Quantcast
Connettiti con noi

Entertainment

“Dentro” il Calendario

Pubblicato

il

Schloss Eggenberg nella Stiria Austriaca

Da strumento indispensabile a destinazione di viaggio

Il lunghissimo periodo che copre il transito dal vecchio al nuovo anno, sommando festività natalizie ai weekend, è ormai terminato. Se, da un lato, ha permesso l’opportunità di concedersi qualche pausa in più dalla routine, dall’altra lascia quella spiacevole sensazione disorientante di aver perso la cognizione del tempo.

Il rimedio è molto semplice. Con l’inizio del nuovo anno, “si volta pagina”, anche se in passato ciò avveniva più letteralmente rispetto ad ora.

Una delle primissime azioni che si compivano a Capodanno era, infatti, posizionare in bella vista, in casa o al lavoro, il nuovo calendario, sia come gesto scaramantico, sia per “tornare in riga”, rispetto a impegni e buoni propositi; un’azione ormai desueta, visto che negli smartphone è contenuta una versione digitale del calendario, sempre aggiornato e a portata di mano.

Il calendario è uno strumento universale che fornisce una serie di informazioni convenzionali legate alle varie unità di tempo: oltre la data, il giorno, la settimana, il mese, possono essere evidenziate le fasi lunari, con altri dettagli astronomici; in quelli più completi, chiamati anche almanacchi, sono presenti anche ricorrenze storiche, anniversari e, secondo la tradizione cattolica, il nome del santo del giorno.

Inoltre, esso costituisce uno strumento essenziale per chi ama viaggiare: soprattutto, coloro che, non possedendo ampia capacità di adattamento (fondamentale per chi opta per i “last minute”), amano scegliere destinazione e sistemazione, consultano il calendario per far coincidere ferie con il periodo migliore per raggiungere la meta desiderata.

Tra queste righe, si inizia il nuovo anno, ripartendo sì dal calendario, ma secondo una prospettiva diversa: considerandolo non solo come uno strumento, ma come un’ispirazione al viaggio stesso.


L’esigenza di far coincidere il lavoro con l’alternarsi delle stagioni è sempre stata storicamente di vitale importanza, soprattutto per l’agricoltura e l’allevamento, e, proprio per questo, già dal periodo medioevale, si diffuse, nelle varie espressioni artistiche, il tema ricorrente della rappresentazione del “Ciclo dei Mesi”.

Ferrara, Salone dei Mesi presso Palazzo Schifanoia

A tal riguardo, in Italia, uno dei più importanti esempi risalenti al periodo rinascimentale è conservato nella regione Emilia. Nell’elegante città di Ferrara, l’immenso salone al piano superiore di Palazzo Schifanoia, (l’edificio che gli Estensi avevano fatto costruire, come suggerisce il nome, quale dimora per combattere la noia e per godersi a pieno il tempo) è il custode degli affreschi che rappresentano uno spettacolare calendario “da parete”.

Ferrara, Palazzo Schifanoia, Da destra a sinistra i mesi di giugno, Luglio, Agosto, Settembre

Borso d’Este, uno dei più importanti esponenti della dinastia estense, vista la sua imminente nomina a Duca della città di Ferrara, commissionò il progetto di questa incredibile sequenza di affreschi, unendo l’esigenza pratica di ampliamento a quella di rappresentanza, per vedere realizzata nel 1470, in una sola grande opera, autoreferenzialità e prestigio familiare.

 Ferrara, Salone dei Mesi, dettagli degli affreschi rappresentanti la vita contadina

Il piano nobile di Palazzo Schifanoia è uno splendido e imponente calendario per immagini: nelle 12 sezioni (gennaio e febbraio, purtroppo andate perse), realizzate da maestri pittori della Scuola Ferrarese, sono rappresentati i mesi dell’anno, le attività legate all’agricoltura e al commercio, i segni zodiacali, le divinità della tradizione greco-romana, scene d’amore e di caccia, animali reali e mitologici oltre che, ovviamente, le importanti vicende della famiglia e del committente.

Ferrara, Borso d’Este committente di Palazzo Schifanoia

Tantissimi i riferimenti storici, simbolici e allegorici da “catturare” e ogni visitatore può, nell’arco di uno o più giri, scegliere se andare in senso orario, antiorario o saltando da un mese all’altro in un ordine casuale, sentendosi, almeno nell’arco della visita, padrone del tempo.
Varcando i confini nazionali, nella regione austriaca della Stiria, il Castello di Eggenberg costituisce un connubio perfetto di simbolismo ed eleganza.

Austria, regione della Stiria, il cortile interno del Castello di Eggenberg

Fu inizialmente commissionato dal principe Hans Ulrich Von Eggenberg e realizzato da architetti italiani e fiamminghi nel periodo che va dal 1625 al 1685, diventando un importante riferimento dell’arte decorativa, dal barocco al rococò, nella regione stiriana.

Per esaltare l’importanza della famiglia committente e garantirne la giusta fama oltre i secoli,nessun dettaglio, tra pavimenti, arredi e stucchi, viene tralasciato: gli esterni eleganti, apparentemente discreti, celano un vero e proprio trionfo della decorazione.

 Austria, regione della Stiria, una delle quattro torri del Castello di Eggenberg 

Le scene rappresentate, alle pareti e sui soffitti, dai dipinti e dagli affreschi, suggerivano un’ideale di vita a cui aspirare: una sorta di giganti “cartoline di auguri”, immagini beneauguranti per un futuro di pace e armonia, per un mondo, allora come ora, sempre troppo pieno di scontri e conflitti.

 Austria, Regione della Stiria, la statua di Venere nel Giardino dei Pianeti del Eggenberg Schloss

A questo si aggiungono altre caratteristiche che rendono Eggenberg una residenza davvero speciale. Il castello è da ritenersi un modello esemplare di costruzione perfetta. Orientato secondo i punti cardinali, ognuna delle sue facciate riceve luce col trascorrere del giorno, definendone così anche la destinazione d’uso.

La sua architettura lo definisce come un vero e proprio calendario tridimensionale, come dimostrano i suoi numeri: ogni piano è formato da 31 stanze, 24 saloni, 4 torri, per un totale di 365 finestre, 52 porte e 60 finestre; parte del suo parco è destinata ad un giardino che riproduce, con l’ausilio di siepi, essenze e statue, il sistema solare con i pianeti e le divinità ad essi collegati. Come alle costellazioni invece si ispira il Planetarium, il più bello dei saloni, affrescato con i segni zodiacali, con i relativi dettagli alchemici e simbolici.

Lo Schloss Eggenberg è una gemma barocca che proprio quest’anno compirà 400 anni e sarà protagonista, per tutto il periodo di apertura, dal 26 aprile al 02 novembre 2025, di una iniziativa volta a valorizzare la regione, fungendo da ambasciatore più importante della bellezza della Stiria, per continuare a trasmettere il suo prestigioso passato e garantirne un futuro assicurato.


Quelli descritti, sono esemplari insoliti e spettacolari rappresentazioni di uno strumento diventato oggi quasi latente e scontato, ma che, ora come allora, rimane essenziale per dare un ordine al naturale caos, per non perdere le occasioni della vita e, ancora meglio, spingerci a crearne di nuove, non appena possibile.

Anche se le feste sono finite e le prossime date in rosso ancora lontane, ogni giorno potrebbe essere quello bello da festeggiare o quello giusto per ripartire, consapevoli che la dimensione immateriale più importante è una risorsa non rinnovabile. Perché non basta averne conto: del tempo, è imprescindibile averne contezza.

Pubblicità