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Lalena: novecento al femminile

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Lalena
Foto copertina libro

Nicola Giocondo: “La città del racconto è Qualiano. Il racconto di Lalena è anche un bel viaggio tra detti napoletani e antichi proverbi contadini”

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Lalena, centenaria della profonda provincia italiana, attraverso i suoi ricordi rievoca, in un simpatico confronto con la nipote, generazione millennial, malinconie di un tempo e storie difficili, tormentate, spesso anche inquietanti delle donne del ‘900, i tentativi di un mondo misogino di svalutare la figura femminile, le difficoltà ad esternare le sensazioni e il proprio disagio aspirando alla libertà.

Confronti e ricerche di precise analogie tra due mondi, antico e moderno, che spesso sviluppano una crescente nostalgia per il passato.

Lalena racconta il punto di vista femminile, l’immaginario collettivo e modelli di comportamento fra tradizione e desiderio di emancipazione di adolescenti in fiore, adultere, angeli della famiglia, streghe, madri e mogli esemplari. Costrette in ruoli imposti, devono dimostrarsi all’altezza, realizzando il proprio sé attraverso il governo della loro natura.

Modernità e tradizione, spesso reputati in antitesi, vengono posti in raccordo, lasciando scoprire un modo di vivere la modernità tradizionalmente.

L’autore, Nicola Giocondo è un agronomo divulgatore agricolo che conosce bene quella realtà contadina. Questo racconto vuole essere esercizio utile e necessario oggi, in un periodo storico in cui l’idea della ruralità è ancora in crisi ma che sembra tornata a farsi sentiremin un momento in cui la gravità dei cambiamenti climatici rende non rinviabile un ripensamento di antichi valori e una nuova direzione agroecologia. È anche un punto di vista femminile dei principali avvenimenti del 900 raccontati attraverso storie di persone semplici.

Tre sindaci storici del comune di Qualiano (Schiano, Cacciapuoti e Morgera) commenteranno alcuni brani del libro mentre il sindaco in carica concluderà la discussione. 

A riguardo l’autore ha dichiarato: “La città del racconto è Qualiano. Il racconto di Lalena è anche un bel viaggio tra detti napoletani e antichi proverbi contadini. Ogni capitolo si apre con una nenia napoletana. Lalena racconta la gente del suo paese, povera mai misera. Analfabeti colti (un’espressione che attribuisco al parroco)”

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