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Orme confuse e impronte indelebili: Il viaggio infinito dei Re Magi
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2 anni fail

Il viaggio dei Re Magi: Oltre storia e leggenda, Epifania universale – Orme confuse e impronte indelebili
È religione, è letteratura, è arte, è suggestione e oltre: il racconto dell’Adorazione dei Re Magi al Bambino Gesù non è solo la rappresentazione di un viaggio tra i più conosciuti al mondo, ma anche la celebrazione stessa del viaggiare. In un intreccio di fatti naturali e segni divini, la profezia, cioè la predizione del futuro, si fa divinazione e coloro che sono dotati di grande sensibilità, capacità di osservazione e voglia di conoscenza si preparano a partire.
Oggi, come allora. Dei Magi si sa molto, non tutto e non è tutto certo, proprio come le orme sulla sabbia che si confondono subito dopo il loro passaggio: se fossero veramente dei re, se fossero solo tre, se fossero fratelli, partiti insieme o meno.
Nella Fede e nella Storia, il mistero è fascino. Si sa di certo, però, che fossero uomini saggi, studiosi dei fenomeni della natura e del cielo, “Stranieri sapienti, assetati di infinito”, così come li ha definiti Papa Francesco. Dal Vangelo di Matteo alle cronache di Marco Polo, passando per le scritture di Erodoto (da tutti considerato il primo vero grande viaggiatore della Storia), le notizie certe sulle tappe del percorso dei Re Magi si mescolano a quelle ipotetiche, consegnando a noi quel racconto fluido di storia e leggenda che affascina ancora i viaggiatori di tutte le culture.
Guidati dalla luce di quella che a loro appariva come una stella cometa (più verosimilmente, pare si trattasse di un fenomeno astrologico luminoso derivante da un allineamento di pianeti), essi pare siano partiti dalla Persia, l’odierno Iran, attraversando diversi territori come la Mesopotamia (parte dell’Iraq e Turchia attuali), l’Arabia Saudita e la Giordania, per arrivare in Israele, prima nella Gerusalemme di Erode e, infine, alla “grotta” di Betlemme.
Una carovana di viaggiatori con i loro cammelli dondolanti che attraversa paesaggi diversi, fatti di pietre e palme, una stella che splende di giorno e di notte, una meta senza nome che promette solo onde di emozione.
Coraggio e intraprendenza, senza aspettative. Un viaggio di passione, inteso nel suo duplice significato. In una sola parola, fede. Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, tre uomini di età ed etnia diversa, probabilmente di stirpe nobile, volevano non solo testimoniare il compimento della sacra profezia dell’arrivo del Messia, ma con il loro atto devozionale, dichiarare apertura al “nuovo”, un vero e proprio inno al futuro e alla speranza.
Il loro bagaglio era considerevole, ricchezze reali e spirituali: essi recavano con sé le proprie culture, le loro conoscenze e le loro tradizioni (persiane, indiane e arabe) e, ovviamente, doni importanti. Libri di scritture rilevanti, innanzi tutto; mussola, lino e stoffe pregevoli; porpora, cannella, aloe, curcuma, profumi e spezie pregiate; argento, perle e pietre preziose: questi i doni, oltre a quelli più famosi e simbolici.





La lucentezza e il peso dell’oro, l’ambivalenza della regalità; il fumo e profumo di incenso, quale segno ardente di sacralità; l’amaro lenitivo della resinosa mirra per la caducità della vita. Straordinariamente, il viaggio dei Magi continua anche dopo la fine della loro vita terrena. Le loro reliquie, infatti, suggeriscono altre mete di viaggio: inizialmente conservate a Costantinopoli (Istanbul di oggi), sono passate per Milano, contribuendo alla fondazione della chiesa di S. Eustorgio, per poi essere attualmente custodite nella cattedrale di Colonia. Inoltre, la rappresentazione della loro impresa nelle arti figurative ha aggiunto tappe (simboliche) postume al loro itinerario.
Infatti, quest’anno sono giunti anche a Napoli: in una semplice cornice che mette in risalto la scena principale, tra tocchi di rosso intenso e sfumature di azzurro, la splendida versione dell’”Adorazione dei Magi” di Sandro Botticelli (in prestito dal “Museo degli Uffizi” di Firenze) si aggiunge, eccezionalmente fino alla fine di gennaio, ai due dipinti stabilmente custoditi nel “Museo Diocesano di Donnaregina”, un’occasione imperdibile per ammirare la stessa trama in tre stili differenti. Al di là della spiritualità, è lo spirito di quegli uomini che colpisce e li accomuna a chi ama viaggiare.
Desiderare significa proprio chiedere, seguire, inseguire la stella; preparare il bagaglio è, contestualmente, portare con sé le proprie conoscenze e far spazio al nuovo; accogliere la sacralità dell’epifania, non strettamente in termini religiosi, ma più in generale, nella consapevolezza della bellezza del mondo. Continuiamo a viaggiare, dunque, in questo nuovo anno, (in tutti i modi possibili) proprio come i Magi, ambasciatori universali che hanno tramandato, seppur inconsapevolmente, l’importanza del viaggiare, oltre i confini del tempo, della storia e della leggenda.
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