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COVID-19: Richiesta differimento e proroga scadenze in materia di sicurezza antincendio

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Vigili del Fuoco
Foto da Pixabay

L’Associazione Nazionale delle Professioni Tecniche, ha scritto al comandante Nazionale del Corpo dei Vigili del Fuoco argomentando le difficoltà ad accessi ed ai limiti dei vari DPCM

A seguito dei vari DPCM del mese di marzo, che comportano un rallentamento nelle attività soggette ai controlli da parte dei Vigli de Fuoco, sulle relative attività di professionisti antincendio iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno. In particolare, le attività legate ad una scadenza temporale che non sarà possibile ottemperare per ragioni di rallentamento e/o blocco delle attività professionali, per inaccessibilità ai luoghi, per impossibilità a completare le opere di adeguamento previste.

L’Associazione Nazionale delle Professioni Tecniche, ha scritto al comandante Nazionale del Corpo dei Vigili del Fuoco (Ing. F.Dattilo), argomentando le difficoltà ad accessi ed ai limiti dei vari DPCM; chiedendo  “ Per le scadenze  in materia di sicurezza antincendio per il quale l’emergenza in oggetto ne impedisse l’ottemperanza, si chiede il differimento per un periodo congruo alla durata delle restrizioni imposte alle attività produttive e professionali, comunque non inferiore a 120 giorni dalla ripresa delle attività dei Comandi territoriali, salvo giustificati motivi di emergenza o priorità definite dagli stessi”.      

Con Circolare Ministero dell’Interno a firma del Direttore Centrale si comunica la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei vari procedimenti e/o provvedimenti e la validità delle autorizzazioni in scadenza tar Gennaio 2020 ed Aprile 2020 con differimento al 15 Giugno 2020.

Restiamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento                                                                     

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Luce e architettura, le nozioni e i nuovi strumenti tecnologici

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luce architettura lampadina architettura tecnologia.jpg
Foto di Colin Behrens da Pixabay

Continua la nostra carrellata sull’utilizzo della luce in architettura in particolare parliamo delle nozioni di base e delle nuove tecnologie a nostra disposizione

Dopo la nostra introduzione riguardo luce e architettura passiamo ora al dettaglio le nozioni di base e i nuovi strumenti tecnologici nel settore. La scelta è notevolmente vasta. Tantissimi prodotti ma anche diverse forme di illuminazione. I led e la fibra ottica sono oggi le maggiormente diffuse ma ulteriori progressi si stanno facendo con inserimento di tessuti fotoilluminati.

Che dire illuminare la vostra casa non è mai stato così entusiasmante!

Il Lux, l’unità di misura dell’illuminazione

Cominciamo a capire di cosa stiamo parlando e di quanta ne abbiamo bisogno. Tecnicamente la luce si misura In “LUX” corrispondente alla quantità di luce che arriva su una determinata superficie e non alla quantità emessa dalla fonte luminosa. Un’intensa giornata di sole può generare circa 10.000 lux all’esterno, che si riduce anche di 10 volte vicino alla finestra, ma spazi, arredi e finiture potrebbero ridurla anche a meno di 100 lux nelle parti più nascoste nella vostra casa. Un parametro da considerare è l’età degli utenti, più si è avanti più si necessita di luce. Per esempio ad un quarantenne occorre tre volte quella di un bambino di 10 anni mentre a un sessantenne ben 15 volte. Di seguito riporto una tabella esemplificativa dei prodotti dalla luce naturale.

LIVELLI LUX PER ESTERNO

CREUPUSCOLO 10 LUX
GIORNATA MOLTO BUOIA 110 LUX
GIORNATA NUVOLOSA 1075 LUX
LUCE DIURNA 10750 LUX
LUCE DIURNA MOLTO INTENSA 107500 LUX

LIVELLI LUX PER INTERNO

MINIMO DI SICUREZZA DI MOVIMENTO 50 LUX
TEATRO A LUCI ABBASSATE 100 LUX
AREA DI SOGGIORNO 200 LUX
AREA DI LAVORO (ES. CUCINA) 300-500 LUX
LETTURA E LAVORO ALLA SCRIVANIA 500-750 LUX
DISEGNO E LAVORO DI DETTAGLIO 1000-1500 LUX

Livelli di illuminamento e consumi energetici

I livelli di illuminamento e i consumi energetici sono strettamente legati. Come già accennato le superfici riflettono la luce, in realtà ne trattengo una parte, questo dipende molto dal tipo di superficie, superfici opache ruvide e assorbono di più rispetto a quelle lucide e chiare. Ciò determina che se avete ambienti più chiari vi occorrerà un livello inferiore di lux per raggiungere il corretto livello di illuminamento. Tutto questo ovviamente si traduce anche in termini di consumo. Dovete sapere che in una famiglia media circa il 10% dell’energia elettrica consumata è dovuta all’uso della luce artificiale e alla tipologia di fonte luminosa. Esempio una vecchia lampadina ad incandescenza produce solo il 5% di luce il resto dell’energia consumata si trasforma in calore. Mentre già le lampadine fluorescenti ne producono il 75%. Oggi però abbiamo a disposizione una vasta gamma di punti luminosi che oltre ad avere un ridotto consumo di energia hanno la possibilità diverse temperature e quindi di colorazione, nonché la possibilità di controllare l’intensità attraverso un dimmer. Di seguito riporterò alcune buone abitudini che vi consentiranno di ridurre quella quota del 10/15% di consumo energetico portandola tra il 2 e il 4 percento.

– Sostituite lampade di vecchia generazione con quelle a led;
– Mantenete sempre pulite le fonti luminose egli eventuali paralume;
– Nelle aree esterne e di servizio utilizzare e installate sensori di presenza;
– Dirigete la voce lì dove occorre;
– Sfruttate al massimo la luce naturale;
– Spegnete sempre le luci nelle stanze vuote;
– Scegliete la potenza di illuminazione adeguata;

La misurazione dei LUX è elemento fondamentale per la buona progettazione e per trovare soluzioni uniche per i vostri spazi. Rivolgetevi sempre un buon architetto che soddisfi appieno le vostre esigenze.

La prossima volta parleremo di come sfruttare al meglio la luce naturale e quanti aspetti da tenere in considerazione per la buona illuminazione. Poi ci dedicheremo ai tipi du illuminazione e infine qualche consiglio per illuminare ogni singolo spazio.

Vi auguro un buon fine settimana!

Arch. Aniello Tirelli
In collaborazione con lo studio NoiArchitetti

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Covid-19, sicurezza del settore alimentare: tutte le regole da rispettare

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supermercato cibo alimenti

Una guida completa su come comportarsi per salvaguardare la sicurezza sul lavoro del settore alimentare ai tempi del Covid-19

Covid-19 affrontiamo la sicurezza nel settore alimentare. Molte aziende del settore alimentare ci chiedono se le Procedure Haccp debbano essere revisionate prendendo in considerazione il rischio di contaminazione da COVID-19.

Il settore alimentare ha già delle regole e dei protocolli precisi per la gestione dei rischi e la tutela della salute (in primo luogo l’HACCP) che offrono un valido supporto per la prevenzione della contaminazione dei cibi.

Best Practices

Tra le “best practices” in tempi di covid-19 per la sicurezza del settore alimentare, troviamo le procedure per la pulizia e l’igiene degli ambienti. La suddivisione e separazione delle diverse aree di lavoro. Il controllo dei fornitori, stoccaggio, distribuzione e trasporto, igiene del personale e idoneità al trattamento di cibi e bevande.

I protocolli di igiene alimentare stabiliscono i punti chiave per ciascuna fase di trasformazione, produzione e commercializzazione, che devono comunque essere rivisti per garantire la sicurezza in relazione al rischio di contagio da Covid-19.

L’OMS consiglia di avere un team o una persona designati al rispetto del protocollo HACCP all’interno delle aziende che trattano prodotti alimentari, coinvolgendo gli stessi in qualsiasi discussione o piano di sicurezza, e valutando misure aggiuntive, a seconda dell’attività svolta e del particolare contesto.

Lo scopo principale di tutte le linee guida emanate dall’OMS è quella di mantenere l’integrità della catena alimentare. Questo oltre a garantire la disponibilità di forniture alimentari adeguate e sicure per i consumatori.

Nella guida redatta dall’OMS, ci si riferisce principalmente ai lavoratori che toccano direttamente i cibi, o che trattano alimenti sfusi come parte del loro lavoro. Incluso il personale che per vari motivi può toccare le superfici a contatto con gli alimenti o altre superfici nei locali in cui il cibo viene manipolato. Inclusi quindi chi dirige o gestisce le aree produttive, addetti alle pulizie, manutentori delle attrezzature professionali, addetti alle consegne, addetti al controllo dei cibi e supervisione.

Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare: le raccomandazioni dell’OMS

In generale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda alle persone con sintomi di restare a casa. Per questo motivo è importante che i lavoratori del settore conoscano e sappiano riconoscere i sintomi del Covid-19 fin dalle prime manifestazioni. Gli operatori del settore alimentare devono fornire una guida scritta per il personale.

Questo sulla segnalazione di tali sintomi e sulle procedure di esclusione dai luoghi di lavoro. In tal senso vi consiglio di leggere anche qui per avere maggiori informazioni.

Il riconoscimento tempestivo dei sintomi consente di ricorrere a cure mediche e ai test necessari per ridurre al minimo il contagio di altri colleghi di lavoro. Ricordiamo che i sintomi più comuni del Covid-19 sono:

  • febbre (37,5 °C o superiore);
  • tosse (secca o grassa)
  • respiro corto
  • difficoltà di respirazione
  • affaticamento

Il personale che lavora nei locali in cui vengono manipolati i cibi (ristoranti, laboratori alimentari, aziende di produzione, commercializzazione, trasporto, salumerie, supermercati con banco salumeria, consegna a domicilio) deve ricevere istruzioni per iscritto e adeguata formazionesu come prevenire la diffusione di Covid-19.

Le normali procedure di lavoro nel settore alimentare devono garantire che i lavoratori infetti, o che presentano sintomi, siano esclusi dalle strutture in cui si manipolano gli alimenti.

Il personale che riscontra problemi di salute o mostra sintomi riconducibili al virus non deve trovarsi nei luoghi di lavoro e deve essere informato in via preventiva su come contattare l’assistenza medica in caso di necessità.

Cosa fare nei casi di infezioni

Eventuali persone infette che manipolano alimenti possono infatti contaminare il cibo con cui sono a contatto, o le superfici nelle aree di lavorazione, attraverso la tosse, gli starnuti, o con le proprie mani.

Si tenga conto che, in alcuni casi, le persone infette posso essere asintomatiche o pre-sintomatiche (cioè che hanno contratto il virus ma non presentano al momento sintomi riconoscibili), oppure presentare sintomi lievi che possono essere facilmente trascurati.

Alcune persone infette che non presentano ancora sintomi si sono dimostrate contagiose e in grado di diffondere il virus. Ciò sottolinea la necessità per tutto il personale che lavora nell’industria alimentare, indipendentemente dal loro apparente stato di salute, di praticare l’igiene personale e di usare in modo appropriato i dispositivi di protezione personale come guanti e mascherine.

I membri dello staff che presentano sintomi di Covid-19 devono contattare l’azienda telefonicamente (o tramite email) in modo che possano essere intraprese le necessarie misure.

Regole stringenti riguardo la sicurezza alimentare

Tutte le pratiche legate alla sicurezza alimentare dovrebbero essere applicate secondo gli standard più stringenti, incluse:

  • corretta igiene delle mani (lavaggio con acqua e sapone per almeno 20 secondi);
  • uso frequente di disinfettanti per le mani a base alcolica;
  • igiene respiratoria (coprire la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce, buttare subito fazzolettini e salviette usate e poi lavarsi le mani);
  • frequente pulizia e sanificazione delle superfici di lavoro e dei punti a maggior contatto, come le maniglie delle porte;
  • evitare il contatto ravvicinato con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie, come tosse e starnuti.

I guanti possono essere usati dagli operatori del settore alimentare come misura preventiva. Ma devono essere cambiati frequentemente e le mani devono essere lavate tra i cambi di guanti, e dopo che i guanti vengono rimossi.

I guanti devono essere cambiati anche dopo aver svolto attività non legate al cibo, come l’apertura e chiusura manuale delle porte e lo svuotamento dei contenitori.

Gli operatori del settore alimentare dovrebbero essere consapevoli del fatto che indossare i guanti può consentire ai batteri di accumularsi sulla superficie delle mani, quindi il lavaggio delle mani è estremamente importante quando si rimuovono i guanti per evitare la successiva contaminazione del cibo.

Regole d’oro per proteggersi e proteggere

Bisogna anche prestare attenzione a non toccarsi bocca, naso e occhi quando si indossano i guanti. Un grave errore è considerare i guanti monouso come sostituti del lavaggio delle mani. Il virus Covid-19 può contaminare i guanti monouso (nello stesso modo in cui vengono contaminate le mani “nude”).

Bisogna fare molta attenzione anche a come ci togliamo i guanti: la rimozione di guanti monouso può portare alla contaminazione delle mani. Inoltre, indossare guanti monouso può dare un falso senso di sicurezza e può far sì che il personale non si lavi le mani con la frequenza necessaria.

Ricordiamo sempre che il corretto lavaggio delle mani è una barriera protettiva che protegge maggiormente rispetto all’indossare guanti monouso.

Le aziende alimentari devono assicurare che siano forniti adeguati dispositivi sanitari per evitare la contaminazione di cibi e superfici, e il contagio da persona a persona, mettendo in opera adeguate procedure e controlli per essere sicuri che i lavoratori si lavino le mani in modo frequente ed efficace (l’OMS ritiene adeguato il normale sapone e l’acqua corrente calda per il lavaggio delle mani).

Distanziamento e disinfettanti

I disinfettanti per le mani possono essere utilizzati come misura aggiuntiva, ma non devono sostituire il lavaggio delle mani.

Il distanziamento fisico è molto importante per aiutare a rallentare la diffusione di Covid-19. Ciò si ottiene riducendo al minimo il contatto tra individui potenzialmente infetti e individui sani. Tutte le imprese del settore alimentare dovrebbero seguire le indicazioni per il distanziamento fisico per quanto ragionevolmente possibile.

Le linee guida dell’OMS raccomandano un distanziamento di almeno 1 metro. Laddove l’ambiente di produzione alimentare rende difficile mantenere questa distanza minima, i datori di lavoro devono considerare quali misure alternative mettere in atto per proteggere i dipendenti.

Esempi di misure pratiche per applicare il distanziamento sono le seguenti:

  • sfalsare le postazioni di lavoro su entrambi i lati delle linee di lavorazione, posizionandole in modo che i lavoratori non si trovino l’uno di fronte all’altro;
  • fornire dispositivi di protezione personale (DPI) come mascherine per il viso, retine per capelli, guanti monouso, abiti da lavoro puliti e scarpe da lavoro con antiscivolo. Nel caso di ristoranti, negozi alimentari, supermercati con banco alimentari e macelleria e attività che producono cibi pronti e cotti, l’uso di tali dispositivi deve essere considerato come normale routine. Quando i dispositivi di protezione vengono indossati durante tutte le attività, è infatti possibile ridurre la distanza tra i lavoratori.
  • distanziare le postazioni di lavoro (il che può richiedere un rallentamento delle linee di produzione).
  • limitare il numero di persone che si trovano nei locali in un dato momento;
  • organizzare il personale in gruppi di lavoro per ridurre l’interazione e il contatto fra gruppi.

L’Operatore del Settore Alimentare (OSA) deve garantire la conformità di alimenti e mangimi ai requisiti di sicurezza, verificando altresì che le imprese da lui controllate rispettino le disposizioni di legge inerenti alle loro attività in tutte le fasi della preparazione, trasformazione e distribuzione.

Compiti del datore e dei lavoratori

È compito dei datori di lavoro sottolineare l’importanza di lavarsi le mani più frequentemente e mantenere buone pratiche igieniche, oltre che di pulire e disinfettare più frequentemente le superfici che vengono toccate regolarmente.

I lavoratori del settore alimentare devono essere consapevoli dei sintomi di Covid-19, informare il loro datore di lavoro e consultare un medico se pensano di avere sintomi della malattia.

Come preservare il distanziamento

Vitale per la salvaguardia del Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare è il distanziamento. Il mantenimento del distanziamento fisico nei locali in cui è possibile acquistare alimenti è fondamentale per ridurre il rischio di trasmissione della malattia. Le misure pratiche che possono essere utilizzate dai titolari includono quanto segue:

  • limitare il numero di clienti che entrano per evitare il sovraffollamento;
  • Posizionare dei cartelli nei punti di ingresso per richiedere ai clienti di non entrare nel negozio in caso di malessere o con sintomi compatibili con il Covid-19;
  • Gestione dei clienti in fila per entrare, in linea con i consigli sulla distanza fisica sia all’interno che all’esterno dei locali;
  • Fornire disinfettanti per le mani, disinfettanti spray e salviette di carta usa e getta nei punti di ingresso del locale;
  • Marcare il pavimento all’interno del locale per facilitare il rispetto del distanziamento fisico, in particolare nelle aree più affollate, come banconi di servizio e casse;
  • Fare annunci regolari per ricordare ai clienti di seguire i consigli di distanziamento fisico e di lavarsi le mani regolarmente;
  • Introduzione di barriere in plexiglass a casse e banconi, come ulteriore livello di protezione per il personale;
  • Incoraggiare l’uso di pagamenti senza contatto;
  • Pubblicare i consigli per la pulizia di borse, sacche e contenitori in cui saranno riposti i prodotti alimentari acquistati.

La sanificazione

Contro il Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare per questo tipo di attività è importante minimizzare i rischi di diffusione con la pulizia e la sanificazione regolare di punti ad alto contatto (ad esempio: carrelli per la spesa, maniglie e corrimano, bilance usate dai clienti in negozi e supermercati). Alcune azioni che vale la pena mettere in atto come misure di prevenzione sono le seguenti:

  • Fornire salviette (o altri prodotti per la sanificazione) per pulire le maniglie dei carrelli o dei cestini della spesa da parte dei clienti; oppure incaricare il personale di disinfettare le maniglie dei carrelli della spesa dopo ogni utilizzo;
  • Lavaggio e pulizia frequente di articoli che vengono a contatto con cibi non confezionati (come mestoli, pinze, coltelli e altri utensili);
  • Mantenere le porte aperte, ove sia possibile, per ridurre al minimo il contatto con le maniglie.

L’esposizione “aperta” di alimenti (in inglese “open food display”) consente al pubblico di prendere direttamente con le proprie mani gli articoli riposti all’interno di scaffali, banconi e frigoriferi. Ovviamente anche questo aspetto può essere percepito come un fattore di rischio, e deve essere gestito in modo corretto.

Sebbene alcuni consumatori percepiscano il rischio di infezione derivante dall’esposizione aperta di alimenti, attualmente non ci sono prove scientifiche che suggeriscano che il cibo sia associato alla trasmissione del virus Covid-19.

Spesso cattiva abitudine avere il banco esposizione salumeria non con copertura curva, ma diritta per appoggiare esposti e sfusi prodotti che a loro dire i clienti vedono meglio, ma così facendo il cliente e l’operatore parlano sui cibi esposti con relativa contaminazione di goccioline di saliva, che fuoriescono normalmente nel parlare.

L’esposizione degli alimenti

Al pari del punto precedente per La salvaguardia del Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare è importante mantenere buone pratiche igieniche intorno agli espositori di alimenti. Ad esempio espositori di prodotti freschi (frutta e verdura) e prodotti da forno. È bene consigliare ai consumatori di lavare frutta e verdura con acqua potabile prima del consumo. Sia i clienti che il personale devono osservare rigorosamente le buone pratiche di igiene personale.

In modo particolare quando si trovano in prossimità delle aree in cui vengono esposti i prodotti alimentari.

Alcune misure utili in questi casi sono le seguenti:

  • Lavare e sanificazione frequentemente tutte le superfici e gli utensili a contatto con gli alimenti;
  • Richiedere ai lavoratori che si occupano della preparazione dei cibi di lavarsi spesso le mani.
  • Se si usano i guanti, questi devono essere cambiati prima e dopo la preparazione del cibo;
  • L’operatore di cassa non può manipolare alimenti e viceversa. Per cui la cassa è una persona dedicata e con maggior accorgimenti igienici, in quanto maneggia i soldi grande veicolo di contaminazione.
  • Richiedere ai lavoratori che si occupano di preparare i cibi di pulire e igienizzare frequentemente i banchi, gli utensili di servizio e i contenitori ;
  • Rendere disponibile il disinfettante per le mani ai consumatori che entrano ed escono dai locali;
  • I gestori dovrebbero evitare l’esposizione aperta di prodotti da forno non confezionati (meglio usare confezioni in plastica, cellophane o carta). Laddove i prodotti da forno sfusi sono esposti al pubblico, è preferibile che siano collocati all’interno di vetrine in plexiglass e servite dal personale ai clienti usando le pinze.
  • Nei punti vendita deve essere garantito solo l’ingresso di un numero di persone tale da assicurare il giusto distanziamento tra le persone. Ciò si traduce nell’accesso di una persona alla volta (più un massimo di due operatori dell’esercizio commerciale) per locali fino a 40 mq. Mentre per aree di dimensioni superiori l’ingresso deve essere regolamentato in funzione degli spazi disponibili. Inoltre è necessario regolare gli accessi in modo da garantire lo smaltimento delle code alla casse.
  • Gli esercizi commerciali devono mettere all’ingresso del punto vendita una segnaletica di divieto di accesso in caso di sintomi simil-influenzali compatibili con il Covid-19 e di  istruzioni sul comportamento che il cliente deve tenere all’interno.
  • Carrelli e cestini devono essere puliti e disinfettati spesso, con particolare attenzione alle maniglie. La stessa raccomandazione vale anche per le superfici maggiormente toccate dai clienti: maniglie di banchi o armadi frigoriferi, tastiere/touchscreen, bilance, nastri trasportatori e aree di deposizione dei prodotti in cassa, aree di imbustamento e tastiere dei terminali POS.

Del resto dovrebbe essere sempre così, Covid-19 o meno

Noterete come tante precauzioni ci sembrino scontate e normali da applicare e pretendere. Perché così andrebbero fatte da sempre. Ma sempre per il nostro senso di fretta e di essere infallibili ed eccessivamente sicuri ci porta a perdere il livello di allarme e di attenzione e diventiamo tutti superficialmente pericoli per noi e per gli altri.

Restiamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, menzionando l’articolo di interesse alla mail: etconsulting2003@gmail.com

Dott.G. Esposito
Energy & Safety Manager

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Covid-19, Cantieri: cosa devono e non devono fare datori e lavoratori

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cantiere gru sicurezza sul lavoro
Foto di Convegni_Ancisa da Pixabay

Emergenza Coronavirus COVID-19. Indicazioni Protocollo per i Cantieri Temporanei e Mobili: la quinta parte della nostra guida

Continuiamo l’esposizione di protocolli ed indicazioni per ripresa lavori, specialmente nei Cantieri Edili temporanei o mobili:

Compiti Ruoli Responsabilità

Datore di Lavoro DEVE :

  • Se un lavoratore in cantiere fosse risultato positivo al COVID-19 deve assicurarsi che tutti i lavoratori che possano essere entrati in contatto con lui vengano sottoposti alle previste verifiche e controlli da parte degli organi sanitari.
  • Aggiornare il POS con le indicazioni specifiche aggiuntive per l’emergenza COVID-19.
  • Richiedere la sospensione dei lavori al Committente / RL / RUP e/o al Direttore dei Lavori nel caso non si possano rispettare le disposizioni di sicurezza (distanza minima di 1 m tra i lavoratori o, in alternativa, utilizzo di mascherine di protezione) con il ricorso se necessario alla Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO), per il tempo strettamente necessario al reperimento degli idonei DPI.
  • Allontanare un lavoratore nel caso in cui non rispetti le norme igieniche e di sicurezza.
  • Deve informare i lavoratori circa le misure d’igiene e sicurezza da attuare ai sensi dell’Allegato 1 del DPCM 08/03/2020 e ai sensi dell’art. 2 del DPCM 08/03/2020 e confermate dai DPCM 9 e 11 marzo 2020. Tale documentazione deve essere consegnata al lavoratore e firmata per presa visione.
  • Deve assicurarsi che i numeri per le emergenze COVID-19 siano aggiunti ai Numeri Utili già conservati in cantiere.
  • Stabilisce/Verifica chi tra direttore di cantiere/capocantiere/preposto debba far rispettare agli operai le misure d’igiene e sicurezza sovra citate.
  • Provvede a mettere a disposizione dei lavoratori mascherine, guanti, soluzioni disinfettanti mani e tutti i prodotti per la sanificazione di ambienti, mezzi e attrezzature.
  • Provvede a rendere quotidiane le pulizie/igienizzazioni dei baraccamenti ad opera di ditte esterne specializzate.
  • Può proporre al Committente/RL la sospensione delle attività di cantiere.

Datore di Lavoro NON Deve

  • Non deve recarsi a lavoro nel caso in cui presenti sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C).
  • Non deve recarsi a lavoro nel caso in cui sia stato a contatto con persone sottoposte alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.

COMMITTENTE/RESP.LE LAVORI DEVE:

  • Verificare che il CSE stia provvedendo a coordinare i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi a seguito delle nuove disposizioni per il COVID-19 (distanza minima,nuovi DPI, igienizzazione, turnazioni servizio mensa e spogliatoio..) nonché provveda a ribadire loro le informative circa le nuove procedure di sicurezza da adottare, tramite elaborati descrittivi, informative, verbali di cantiere, aggiornamento Layout di cantiere, etc.
  • Provvedere ad intervenire sulle imprese inadempienti alle disposizioni attuate, rilevate in sede di sopralluogo e segnalate da parte del CSE.
  • Disporre la sospensione dei lavori (eventualmente su proposta del CSE) nel caso non si possano rispettare le disposizioni di sicurezza (distanza minima di 1 m tra i lavoratori o, in alternativa, utilizzo di mascherine di protezione).
  • È opportuno che provveda a procrastinare le attività differibili, valutando la possibilità di sospendere i lavori.
  • Provvedere ad intervenire sulle imprese inadempienti alle disposizioni attuate, rilevate in sede di sopralluogo e segnalate da parte del CSE.
  • Può disporre la richiesta di sospensione lavori e la successiva ripresa finita l’emergenza COVID-19. In tal caso deve provvedere all’aggiornamento della Notifica Preliminare presso gli Organi Competenti ed alla Comunicazione di Sospensione al Comune.

LAVORATORE Cosa NON Deve Fare:

  • Recarsi a lavoro nel caso in cui presenti sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5 °C)
  • Recarsi a lavoro nel caso in cui sia stato a contatto con persone sottoposte alla mi sura della quarantena o risultati positivi al virus
  • Farsi prendere dal panico
  • Non deve disattendere le disposizioni normative e le disposizioni impartite dal Datore di Lavoro e dal CSE

Cosa DEVE FARE Il Lavoratore

  • Se il lavoratore opera in una Regione diversa da quella di residenza, al suo ingresso in cantiere deve consegnare l’AutoDichiarazione provenienza da Regioni diverse.
  • Deve rispettare le norme igieniche e di sicurezza dettate dall’Allegato 1 del DPCM 08/03/2020 e la distanza minima di 1 mt prevista all’art. 2 del DPCM 8marzo 2020 e confermati dai DPCM 9 e 11 marzo 2020.
  • Se, per alcune attività in cantiere, è inevitabile la distanza ravvicinata tra due operatori, gli operatori dovranno indossare mascherina del tipo FFP2 o FFP3 senza valvola o, in alternativa, mascherine chirurgiche o, mascherine filtranti prive del marchio CE.
  • Se il lavoratore accusa un malore in cantiere riconducibile ai sintomi del COVID-19 deve immediatamente munirsi di mascherina FFP2 o FFP3 senza valvola, deve mettersi in isolamento e provvedere, anche tramite l’addetto al PS a contattare il Servizio Sanitario Nazionale.
  • I lavoratori sono obbligati a lavarsi le mani con soluzione idroalcolica all’ingresso in cantiere, prima e dopo le pause pranzo e all’ingresso e all’uscita dai servizi igienici.
  • Gli attrezzi manuali dovranno essere dati in dotazione ad un solo operaio ed utilizzati con i guanti. Si suggerisce di provvedere alla loro igienizzazione, almeno quotidiana, con soluzione idroalcolica. In particolare è obbligatorio provvedere all’igienizzazione in caso si preveda un uso promiscuo da parte delle maestranze.
  • I mezzi di cantiere (quali ad es. escavatori, piattaforme elevatrici, pale), se utilizzati da più persone, dovranno essere igienizzati (per la porzione riguardante quadro di comando, volante, maniglie), ogni volta prima e dopo il loro utilizzo con apposita soluzione idroalcolica.
  • L’impiego di ascensori e montacarichi è consentito solo un operatore per volta, o in alternativa con l’impiego di mascherine FFP2 o FFP3 senza valvola, o in alternativa, mascherine chirurgiche o in alternativa, mascherine filtranti prive del marchio CE.
  • I comandi, le pulsantiere dovranno essere igienizzate con apposita soluzione idroalcolica prima e dopo l’uso.

Cosa PUO’ Fare Il Lavoratore

  • Può segnalare al capo cantiere/direttore di cantiere eventuali carenze di sicurezza nel cantiere ed eventuali colleghi non rispettosi nelle norme igieniche e di sicurezza.
  • Può agevolare il rispetto delle misure di sicurezza ed igiene impartite dai DPCM 8 – 9 – 11 marzo 2020 allontanandosi dalle aree di cantiere dove momentaneamente si rischia di non rispettare la distanza di minimo 1 mt tra le persone.
  • Gestire le pause lavorative in modo di agevolare la turnazione.
  • Essere sospeso per mancato rispetto delle norme igienico sanitarie e di sicurezza

Per ulteriori info vi segnaliamo come al solito la mail etconsulting2003@gmail.com

Le guide precedenti:

Quarta parte: Costi dpi covid-19: facciamo una stima

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