pietro Giuseppe Maisto (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega) si era fermato a 15.410 voti (27,01%). Una quarta candidata, Anna Organo (Potere al Popolo), aveva raccolto 1.234 voti (2,16%).

Affluenza

Nel 2020, l’affluenza al primo turno è stata del 64,33%, significativamente più alta rispetto al 45,55% del 2025, evidenziando un calo di circa 18,78 punti percentuali. Al ballottaggio del 2020, l’affluenza è ulteriormente scesa al 35,60%, un dato comunque inferiore al 2025, ma che riflette una tendenza simile di disaffezione elettorale. Il crollo dell’affluenza nel 2025 è stato influenzato da un clima di sfiducia, anche a causa delle indagini giudiziarie e del rischio di commissariamento per infiltrazioni camorristiche, che hanno condizionato la campagna elettorale.

Risultati elettorali

Nel 2020, il centrosinistra ha avuto bisogno del ballottaggio per vincere, mentre nel 2025 D’Alterio ha conquistato la vittoria al primo turno con una percentuale più alta (51,14% contro il 33,24% di Pirozzi al primo turno 2020). Il centrodestra, rappresentato da Maisto nel 2020 (27,01%), ha migliorato la sua performance con Pianese nel 2025 (44,63%), ma non abbastanza da superare il centrosinistra. La presenza di un terzo candidato competitivo nel 2020 (Maisto) ha frammentato il voto, mentre nel 2025 la competizione è stata più polarizzata tra D’Alterio e Pianese, con Pezzella che ha raccolto una percentuale marginale (4,22%).

Coalizioni

Nel 2020, la coalizione di centrosinistra includeva il Movimento 5 Stelle, che nel 2025 non è presente tra le liste di D’Alterio dato che non ha inteso partecipale alle elezioni, sostituito da forze come Italia Viva e Azione. Il Partito Democratico rimane il perno del centrosinistra in entrambe le tornate, ma nel 2025 ha rafforzato il suo peso (17,70% contro una performance meno dominante nel 2020). Il centrodestra, pur con liste simili (Fratelli d’Italia e Forza Italia presenti in entrambe le elezioni), ha mostrato una maggiore compattezza nel 2025, con un incremento dei voti complessivi (45,52% contro circa il 27% di Maisto nel 2020).

Contesto politico

Le elezioni del 2020 si sono svolte in un contesto di maggiore stabilità politica rispetto al 2025, quando Giugliano è stata segnata da un commissariamento seguito alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri e da indagini per infiltrazioni camorristiche. Questo ha probabilmente contribuito al calo dell’affluenza e al clima di sfiducia, come evidenziato anche da D’Alterio durante la campagna elettorale, quando ha invitato i cittadini a votare nonostante la disillusione.

Con questa vittoria, Diego D’Alterio si prepara a guidare Giugliano in Campania, forte di una coalizione ampia e di una maggioranza solida in consiglio comunale (20 seggi contro gli 11 del centrodestra). Tuttavia, il basso tasso di partecipazione (45,55% contro 64,33% nel 2020) rappresenta una sfida significativa per il nuovo sindaco, chiamato a riconquistare la fiducia di una cittadinanza disillusa. Rispetto al 2020, il centrosinistra ha consolidato il suo primato, vincendo al primo turno e migliorando la propria performance, mentre il centrodestra ha guadagnato terreno ma non abbastanza per ribaltare l’esito. L’astensionismo, però, rimane il dato più preoccupante, riflettendo una crisi di partecipazione che potrebbe influenzare la governabilità futura.

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