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Gustave Courbet è “l’Ospite francese” del Museo di Capodimonte
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Il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli ospiterà uno dei più celebri dipinti di Courbet: Les Demoiselles des bords de la Seine (été)
Il Museo di Capodimonte ospiterà, per la prima volta a Napoli, Les Demoiselles des bords de la Seine (été) o Fanciulle sulla riva della Senna (estate), un celebre dipinto di Gustave Courbet, massimo esponente del Realismo pittorico francese.
L’opera, giunta a Napoli dal Petit Palais, Musée des Beaux-Arts di Parigi, sarà esposta nella sala sei del primo piano fino al 23 febbraio 2025. Nel corso di una mostra dal titolo: “L’Ospite francese. Gustave Courbet, Les Demoiselles des bords de la Seine (été)”.
Il capolavoro di Courbet è un olio su tela di grandi dimensioni (cm 174×206) realizzato tra il 1856 e il 1857. Quando l’artista lo presentò al Salon di Parigi, destò subito grande scalpore presso il pubblico e la critica accademica del tempo per il soggetto rappresentato e la resa fortemente realistica della composizione.
In uno spazio ben riconoscibile, lungo le rive della Senna, il dipinto ritrae due giovani donne, probabilmente due prostitute, che riposano sdraiate su un prato in un caldo pomeriggio d’estate. Nei loro volti assonnati e nelle loro posizioni disinvolte, oltre che attraverso le lumeggiature degli incarnati, Courbet ha voluto cogliere la realtà in tutta la sua immediatezza e nei suoi aspetti più quotidiani, concreti e “volgari”: la donna raffigurata in primo piano sembra appena assopita, mentre l’altra è distesa placidamente sull’erba, immersa nei propri pensieri, con in grembo un mazzo di fiori.
Se, da un lato, l’artista si ricollega, per la rappresentazione delle sue figure femminili, alla grande tradizione rinascimentale di Tiziano e Giorgione, dall’altro, la sua vocazione fortemente realista lo induce a privare la natura di qualsiasi rivestimento simbolico e di rifuggire ogni intento idealizzante, ispirandosi così alla pittura di stampo caravaggesco dei maestri spagnoli del Seicento, come Ribera.
La tecnica straordinariamente innovativa e personale di Gustave Courbet ha segnato un profondo cambiamento nella visione della realtà e della pittura, che, raccolto e proseguito dagli Impressionisti qualche decennio più tardi, non mancherà di affascinare e influenzare anche numerosi artisti napoletani del secondo Ottocento, come Domenico Morelli e Michele Cammarano.
Proprio le opere di questi ultimi, esposte al secondo piano del museo di Capodimonte, si confronteranno con l’opera di Courbet in un dialogo inedito e unico
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