Politica
Cosa ci rende sovversivə?
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3 anni fail

Sovversivə, la manifestazione ideata dalle studentesse di Prime Minister
Prime Minister è una scuola di politica nata quattro anni fa dall’esigenza di quattro donne di creare uno spazio dove venisse insegnato alle donne che la loro voce vale, che loro valgono.
La scuola nasce a Favara, in Sicilia, e ora le sue quindici sedi sono distribuite in tutta Italia. Le donne di Prime Minister conquistano anche Napoli: girando con la loro scuola itinerante, le studentesse si riappropriano dei luoghi della loro amata città.
I corsi durano un anno, con incontri una volta al mese, di sabato per andare in contro alle necessità delle studentesse. Ragazze dai quattordici ai diciannove anni prendono parte a lezioni frontali e workshop, miste a parti pratiche con l’ideazione di progetti.
A novembre avrà inizio la quinta edizione e ogni scuola potrà scegliere un tema a cui dedicarsi. Per quel riguarda la sede di Napoli, l’argomento di questo ultimo anno è stato “Democrazia voglio vivere”. Le studentesse si sono concentrate su progetti di attivismo, conclusisi con la creazione del festival Sovversivə.
Sovversivə è un festival sull’identità di genere che in questo weekend ha aperto le sue porte a discussioni che potremmo ritenere ribelli.
Le ragazze di Prime Minister si sono chieste come sovvertire temi come il corpo e il linguaggio. Gli ospiti della manifestazione, intervistati dalle stesse studentesse, si sono interrogati su cosa effettivamente significhi essere sovversivə. In una società che propone solo dibattiti stereotipati e non inclusivi quanto è sovversivo parlare di genere, sesso e femminismo?
«È sovversivə essere collettivi» ha dischiarato una studentessa prima dell’incontro con la scrittrice Francesca Cavallo.
L’autrice di Storie della buonanotte per bambine ribelli ha presentato per la prima volta a Napoli il suo libro Ho un fuoco nel cassetto. «I sogni possono rimanere nei cassetti, il fuoco finisce per bruciarti la casa» ha affermato la scrittrice parlando del senso di urgenza che l’ha spinta a raccontarsi nel libro.
Linguaggio inclusivo, libertà di espressione, attivismo ed emancipazione femminile sono solo alcuni degli argomenti affrontati durante i dibattiti. Incontri aperti e privi di pregiudizi hanno fatto del festival Sovversivə un vero e proprio salotto letterario della nuova generazione.

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