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“La fine dei social. E dopo che succede?”: il saggio Mario Moroni
Pubblicato
2 anni fail

“La fine dei social. E dopo che succede” è il nuovo saggio Mario Moroni che affronta il rapporto con i social
Genere: Saggistica
Pagine: 242
Prezzo: 15,00 €
ISBN: 979-1221457988
“La fine dei social. E dopo che succede?” è il nuovo saggio di Mario Moroni, che segue all’irriverente e illuminante opera “Startup di merda”; dopo aver esplorato le zone grigie del mondo degli startupper, l’autore si inoltra nei meandri oscuri dove si nasconde la vera anima dei social media, e la stana per noi.
Moroni, però, non vuole iniziare una caccia alle streghe, in cui noi siamo i puri di cuore e il mondo social è il nemico da mettere sul rogo; su questo punto l’autore è molto chiaro: questo sistema, in cui noi viviamo allegramente e inconsapevolmente, e a volte per un tempo maggiore rispetto a quello che spendiamo nella realtà, è alimentato proprio da noi, e quindi non ne siamo assolutamente vittime.
Afferma Moroni nell’opera: «I social non sono né il Male, né la sua causa, semplicemente perché, come mi pare di aver infilato tra le righe, ma magari sbaglio, i social media fanno parte di un sistema che non è un virus alieno venuto da Andromeda per ridurci tutti in schiavitù, ma una cosa che abbiamo voluto e costruito noi, noi umani, personcine piene di paure e belle speranze, in perenne conflitto tra le prime e le seconde. I social media riflettono qualcosa che viene da molto molto lontano, e che è più vecchio di Matusalemme, e Tutankhamon: cioè il nostro cervello, lo stesso che ha inventato la ruota e chat GPT, quello che ha costruito il Taj Mahal, gli occhiali, i visori della realtà aumentata, e la (altra cosa a caso, fate voi)».
Stabilite le responsabilità, rimane da fare un percorso – che in questo testo avviene attraverso un angosciante countdown – per cercare di individuare i punti salienti di quella che è descritta a tutti gli effetti come una decadenza inevitabile: i social media sono in crisi, ed è una crisi nera, una di quelle da cui non c’è ritorno.
E allora, l’autore mette brillantemente al centro di tutto l’uomo e la sua opalescente umanità: un essere imperfetto, schiavo di un sistema che aveva promesso invece di liberarlo, di renderlo più felice, di arricchirlo, di non farlo mai sentire solo grazie all’iper-connessione.
Quest’uomo che, come in una delle ultime scene di quel capolavoro che è il musical “The Rocky Horror Picture Show”, striscia sulla superficie del pianeta, perso nel tempo, nello spazio e nel significato; Mario Moroni tenta di ritrovare quel senso perduto, e offre delle indicazioni per aiutarci ad abitare la digital society con coscienza, e senza smarrirsi nei suoi tortuosi sentieri.
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