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Il Gattopardo: la nuova serie Netflix arriva in Italia il 5 marzo

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Il prossimo 5 marzo uscirà su Netflix la nuova serie tv tratta dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

A poco più di sessant’anni dalla celebre trasposizione cinematografica di Luchino Visconti (1963), Il Gattopardo – il romanzo storico di Giuseppe Tomasi di Lampedusa pubblicato postumo nel 1958 e diventato ben presto un caso editoriale – diventa una serie tv in 6 episodi, prodotta da Netflix e in arrivo sulla piattaforma il prossimo 5 marzo.


Il nuovo adattamento, le cui riprese sono state avviate nel 2023, è stato scritto da Richard Warlow e diretto da 3 registi: Tom Shankland dietro la macchina da presa per gli episodi 1-2-3-6, Giuseppe Capotondi e Laura Luchetti rispettivamente alla regia degli episodi 4 e 5.


Nel cast ritroveremo alcuni importanti attori italiani nel ruolo dei personaggi principali della storia. A Kim Rossi Stuart è affidato il ruolo del principe Fabrizio Salina, Benedetta Porcaroli è Concetta, Saul Nanni veste i panni di Tancredi, mentre Deva Cassel interpreta la figura di Angelica. A questi attori si aggiungono anche Paolo Calabresi, Francesco Colella, Astrid Meloni e Greta Esposito.


Girata e ambientata in Sicilia (tra Palermo, Siracusa e Catania), durante i moti rivoluzionari del 1860, questa nuova versione riprende fedelmente la trama dell’opera di Tomasi Lampedusa.

Al centro del romanzo, infatti, si colloca la figura del principe di Salina, don Fabrizio Corbera, mentre assiste con malinconia e ironico distacco alla fine del Regno borbonico e alla caduta degli ideali e dei privilegi che fino ad allora erano stati propri dell’antica aristocrazia.

La scena del ballo nella trasposizione di Luchino Visconti


A lui si contrappone il nipote Tancredi, affascinante e spregiudicato, che si unisce alla causa garibaldina e partecipa alla rivoluzione nazionale con l’intento di ritagliare per il suo ceto un nuovo spazio di potere all’interno delle classi dirigenti dello stato unitario.

Se vogliamo che tutto rimanga come è,
bisogna che tutto cambi

Per sancire ulteriormente l’alleanza di interessi con le nuove classi medie in ascesa, il giovane rampollo decide di sposare la bellissima Angelica, proveniente da una ricca famiglia borghese. Don Fabrizio asseconda Tancredi nelle sue decisioni pur conservando, nei confronti dei mutamenti storici in atto, il suo sguardo distaccato e conservatore, mentre già sente avvicinarsi la morte e, con essa, la fine di un’era.


In un impianto narrativo solo apparentemente ancora ottocentesco e naturalistico, gli avvenimenti storici e sociali della Sicilia del 1860 diventano metafora di una condizione esistenziale, di una vicenda tutta interiore, quella del principe Salina che filtra la realtà attraverso il suo sguardo lucido e pessimistico e si scopre debole e impotente di fronte a un cambiamento che non può evitare.


Proprio questa componente soggettiva ed esistenziale si presta bene a una riscrittura in chiave moderna e all’indagine del carattere complesso e turbato del reale che la nuova serie prodotta da Netflix intende condurre anche attraverso l’approfondimento psicologico dei personaggi. Per fare di un grande classico della letteratura una storia dal valore universale.

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