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Bacoli: la particella della discordia
Pubblicato
5 anni fail

Il Sindaco dovrebbe evitare che soluzioni – anche giuste – ad un problema ne creino altri
La “particella 622”, il tratto di Casevecchie che va dalla foce alla Finanza, è la “particella” della discordia.
Questo perché il TAR del 25 ottobre 2018 ha giudicato che l’arenile spetta non al “Centro ittico” – di cui le attività esistenti dagli anni ‘80 erano concessionarie – ma al Comune.Comune il cui Consiglio del 30 aprile ha deciso che “l’area manterrà destinazione ad uso pubblico, ovvero arenile libero; non verranno fatti bandi né concessioni; si provvederà al ripristino dello stato dei luoghi con sgombero degli occupanti ed eliminazione dei manufatti”.
Noi che difendiamo i beni comuni, condividiamo lo “spirito” di questa decisione soprattutto se finalizzata a ripristinare la legalità e recuperare ai cittadini spazi che oggettivamente oggi fanno schifo.
Non ci convince però l’Amministrazione quando – nell’attuazione di questo indirizzo – fa di “tutt’erba un fascio” e non distingue in una realtà complessa fatta da più attività, alcune diverse dalle altre.
Alcune infatti hanno prodotto degrado, altre non hanno allargato la “baracca” ma presentato – ben prima dei fatti recenti – progetti di bonifica ignorati dal Comune.
Alcune che si atteggiano a “padrone” della spiaggia, altre hanno accettato di sgomberare e di pagare i lavori pur di continuare a lavorare – anche tramite bando – solo i mesi estivi.Alcune che non hanno pagato le tasse, altre che l’hanno fatto e lo continuano a fare nonostante la rescissione del loro contratto col CIC – anno 2017 – che invece continua – a che titolo ? – a introitare.
Chi depreda, deturpa, specula, evadendo le tasse e sfruttando il lavoro, va fermato ma non si possono ignorare del tutto quelle attività che rispettano il mare, che pagano le imposte, che tengono i ragazzi “a posto”, lavoratori che rischiano di trovarsi in mezzo una strada.
Queste richieste – reiterate da alcuni operatori – di buttare giù i manufatti e riqualificare – a proprie spese – l’area pur di tutelare o riconvertire i posti di lavoro, non sono state finora accolte.
Così però la delibera n. 53 – di cui abbiamo premesso l’importanza e di cui approviamo lo “spirito” – diventa solo l’ennesimo strumento del Sindaco per diffondere anatemi e raccogliere like.La capacità politica-amministrativa di un Sindaco dovrebbe infatti essere quella di evitare che una soluzione – anche giusta – ad un problema ne crei altri.
Nota Stampa Associazione Il Pappice

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