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Politica

M5S, Tribunale di Napoli rigetta ricorso di Conte

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Avellino

I vertici del Movimento 5 Stelle restano ancora congelati; il Tribunale di Napoli non ha ammesso la mancata conoscenza del regolamento datato 8 novembre 2018

Nulla di fatto, restano sospesi i vertici del Movimento 5 Stelle, compresa la guida affidata a Giuseppe Conte.

Il tribunale ha rigettato il ricorso presentado dall’ex Presidente del Consiglio dei Ministri. Il ricorso, infatti, mirava alla revoca dell’ordinanza di sospensione dello Statuto e della sua stessa nomina a presidente del M5S.

Non è servita la contestazione dei legali del Movimento 5 Stelle. Gli avvocati, infatti, avevano impugnato la sospensiva, spiegando che Conte e i vertici pentastellati non fossero a conoscenza del regolamento del 2018 che permetteva l’esclusione dal voto degli iscritti da meno di 6 mesi. Proprio quella esclusione aveva spinto il Tribunale a sospendere i vertici del Movimento. Proprio tale fattispecie è richiamata tra le motivazioni del rigetto del ricorso, nella pronuncia firmata da Francesco Paolo Feo.

“Rilevato che l’istanza in esame si fonda sulla produzione del documento qualificato ‘regolamento’, datato 8 novembre 2018, dunque già da tempo esistente al momento dell’adozione delle delibere impugnate e che avrebbe legittimato l’esclusione dal voto degli iscritti da meno di sei mesi (sicché sarebbe superata, secondo l’istante, la motivazione sulla base della quale il Tribunale è giunto alla pronuncia di sospensione); tale documento, stante quanto prospettato nell’istanza di revoca, non sarebbe stato prodotto prima in giudizio perché, di esso, l’istante Associazione sarebbe venuta a conoscenza solo dopo la pronuncia dell’ordinanza di sospensione”. Si legge nell’ordinanza di rigetto.

Nella pronuncia è riportato, inoltre, che“il dedotto ‘regolamento’ è atto promanante dalla stessa Associazione che lo ha prodotto in giudizio, trattandosi di atto ad essa interno, regolante un aspetto fondamentale della sua organizzazione e del suo funzionamento ed emanato dagli stessi organi apicali dell’Associazione e quindi da intendersi per ciò stesso conosciuto, o comunque sicuramente conoscibile, fin dalla sua adozione, né potendo evidentemente aver rilievo, sul piano della sua conoscibilità, il fatto che la funzione di organi rappresentativi dell’ente fosse, al momento della introduzione di questo contenzioso, rivestita da persone diverse da quelle del tempo in cui il regolamento fu adottato (peraltro la funzione di presidente del Comitato di Garanzia al momento della convocazione dell’assemblea per l’adozione delle delibere impugnate era rivestita dalla stessa persona che la rivestiva al momento della assunzione del regolamento)”.

Secondo quanto riportato sarebbe possibile per i vertici non sapere dell’esistenza del regolamento.

Nel frattempo i vertici del Movimento 5 Stelle proseguono sulla strada della nuova assemblea degli iscritti prevista per il 10 e 11 marzo.

Per ulteriori risvolti sulla vicenda bisognerà attendere l’udienza di merito in programma per il 5 aprile.

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